MICROMOBILITÀ ELETTRICA: QUALI MEZZI VI RIENTRANO?

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L’inquinamento atmosferico in ambito urbano rappresenta un problema serio, con effetti negativi sull’ambiente, la salute e la qualità della vita nelle città. Per questo motivo, lo Stato italiano e le amministrazioni locali stanno promuovendo alternative più sostenibili di mobilità, tra cui nuove forme di micromobilità elettrica per gli spostamenti cittadini di breve distanza.

La micromobilità, infatti, comprende tutte le soluzioni di mobilità disponibili per realizzare tragitti molto corti, spesso integrate con i servizi offerti dal trasporto pubblico. Tutto ciò trova la sua dimensione ideale in particolar modo nell’ambito della  e-mobility, con cui è possibile usufruire dei nuovi veicoli elettrici a zero emissioni per rendere la mobilità urbana più ecologica.

Cosa si intende con micromobilità elettrica?

 

Con la micromobilità elettrica ci si riferisce a un modello di mobilità incentrato su piccoli mezzi elettrici, veicoli con i quali i cittadini possono coprire brevi distanze senza inquinare.

Non si tratta dunque di una modalità alternativa alla mobilità tradizionale, ma di una soluzione complementare a tutte le forme di mobilità sostenibile, come il trasporto collettivo, le vetture ibride e le auto elettriche.

La micromobilità elettrica, in modo analogo a quanto avviene per la mobilità elettrica, trova la sua dimensione ecologica nella possibilità di ricaricare questi veicoli con energia elettrica verde prodotta da fonti rinnovabili. Questo approccio, infatti, non solo permette di evitare emissioni dirette di gas serra durante gli spostamenti, ma consente di ridurre l’intera impronta di carbonio legata alla circolazione delle persone, ottenendo un impatto ambientale basso o nullo.

In particolare, ecco quali sono le novità normative introdotte per la micromobilità elettrica in Italia:

  •        A luglio 2019 il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha avviato la fase sperimentale per la micromobilità elettrica nelle aree urbane;
  •        Con la Legge di Bilancio 2020 i monopattini elettrici sono stati equiparati ai velocipedi; quindi devono rispettare le norme specifiche per questa tipologia di mezzi previste dal Codice della Strada;
  •        A marzo 2020 il decreto Milleproroghe 2020 ha introdotto nuove regole stradali per la circolazione dei veicoli per la micromobilità elettrica;
  •        Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili del 18 agosto 2022 ha stabilito le nuove caratteristiche tecniche per i monopattini elettrici entrate in vigore dal 30 settembre 2022, adeguando gli articoli 68, 223, 224 e 225 del Codice della Strada, articoli integrati dal decreto dirigenziale del 18 agosto 2022.

Questo nuovo quadro normativo prevede delle regole specifiche per i mezzi della micromobilità elettrica:

  •        Essere dotati della marcatura CE secondo quando previsto dalla direttiva n. 2006/42/CE;
  •        Non devono prevedere posti a sedere;
  •        Devono disporre di un segnalatore acustico;
  •        È necessario che siano dotati di sistemi di illuminazione idonei;
  •        Devono avere dispositivi di regolazione della velocità per rispettare i limiti previsti dal Codice della Strada (6 km/h nelle zone pedonali e 20 km/h nelle strade urbane);
  •        La potenza massima del motore non deve superare 0,50 kW (500 watt);
  •        Possono essere guidati da tutti i cittadini con almeno 14 anni d'età;

È obbligatorio l’uso del casco per i minorenni, mentre è facoltativo per i conducenti maggiorenni.
 

Cos’è la micromobilità elettrica e come funziona

 

La micromobilità elettrica è un tipo di mobilità relativa a tragitti brevi realizzati con veicoli elettrici di piccole dimensioni.

Oggi si tratta di una realtà affermata in molte città europee, tuttavia anche in Italia si sta diffondendo velocemente, soprattutto in aree metropolitane come Milano che ambiscono a diventare delle vere e proprie città sostenibili. Naturalmente è necessario adeguare l’infrastruttura esistente, per garantire la sicurezza stradale e la perfetta integrazione di queste soluzioni con altri servizi di mobilità pubblica e privata.

Il funzionamento della micromobilità elettrica, infatti, è piuttosto complesso e richiede un’elevata sinergia con tutte le altre modalità disponibili per spostarsi in città. Tra i fattori imprescindibili per lo sviluppo di questo modello di mobilità ci sono:

  •        Offerta di servizi di sharing con un’ampia copertura cittadina;
  •        Percorsi urbani dedicati alla micromobilità elettrica;
  •        Compatibilità dei veicoli elettrici con i mezzi del trasporto pubblico;
  •        Adeguamento delle normative stradali;
  •        Spazi dedicati al ricovero dei veicoli presso aziende pubbliche e private;
  •        Infrastruttura di ricarica capillare e di facile accesso.

Inoltre, è opportuno ricordare alcune norme di comportamento base che devono essere rispettate dai conducenti di questi veicoli:

  •        È necessario procedere su un’unica fila quando le condizioni del traffico lo richiedono e, comunque, mai affiancati in numero superiore a 2;
  •        Non è consentito trasportare altre persone o animali;
  •        È vietato farsi trainare da un altro veicolo;
  •        I conducenti devono rispettare la segnaletica stradale dedicata, laddove presente (cartelli micromobilità);

Nel caso di condizioni di scarsa visibilità è necessario che il conducente indossi il giubbotto o bretelle ad alta visibilità.

I mezzi per la micromobilità elettrica

 

All'interno della micromobilità rientrano i mezzi di trasporto elettrici o semi-elettrici che possono essere usati per spostamenti di breve e medio raggio, tra cui i monopattini elettrici, gli hoverboard, i segway e le biciclette elettriche con pedalata assistita. Vediamoli nel dettaglio.
 

Monopattino elettrico: sono in assoluto i mezzi più utilizzati per la micromobilità elettrica, in quanto facili da usare e agili negli spostamenti urbani, una soluzione ideale per i brevi tragitti e la mobilità di cittadini privati e dipendenti aziendali. Dopo l’ultimo aggiornamento normativo, i monopattini elettrici devono rispettare le seguenti caratteristiche:

  • Avere due assi, un solo motore elettrico con potenza non superiore a 0,50 kW, un manubrio e nessun sedile;
  • Rispettare le dimensioni massime di 2 metri di lunghezza, 0,75 metri di larghezza (compreso il manubrio ed esclusi gli indicatori di direzione) e 1,5 metri di altezza;
  • Avere pneumatici con battistrada e spessore che assicuri un’adeguata aderenza stradale, con diametro delle ruote di almeno 203,2 mm;
  • Marcatura CE e regolatore di velocità con impostazione del limite a 6 e 20 Km/h;
  • Freni su entrambe le ruote indipendenti per ciascun asse;
  • Catadiottri rossi al posteriore e gialli sui lati;
  • Segnalatore acustico, indicatori di svolta luminosi e luci fisse di colore rosso al posteriore e bianca o gialla davanti.
     

Bici elettrica: anche conosciute come e-bike, le biciclette elettriche a pedalata assistita sono sempre più diffuse nei centri abitati, inoltre i modelli pieghevoli si possono facilmente richiudere per salire a bordo dei mezzi pubblici. Le normative di legge prevedono che abbiano un motore elettrico di potenza non superiore a 0,25 kW, una velocità massima limitata a 25 Km/h, un segnalatore acustico, una luce anteriore gialla o bianca, una luce posteriore rossa con un catadiottro rosso e catadiottri gialli sui pedali. Le e-bike non pagano il bollo e sono esenti dall’obbligo di targa e assicurazione, possono essere condotte anche dai minorenni ed è consentito il trasporto di bambini sul seggiolino fino a 8 anni d’età.
 

Hoverboard: sono dei monopattini autobilanciati senza manubrio, dei mezzi simili a degli skate elettrici che si guidano attraverso lo spostamento del corpo in avanti e indietro. Sono più difficili da usare rispetto a e-bike e monopattini elettrici, possono raggiungere una velocità massima di circa 15 Km/h e offrono un’autonomia intorno a 20 Km con una sola ricarica della batteria, tuttavia sono più leggeri e si possono riporre facilmente in uno zaino.
 

Segway: sono una via di mezzo tra un monopattino elettrico e un hoverboard, infatti hanno una pedana con due ruote parallele e un manubrio, ma per accelerare e frenare bisogna spostare il peso del corpo in avanti e indietro. Offrono un’autonomia di circa 40 Km e possono arrivare a una velocità di 20 Km/h, ma la loro diffusione è abbastanza limitata e avviene soprattutto per attività turistiche.
 

Monowheel: è un dispositivo molto compatto, composto da una ruota con due piccole pedane laterali per i piedi. È abbastanza difficile da guidare, in quanto è sprovvisto di manubrio e si conduce con lo spostamento del peso, richiedendo un ottimo equilibrio e una certa dimestichezza con il mezzo. È poco diffuso in Italia, poiché meno pratico rispetto alle bici a pedalata assistita e ai monopattini elettrici.
 

I mezzi per la micromobilità elettrica offrono esperienze diverse ma assolvono allo stesso compito, offrire delle alternative ecologiche per i brevi tragitti in città. Si tratta senza dubbio di una rivoluzione green per la mobilità urbana, un’integrazione importante di altre soluzioni sostenibili di mobilità come le auto elettriche e i mezzi del trasporto pubblico a basso impatto ambientale.

 

 

Il presente testo è aggiornato al 6 dicembre 2022.

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