I pannelli solari rappresentano un’alternativa energetica dalle grandi potenzialità: l’Italia è infatti ha una buona esposizione al sole, e potrebbe sfruttare questa sua caratteristica per investire maggiormente in queste soluzioni energetiche green e proiettate al futuro. Il sole è infatti la fonte energetica rinnovabile più potente e le tecnologie già in uso hanno un grande potenziale. 

Il ciclo di vita dei pannelli fotovoltaici è abbastanza longevo e si attesta intorno ai 25-30 anni. Sebbene in anticipo sui tempi, trascorso questo periodo, la domanda fondamentale che in molti si pongono è: come smaltire i pannelli fotovoltaici esauriti? Se il principale scopo per il quale oggi si stanno diffondendo sempre di più tecnologie energetiche alternative che devono essere più pulite ed efficienti è la salvaguardia del pianeta, procedere a uno smaltimento ecosostenibile ed eventualmente a un riutilizzo dei materiali diventa fondamentale.

Per questo motivo, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha messo in campo da alcuni anni una serie di norme da rispettare per procedere allo smaltimento di pannelli fotovoltaici rotti o esauriti, in modo da evitare che essi vadano ad accrescere la già enorme quantità di rifiuti inquinanti prodotti dall’attività umana.

Costo dello smaltimento del pannello fotovoltaico

Quando si parla di pannelli fotovoltaici, smaltimento e costo, bisogna tenere subito in considerazione il fatto che i pannelli fotovoltaici rotti sono da classificare come rifiuti RAEE, ossia quella categoria alla quale appartengono anche vecchi elettrodomestici e materiali elettronici, e pertanto occorre fare affidamento sulle norme che li regolano. Inoltre, esistono due diversi modi di procedere, che fanno riferimento a due tipologie di impianti differenti:

  • Pannelli esauriti provenienti dagli impianti con potenza inferiore a 10 KWp: i rifiuti devono essere consegnati ai centri di raccolta e il loro smaltimento è gratuito. Il GSE si preoccupa di trattenere inizialmente la somma destinata a coprire i costi di smaltimento, ma successivamente l’importo viene riconsegnato al cliente. Quest’ultimo deve però garantire di aver rispettato correttamente le pratiche previste dalle istruzioni di smaltimento pannelli solari.
     
  • Pannelli esauriti provenienti dagli impianti con potenza superiore a 10 KWp: se sono stati immessi sul mercato prima del 12 aprile 2014, il loro smaltimento è affidato a particolari impianti di trattamento autorizzato e iscritto al centro per i rifiuti RAEE. Anche in questo caso occorre certificare al GSE che la procedura sia stata eseguita seguendo tutte le norme legislative in vigore.

Riciclo di pannelli solari fotovoltaici

Il pannello solare fotovoltaico esaurito può essere largamente riutilizzato: esso è infatti composta da materiali che vengono comunemente impiegati per la costruzione di tantissimi altri oggetti e pertanto risulta riciclabile circa all’80%, anche se le ultime stime sono cresciute fino ad arrivare al 90% di riciclabilità.

Il procedimento di riutilizzo del pannello solare avviene seguendo alcune fasi di lavorazione:

  • Scomposizione delle parti fisiche: occorre rimuovere il telaio, la scatola di giunzione e i cavi. In questo modo si può accedere al materiale interno;
     
  • Selezione: il modulo centrale viene sminuzzato. A questo punto ne vengono selezionate delle parti tramite tecnologie a laser e a vibrazione;
     
  • Raffinamento: i silicon flakes (una combinazione di silicio, lastre di acetato vinil-etilenico (EVA), semiconduttori e metalli) vengono prelevati e raffinati in maniera tale da poter essere riutilizzati per dare vita a nuovi oggetti o, come più spesso accade, per creare ulteriori pannelli solari.

Come detto sopra, il procedimento di riciclaggio permette di riutilizzare quasi la totalità dei materiali di cui il pannello si compone; tuttavia ci sono degli elementi che non possono essere riutilizzati e che devono necessariamente essere smaltiti: si tratta però sempre di rifiuti poco pericolosi come vetro e lastre di EVA. 

Quanto durano i pannelli fotovoltaici?

La decisione di adottare una soluzione più verde rappresenta un investimento abbastanza oneroso, ma i costi vengono solitamente ammortizzati nel giro di pochi anni. Inoltre, la durata dei pannelli fotovoltaici è una garanzia: un impianto di qualità non ha bisogno di grandi lavori di manutenzione, e nemmeno di interventi frequenti mirati a migliorarne le prestazioni.

Se ci si chiede infatti quanto dura un pannello fotovoltaico, la risposta è semplice: basti pensare che il primo impianto installato in Italia risale a circa 30 anni fa ed è ancora funzionante. Oggi comunque si stima che, con un utilizzo responsabile e una manutenzione adeguata, un pannello solare garantisce una durata di circa 20 anni. Ad avere una vita relativamente più breve sono però gli inverter, i quali si occupano di convertire la corrente continua in corrente alternata. La garanzia su quest’ultimi generalmente si attesta sui 10 anni.

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 29 gennaio 2020.