L'ANDAMENTO DELL'ENERGIA RINNOVABILE IN ITALIA

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L’andamento dell’energia rinnovabile in Italia conferma gli impegni significativi che sono stati presi dal nostro Paese per produrre energia da fonti rinnovabili. Del resto, è proprio la direttiva europea 2023/2413 (RED III) che ha imposto agli stati membri l'obiettivo di raggiungere entro il 2030 una quota di consumi lordi pari ad almeno il 42,5% dell'energia coperta da fonti rinnovabili. A che punto si trova l'Italia rispetto a questi obiettivi?

I dati sull'andamento delle rinnovabili in Italia

I recenti risultati statistici proposti dal GSE - Gestore dei Servizi Energetici - restituiscono una fotografia della diffusione delle energie rinnovabili in Italia e i trend relativi allo sviluppo da attendersi per gli anni successivi. 

Nel corso del 2021, le energie rinnovabili hanno assunto un ruolo di assoluta preminenza nel contesto energetico italiano, trovando applicazione capillare non solo nella generazione di energia elettrica, ma anche nei sistemi di riscaldamento e raffreddamento, oltre che nella produzione di biocarburanti per il settore dei trasporti.

Dal 2021 l'Italia è riuscita a soddisfare il fabbisogno energetico del Paese attraverso le fonti rinnovabili pari al 19%, l’8,2% del quale è dedicato al settore dei trasporti. Si tratta di un traguardo particolarmente importante, dal momento che l’Italia è seconda solo alla Svezia per consumi da fonti rinnovabili. 

Si può dunque considerare plausibile che ci sarà un aumento nell'uso delle fonti rinnovabili nel settore dell'energia elettrica, raggiungendo il 55% del totale entro il 2030. Questo rappresenta un incremento di circa dieci punti percentuali rispetto all'obiettivo obbligatorio fissato dalla Direttiva Europea.

Tra gli elementi che hanno contribuito al raggiungimento di questo obiettivo c’è stata l’adozione, nel 2019, del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) con lo scopo di raggiungere entro il 2030 il 30% di consumi energetici lordi provenienti da fonti rinnovabili. Nel dettaglio, il PNIEC identifica a quanto ammontano le quote di energia per ogni settore e sottolinea attraverso quali modalità e traiettorie è possibile raggiungere i traguardi prefissati. 

Su questo tema bisogna ricordare che il 30 giugno 2023 è stata presentata la proposta di aggiornamento del PNIEC alla Commissione europea, all’interno della quale è stato fissato al 40% il nuovo obiettivo di copertura di consumi energetici da fonti rinnovabili. Tale dato prevede che il 65% sia ripartito nel settore elettrico, il 37% nel settore termico e il 31% nei trasporti. 

La produzione di energia elettrica "verde" in Italia

Ma a quanto corrisponde, in termini di energia consumata, il dato relativo alla diffusione delle rinnovabili in Italia? 

Alla fine del 2021, il panorama energetico italiano ha registrato una notevole evoluzione grazie ai circa 1.030.000 impianti a fonti rinnovabili sparsi sul territorio, raggiungendo una potenza efficiente lorda di 58,0 GW. La capacità installata ha segnato un aumento del 2,5% rispetto all'anno precedente: il 72% di questa capacità si concentra negli impianti idroelettrici e fotovoltaici, che hanno contribuito rispettivamente con 45,4 TWh e 25,0 TWh alla produzione annuale, coprendo insieme il 61% del fabbisogno energetico elettrico da fonti rinnovabili. Questi dati riflettono l'impegno continuo dell'Italia verso una transizione energetica sostenibile, nonostante le sfide poste dalle variazioni nella produzione di alcune fonti chiave.

Per quanto riguarda il settore elettrico, nonostante una leggera flessione dello 0,5% rispetto al 2020, la produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili (FER) nel 2021 ha toccato i 116,3 TWh, costituendo il 40,2% dell'intera produzione energetica nazionale. Tuttavia, seguendo i criteri stabiliti dalle direttive europee sulle energie rinnovabili, questa cifra si attesta a 118,7 TWh (circa 10,2 Mtep), segnando un lieve aumento dello 0,3% e rappresentando il 36,0% del Consumo Interno Lordo di energia elettrica.

Il 2021 ha visto particolari incrementi nella produzione degli impianti fotovoltaici e eolici, con rispettivi aumenti dello 0,4% e dell'11,5%, mentre le altre fonti hanno registrato cali. Nel dettaglio, l'energia idroelettrica si conferma la principale fonte di energia elettrica rinnovabile, contribuendo al 39,0% del totale, seguita dall'energia solare (21,5%), eolica (18,0%), bioenergie (16,4%) e geotermica (5,1%).

Lo stato degli investimenti nelle rinnovabili

A fronte di un trend in crescita positivo, bisogna tristemente constatare che gli investimenti - sia pubblici sia privati - sono ancora contenuti. 

Nel 2023 gli investimenti si aggirano intorno ai 41 miliardi, raggiungendo una potenza da record di 38,9 GW, all’incirca il triplo rispetto al 2021. Tuttavia, la situazione di decremento attuale è dovuta a svariati fattori, tra cui un’eccessiva complessità degli iter burocratici approvativi delle pratiche. 

La mancanza di personale adibito e la dilatazione dei tempi di valutazione delle proposte causano un ritardo consistente nello sviluppo energetico della Nazione. Per avere un’idea concreta di questa problematica, è sufficiente ricordare che sono addirittura 3 pratiche su 4 quelle che rimangono bloccate per diverso tempo.

D’altra parte, a livello legislativo i progetti sono sottoposti all’esaminazione del MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica), del MIC (Ministero della Cultura) e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di conseguenza, l'autorizzazione da parte di un solo ente per la realizzazione di impianti 10 GW non è sufficiente per procedere con l'installazione effettiva. 

Tutti i report divulgati restituiscono una fotografia del nostro Paese in cui gli investimenti portati avanti tanto da enti pubblici quando da privati non sono sufficienti per poter raggiungere gli obiettivi prefissati nella bozza del PNIEC di una soglia minima pari a 10GW. L'impossibilità nel conseguimento di tali traguardi comporterà un ulteriore ritardo nella diffusione delle fonti rinnovabili all’interno del panorama nazionale.

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