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Negli ultimi anni sono state emanate numerose direttive riguardanti l’efficientamento energetico. In particolare, il dibattito ha ampiamente coinvolto gli immobili e le soluzioni per diminuirne i consumi senza però incidere sulle loro prestazioni. Per questo motivo è stato stabilito normativamente che tutti gli edifici debbano acquisire una certificazione energetica, ovvero un sistema di valutazione che da un lato fornisca informazioni chiare e trasparenti sulla qualità energetica degli immobili e, dall’altro, promuova l’efficienza energetica mediante l’individuazione di specifici sistemi di ottimizzazione energetica. Tale certificazione è stata introdotta nel 2006 e dal 2013 prende il nome di Attestato di Prestazione Energetica (APE), un documento obbligatorio che deve essere fatto redigere a un tecnico dai proprietari degli immobili e che stabilisce le prestazioni energetiche degli edifici, tramite una scala di 10 lettere da A4 a G. L’APE va presentato ogniqualvolta si procede ad un atto di compravendita, ed ha una durata di 10 anni, a meno che non si sottoponga l’immobile a degli interventi di riqualificazione energetica: in questo caso occorre procedere alla richiesta di una nuova certificazione atta a definire la classe energetica dell’edificio dopo gli interventi.
 

Certificazione APE come si fa

Per poter richiedere l’APE è necessario rivolgersi ad una figura professionale e competente: il certificatore energetico. Si tratta di tecnici specializzati accreditati dalle Regioni e possono essere geometri, ingegneri o anche architetti che hanno superato uno specifico esame di abilitazione. Una volta richiesto l’Attestato di Prestazione Energetica il tecnico esegue un sopralluogo dell’appartamento, valutando le caratteristiche strutturali dell’immobile attraverso specifici parametri tra cui:
●    qualità degli infissi;
●    efficienza energetica legata ai consumi e agli impianti di riscaldamento, quindi anche il tipo di caldaia utilizzata;
●    esistenza o meno di impianti di autoproduzione di energia attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili;
●    salubrità degli ambienti interni.

Prima di poter procedere all’emissione dell’APE, il certificatore energetico deve venire in possesso dei dati del proprietario e delle caratteristiche tecniche dell’appartamento tramite specifici documenti: il libretto d’impianto, la planimetria e in generale l’intera documentazione catastale. Questa documentazione, infatti, permette di eseguire una valutazione più accurata e riporta alcune informazioni decisive per una migliore elaborazione da parte del software che esegue la certificazione.

Dopo aver ottenuto questi documenti ed effettuato il sopralluogo, il tecnico specializzato procede utilizzando uno dei software certificati dal Comitato Termotecnico Italiano (CTI). Tramite questi sistemi viene redatta la certificazione contenente alcune informazioni fondamentali:
●    indice di prestazione energetica globale, sia in termini di energia primaria totale che in termini di energia non rinnovabile;
●    classe energetica dell’edificio;
●    qualità energetica dell’immobile, come, per esempio, gli indici di prestazione termica utile per la climatizzazione invernale;
●    emissioni di anidride carbonica;
●    elenco dei servizi energetici con le relative efficienze;
●    eventuali interventi di miglioramento energetico dell’immobile.

L’Attestato di Prestazione Energetica, è stato introdotto in Italia nel 2013 con la Legge 63. Nel 2015, poi, la certificazione energetica ha ricevuto un formato standard in tutto il Paese: il D.M. 26 giugno 2015, infatti, ha uniformato le metodologie di calcolo, semplificato le procedure per gli edifici dalle dimensioni ridotte e indicato il format di riferimento per l’APE.
 

APE quando non è obbligatoria

Si è detto finora che l’Attestato di Prestazione Energetica è un documento obbligatorio. Tuttavia, ci possono essere anche dei casi particolari in cui non è necessario richiedere l’APE. Nello specifico, gli immobili esenti sono:
●    fabbricati isolati: si intendono quei fabbricati distaccati da altri edifici. Il fabbricato isolato, per essere sollevato dall’obbligo dell’APE, deve avere una superficie utile inferiore a 50 metri quadrati;
●    ruderi: tali strutture devono essere però dichiarate come tali nell’atto notarile. Alcuni esempi di ruderi possono essere le unità collabenti, ovvero costruzioni la cui abitabilità o agibilità non è garantita da semplici interventi edilizi di manutenzione ordinaria o straordinaria;
●    edifici industriali e artigianali: rientrano in questa categoria tutti quei fabbricati industriali e artigianali con specifiche caratteristiche quali l'assenza di riscaldamento o climatizzazione a causa dell’attività svolta al loro interno, oppure quando gli ambienti sono riscaldati o raffreddati per esigenze del processo produttivo;
●    luoghi di culto: anche gli edifici adibiti a luoghi di culto quali chiese e moschee non sono obbligati a richiedere l’APE;
●    fabbricati in costruzione: tutti gli edifici che sono in via di costruzione e per i quali non si dispone dell’abitabilità o agibilità al momento della compravendita sono esenti dall’obbligo di Attestato di Prestazione Energetica. Si tratta, per esempio, di immobili privi di tutte le pareti verticali esterne oppure di impianti tecnologici e rifiniture;
●    sostituzioni: la certificazione energetica non è obbligatoria nei casi di sostituzione della caldaia, dei radiatori, degli infissi oppure dell’impianto di riscaldamento. Non è necessaria neppure quando si installa la pompa di calore, né quando si eseguono lavori di rifacimento del tetto; 
●    altri tipi di edifici: sono esenti dall’obbligo di APE strutture come box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano e depositi in cui non è prevista la presenza di personale.

L’Attestato di Prestazione Energetica è invece obbligatorio nelle seguenti situazioni:
●    nuova costruzione: per tutti gli edifici di nuova costruzione oppure sottoposti a ristrutturazione importante, ovvero in cui si intervenga su più del 50% dell’involucro edilizio;
●    locazioni: l’affitto di un intero immobile o di singole unità immobiliari è sottoposto all’obbligo di APE. Questo non è obbligatorio solo nei casi di affitti di natura transitoria o di contratti che non possono essere considerati nuove locazioni;
●    compravendita: la certificazione energetica, in questo caso, dev’essere allegata all’atto notarile e il tecnico viene pagato dal venditore;
●    detrazioni fiscali: l’APE è richiesto anche per avere accesso alle detrazioni fiscali, quali Ecobonus e Superbonus 110%.
 

Come si legge la certificazione energetica

Un Attestato di Prestazione Energetica può essere un documento di difficile lettura per un occhio inesperto e per questo è fondamentale sapere in che modo esso si compone e come leggerlo. Per prima cosa occorre specificare che una certificazione energetica è formata da 4 pagine che si dividono in diverse sezioni: alcune di queste vengono coadiuvate da disegni o elementi grafici per facilitare la comprensione di dati complessi.

Nello specifico, l’Attestato di Prestazione Energetica si compone di:
●    prima pagina: per prima cosa, nel riquadro superiore viene fornito il codice identificativo del certificato e la data di scadenza. Dopodiché, la pagina si divide in due macrosezioni: i “Dati generali”, nella quale vengono fornite le informazioni dettagliate dell’immobile, e la sezione “Prestazione energetica globale e del fabbricato”, all’interno della quale è riportato l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile in funzione del fabbricato e dei servizi energetici presenti. In questa seconda metà della pagina, dunque, è riportata l’efficienza energetica dell’immobile sia d’inverno che d’estate e, soprattutto, la classe energetica attribuita al fabbricato. Quest’ultimo è l’elemento più importante della certificazione ed è stabilito in base a numerose caratteristiche dell’immobile come la sua forma, la località, i consumi e la qualità dell’energia;
●    seconda pagina: nella prima sezione è riportata la prestazione energetica degli impianti e la stima dei consumi di energia. Si segnalano, dunque, le fonti energetiche utilizzate e la quantità annua consumata in uso standard, oltre che gli indici della prestazione energetica rinnovabile e non rinnovabile e le emissioni di anidride carbonica. Nella seconda sezione, invece, vengono elencati i principali interventi raccomandati per ottimizzare i consumi energetici. Si riporta, inoltre, la stima dei risultati conseguibili come, per esempio, la classe energetica raggiungibile; 
●    terza pagina: qui vengono inserite alcune sezioni con dati più dettagliati. Nella prima sono riportati altri dati energetici generali, mentre nella seconda altri dati di dettaglio del fabbricato come, per esempio, il volume riscaldato e la superficie disperdente. La terza sezione è composta da una tabella molto precisa che riporta i dati di dettaglio degli impianti: vengono segnalati i servizi energetici e di che tipo di impianti si tratta, oltre che l’anno di installazione e altre informazioni più particolareggiate;
●    quarta pagina: infine, nella quarta pagina si può trovare una sezione dedicata alle informazioni sul miglioramento della prestazione energetica e i dati del soggetto certificatore. Quest’ultimo, oltre ai propri recapiti personali, deve segnalare il sopralluogo eseguito presso l’immobile e il tipo di software utilizzato per l’elaborazione dei dati. In fondo alla pagina, poi, è presente la data di emissione dell’Attestato di Prestazione Energetica e uno spazio per la firma e il timbro del certificatore, senza i quali, ovviamente, il documento non ha alcuna validità.
 

APE costo certificazione

Il costo di un certificato energetico non è fisso ma varia molto in base a diversi parametri. Per esempio, può dipendere dal tipo di immobile oggetto dell’attestato: la certificazione di un appartamento, infatti, richiede uno sforzo economico minore rispetto a quella di una villa o di un negozio. Il costo di un APE può variare anche a seconda del professionista che svolge il lavoro e alla zona d’Italia in cui si trova l’edificio, anche se i costi medi si aggirano intorno ai 300€, con picchi di massimo nelle regioni del Nord e minimo in quelle del Sud. Occorre comunque sottolineare che tali discrepanze di costi seguono prettamente una logica di mercato e non sono dovuti a differenti modalità di valutazione energetica degli immobili: le procedure per redigere l’APE, infatti, sono uguali in tutta Italia. Per questo motivo è consigliabile richiedere più preventivi e valutare il miglior prezzo fornito da ogni certificatore energetico, assicurandosi che venga esibita una stima chiara e dettagliata.
 

Certificato APE smarrito 

L’Attestato di Prestazione Energetica è un documento di vitale importanza e va conservato con la massima cura. Quando capita di smarrirlo, occorre richiederne immediatamente una copia al tecnico che ha redatto il certificato energetico. In alternativa, alcune regioni sono dotate di un sistema di archiviazione facilmente consultabile: per esempio in Lombardia viene utilizzato il Catasto Energetico Edifici Regionali (CEER), un portale online a cui si può accedere tramite username e password. In quest’ultimo caso si può anche contattare un notaio che, grazie ai programmi a disposizione nel proprio studio, può accedere al portale e assicurarsi che l’APE è stato correttamente depositato e firmato digitalmente dal certificatore energetico che lo ha preso in carico.
 

Il presente articolo è aggiornato al 16 Marzo 2021.

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