IMPRONTA ECOLOGICA: COME CALCOLARLA E I CONSIGLI PER RIDURLA

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Misurare la sostenibilità ambientale del proprio passaggio sulla Terra è una necessità percepita in maniera sempre più urgente non solo dalle aziende, ma anche dei privati che desiderano dare il proprio contributo alla riduzione delle emissioni dannose. Tra le metriche che possono essere adottate c’è l’impronta ecologica.

Calcolo impronta ecologica 

L’impronta ecologica è un indicatore che misura la sostenibilità di un individuo o di un’azienda rispetto alle risorse che sfrutta.  La chiave fondamentale del calcolo dell’impronta ecologica è l’unità di misura dell’ettaro globale (gha), che raccoglie l’informazione riguardo l’estensione fisica delle aree e la capacità produttiva dei sistemi ecologici della data area. Tramite i coefficienti calcolati, ogni area e ogni consumo può essere convertito in termini di ettaro globale, permettendo così il confronto tra
consumi e risorse all’interno di un territorio, oppure tra consumi e risorse in territori diversi.

Il calcolo dell’impronta ecologica confronta le risorse naturali consumate da un singolo individuo all’interno dello spazio da esso occupato – tecnicamente la terra disponibile pro-capite, cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale – calcolate in chilogrammi per ettari (kg/ha). All’atto pratico, questo parametro valuta quanti kg di beni naturali vengono consumati da una persona all’interno di uno spazio delimitato per sapere di quanti ettari è necessario disporre per produrre queste risorse, ma anche per assorbire i rifiuti e le emissioni.

Per poter calcolare l’impronta ecologica è prima di tutto necessario procedere con la categorizzazione dei consumi distinguendo tra: alimenti, consumi abitativi, trasporti, beni di consumo e servizi. Al tempo stesso è necessario analizzare le fonti che vengono sfruttate quotidianamente da ogni singolo individuo e, per farlo, è opportuno tenere presente che le risorse naturali che vengono consumate sono non solo i terreni agricoli, i pascoli e le foreste, ma anche il mare e le superfici edificate. Inoltre, nel calcolo dell’impronta ecologica rientrano anche le abitudini di ogni giorno tra cui, ad esempio, la possibilità di spostarsi con l’automobile, con i mezzi pubblici o a piedi. 

Fin da queste prime informazioni è fondamentale, in un contesto storico in cui i singoli e le aziende si impegnano per poter ridurre le conseguenze del proprio passaggio sulla Terra, poter misurare la propria impronta ecologica. 
 

Impronta ecologica Italia

Secondo il Global Footprint Network l’impronta ecologica “include le aree biologicamente produttive necessarie a produrre cibo, fibre e legname che la popolazione di quel paese consuma, ad assorbire i materiali di scarto (come le emissioni di CO2) prodotti per generare l'energia che un Paese utilizza e a sostentare le infrastrutture che il paese realizza”. Pertanto il concetto di “footprint” può essere applicato non solo per gli individui, ma anche per i Paesi. 

Gli studi condotti in occasione dell’Overshoot day organizzato dal Global Footprint Network hanno evidenziato come, in Italia, l’impronta ecologica individuale sia pari a 4.4 gha . Questo implica che, in base al calcolo dell’impronta ecologica di tutto il Paese, sarebbero necessarie le risorse presenti in più di 2,7 Terre per poter sostenere le abitudini energetiche e ambientali degli italiani. Il dato appare particolarmente preoccupante non solo in senso assoluto, ma perché supera la biocapacità dell'area disponibile per quella popolazione, dove con questo termine si intende la capacità degli ecosistemi di un Paese di far fronte alle richieste dei suoi abitanti e quella di rigenerare le risorse stesse che vengono consumate per vivere. Anche la biocapacità, come l’impronta ecologica, viene misurata in ettari globali (gha).  

Quando la biocapacità è inferiore all’impronta ecologica, come accade in Italia, ci si trova in una situazione di deficit ecologico. In particolare, nel nostro Paese si ha una biocapacità per abitante pari a 0.9gha e l’impronta ecologica per abitante pari a 4,4 gha: il deficit ecologici è pari a 3,5 gha. Dal punto di vista globale, le nazioni più virtuose sono l’Indonesia, l’Ecuador e l’Iraq. Inoltre è opportuno considerare che - secondo un’indagine del WWF - la biocapacità totale della Terra ammonterebbe a 12 miliardi di gha (ossia 1,8 pro capite), mentre l’impronta ecologica globale supera i 18 miliardi (2,7 pro capite). 
 

Come ridurre l'impronta ecologica

Il primo passo per poter ridurre l’impronta ecologica di ciascuno è misurarla. Coloro che lo desiderano possono collegarsi al sito o scaricare l’applicazione per smartphone e tablet MySorgenia che permette a chiunque di calcolare in maniera rapida, efficace e precisa la propria impronta ecologica: al termine di un breve questionario sulle abitudini energetiche e non solo, il sistema restituisce il valore relativo alla “footprint” individuale e qualche suggerimento per poter dare il proprio contributo alla riduzione delle emissioni. Tra gli accorgimenti che possono essere attuati per ridurre l’impronta ecologica, se ne ricordano alcuni di seguito: 
●    mobilità: è preferibile utilizzare, ove possibile, mezzi pubblici per lo spostamento, la bicicletta o muoversi a piedi. In alternativa, quando è indispensabile impiegare l’automobile, si suggerisce di utilizzare mezzo elettrici o ibridi che consentono di ridurre in maniera significativa le emissioni dannose nell'atmosfera. Su questo tema si ricorda che sono disponibili significative agevolazioni fiscali sia per coloro che acquistano un’auto o una moto elettrica, sia per l’installazione di colonnine di ricarica a livello condominiale. 
●    ottimizzazione delle prestazioni energetiche dell’immobile: è opportuno considerare che i sistemi di termoregolazione obsoleti possono produrre quantità significa di anidride carbonica e che la loro sostituzione - soggetta al SuperBonus del 110% - permette di beneficiare di un risparmio significativo dal punto di vista ecologico ed economico. 
●    raccolta differenziata: il corretto smaltimento dei rifiuti è sicuramente uno degli elementi da prendere in considerazione quando si desidera ridurre l’impronta ecologica individuale (e anche in ambito aziendale); 
●    ridurre i consumi degli elettrodomestici: per poter contenere i consumi e i relativi costi generati dall’utilizzo di elettrodomestici è preferibile utilizzare i dispositivi in modo efficiente: ad esempio avviare lavatrice e lavastoviglie solo quando sono completamente cariche. Inoltre, si ricorda che gli elettrodomestici di classe energetica elevata (A+, A++) dimostrano prestazioni eccellenti e consumi ridotti. Anche in questo caso, il Governo mette a disposizione alcune significative agevolazioni fiscali per incentivare il ricambio di questi strumenti ad uso domestico. 
●    scegliere energia rinnovabile: per ridurre la propria impronta ecologica è opportuno scegliere il fornitore luce e gas tenendo presente le tipologie di fonti energetiche che impiega. 

Sorgenia è da sempre particolarmente attenta alla tematica ambientale e, oltre ad offrire la possibilità di calcolare la propria impronta ecologica attraverso il sito e l’app MySorgenia, utilizza energia 100% green per la fornitura di luce e gas. 
 

Il presente testo è aggiornato al 10 Maggio 2021

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