PRODUZIONE ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA: AUMENTANO LE RINNOVABILI

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La produzione di energia elettrica in Italia sta diventando sempre più green e sostenibile, grazie all’aumento costante delle fonti rinnovabili utilizzate per generare elettricità verde. Secondo l’ultimo rapporto statistico pubblicato dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, dal 2010 al 2020 il nostro Paese è rimasto ampiamente al di sopra degli obiettivi fissati dal Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili (PAN) e dei target europei. 
Tuttavia dai dati sulla produzione di energia elettrica in Italia nel 2020 forniti da Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, il 57,6% dell’energia elettrica viene ancora generata attraverso fonti non rinnovabili tramite le centrali termoelettriche. La direzione intrapresa è senza dubbio quella giusta, allo stesso tempo è essenziale accelerare sulla transizione energetica e incrementare la produzione e il consumo di elettricità da energie pulite. 
 

Il fabbisogno di energia elettrica in Italia

Secondo i dati di Terna, il fabbisogno annuale di energia elettrica in Italia è stato pari a 301,2 TWh nel 2020, con una contrazione del 5,8% rispetto al 2019 legata soprattutto agli effetti della pandemia di Covid-19. 
Dalle stime fornite dalle analisi dell’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, per il 2021 è previsto un fabbisogno annuo di energia elettrica in Italia in forte ripresa, con il recupero del 60% dei consumi persi nel 2020 e una crescita della domanda superiore a quella del PIL (+5,8% secondo l’FMI). 
La domanda di energia elettrica è stata soddisfatta dalla produzione nazionale per una quota pari all’89,3%, con un valore complessivo di 269 TWh. Il restante 10,7% del fabbisogno di elettricità è stato coperto dalle importazioni di energia dall’estero, con l’immissione nella rete italiana di 32,2 TWh. In totale il nostro Paese dispone di una potenza installata di 120,42 GW al 31 dicembre 2020, con un aumento dello 0,9% in confronto al 2019 attraverso l’incremento di 1 GW legato soprattutto a impianti di piccola taglia. 
In base al tipo di attività, i consumi elettrici in Italia sono stati così ripartiti nel 2020:
●    44,1% industria (125,4 TWh);
●    30,2% servizi (85,8 TWh);
●    23,3% domestico (66,2 TWh);
●    2,2% agricoltura (6,3 TWh).
Tra i settori più energivori c’è il comparto manifatturiero, responsabile per il 39% dei consumi elettrici nazionali, seguito dalla metallurgia e dal commercio con il 7,4% ciascuno. Il consumo di energia elettrica per abitante è stato di 4.777 kWh, mentre considerando solo l’ambito domestico ogni italiano ha avuto un fabbisogno di 1.114 kWh nel 2020. Il consumo elettrico pro capite più elevato è stato in Friuli Venezia Giulia, mentre la Sardegna che ha fatto registrare il fabbisogno più alto per abitante per uso domestico. 
 

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia

Analizzando i dati di Terna relativi al 2020 sulla produzione di energia elettrica in Italia per fonte, su un totale di 280,5 TWh di elettricità 269 TWh sono stati generati dai produttori (92,8%), mentre 20,3 TWh dagli autoproduttori (7,2%). L’energia termoelettrica  ha coperto il 66,7% della produzione di energia elettrica, seguita dall’energia idroelettrica con il 17,6%, dall’energia fotovoltaica con l’8,9% e dall’energia eolica con 6,7%.
Se da un lato la capacità di generazione del termoelettrico è rimasta pressoché stabile negli ultimi anni, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è continuata ad aumentare, proseguendo anche nel 2020 nonostante la crisi sanitaria. Il numero complessivo di impianti green è arrivato a 948.979 nel 2020, con un incremento del 3,8% per gli impianti fotovoltaici (21,65 GW), dell’1,8% per le turbine eoliche (10,91 GW) e dello 0,7% per le centrali idroelettriche (19,11 GW).
Secondo il report del GSE relativo al 2019, il fabbisogno energetico in Italia da energie rinnovabili è arrivato al 35%, con una crescita costante dal 2006 quando le FER (fonti di energia rinnovabile) coprivano appena il 15,9% dei consumi elettrici. Tra le energie verdi la quota maggiore è dell’idroelettrica con il 40% della produzione di elettricità green, nonostante una leggera contrazione rispetto al 2018, seguita dal fotovoltaico (20,4%), dall’eolico (17,4%) e dalle bioenergie (16,9%). 
Tra le regioni con i maggiori consumi elettrici da fonti rinnovabili ci sono la Lombardia, il Piemonte, la Puglia e la Toscana, mentre agli ultimi posti si trovano la Liguria, il Molise e le Marche. Il settore dei trasporti è decisamente meno sostenibile rispetto agli altri comparti, con appena il 9% del fabbisogno energetico coperto dalle energie rinnovabili nel 2019, una quota al di sotto dell’obiettivo fissato dall’UE pari al 9,4%. Le auto elettriche d’altronde rappresentano ancora solo l’8% del mercato italiano, come indicato dai dati UNRAE relativi a settembre 2021. 
 

Come si fa il calcolo del fabbisogno di energia elettrica

Il calcolo del fabbisogno di energia elettrica viene realizzato da Terna, infatti è un dato statistico elaborato dal gestore della rete elettrica nazionale italiana ed espresso in TWh, ovvero in miliardi di kWh. 
Tutte le informazioni vengono rese note ogni tre mesi con le pubblicazioni statistiche, dati dettagliati che illustrano l’andamento della produzione, dei consumi, la situazione degli impianti di generazione, l’elettricità nelle varie regioni italiane e il confronto con gli altri paesi.
Inoltre tutti gli anni Terna pubblica un report chiamato Contesto ed evoluzione del sistema elettrico, in cui analizza lo scenario energetico e fa il punto della situazione sulla transizione energetica. Il gestore deve sapere come calcolare il fabbisogno di energia elettrica, realizzando previsioni del profilo orario variabile dei consumi elettrici, tenendo conto di numerosi fattori come la stagionalità, gli eventi socio-politici, le temperature e le festività.
Allo stesso tempo, l’azienda deve stabilire come gestire le oscillazioni del fabbisogno elettrico nazionale. L’andamento della domanda elettrica è influenzato da diversi aspetti, come le prestazioni economiche, l’elettrificazione dei consumi e l’efficienza energetica. Il report sul fabbisogno elettrico mostra chiaramente le condizioni economiche del Paese, le quali influenzano direttamente i consumi di energia elettrica. 
 

L’equilibrio tra produzione e fabbisogno di energia elettrica

Il confronto di produzione e consumo di energia elettrica in Italia dai dati di Terna rende evidente una certa discrepanza tra queste due voci, infatti gli impianti devono generare più elettricità per coprire non solo il fabbisogno effettivo ma anche le perdite e le dispersioni della rete. Allo stesso tempo la corrente elettrica non può essere immagazzinata all’interno dell’infrastruttura di trasmissione, perciò deve sempre esistere una corrispondenza tra il prelievo dalla rete e l’immissione di energia. 
Produzione e consumo devono dunque funzionare in perfetto equilibrio, altrimenti si rischiano incidenti anche gravi che possono portare a veri e propri blackout. Per questo motivo gli operatori non solo monitorano in tempo reale ogni oscillazione della rete elettrica, ma effettuano continuamente delle previsioni sui consumi energetici futuri. Ciò riguarda soprattutto l’incremento delle fonti rinnovabili, un aspetto positivo per l’ambiente ma che comporta una serie di sfide da affrontare per il sistema elettrico.
Le energie verdi, infatti, sono soggette a diverse problematiche per i gestori della rete, dalla localizzazione degli impianti concentrata in alcune zone specifiche, fino alla produzione elettrica non omogenea durante i diversi momenti della giornata, i mesi e le stagioni. Inoltre, le fonti green provocano continue alterazioni della frequenza e della tensione di trasmissione dell’energia elettrica, utilizzando specialmente le linee a bassa e media tensione più complesse da amministrare. 
Senz’altro, le fonti di energia rinnovabile costituiscono il principale strumento per il contrasto dei cambiamenti climatici e la riduzione dell’effetto serra, per cercare di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 come previsto dagli obiettivi UE sul clima e la decarbonizzazione del continente. 
Tuttavia la transizione energetica rappresenta anche una sfida tecnica e tecnologica, da superare attraverso investimenti nella rete, una maggiore flessibilità del mercato elettrico europeo, l’innovazione e la digitalizzazione per garantire un sistema elettrico sicuro, efficiente e resiliente in grado di sostenere la rivoluzione verde.
 

Il presente testo è aggiornato al 30 Novembre 2021

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