Nonostante il confronto con le fonti non rinnovabili lasci pochi margini di dubbio rispetto alla minore capacità inquinante delle fonti rinnovabili, si pongono in ogni caso problemi di sostenibilità, in termini ambientali e di costi, relativamente all'impiego di tali fonti energetiche. Ecco tutti gli aspetti da considerare in materia.

La corsa alle energie alternative

Il problema della sostenibilità sul lungo periodo delle fonti energetiche ha trovato, negli ultimi anni, una soluzione apparentemente appagante nel sempre più ampio ricorso alle energie rinnovabili. Queste ultime, rispetto alle fonti fossili, infatti determinano conseguenze ambientali pressoché minime, soprattutto rispetto al rischio di emissioni di sostanze nocive. Tuttavia, esistono alcuni inconvenienti rispetto al ricorso sempre maggiore a tali fonti, sia dal punto di vista degli impatti ambientali che della medesima sostenibilità, i quali vengono spesso trascurati proprio grazie all'acquisito minor rischio legato a tali fonti. Un esempio in tale direzione è dato dai dischi magnetici utilizzati per le turbine a vento o ad acqua, che sfruttano, rispettivamente, l'energia eolica e quella idraulica: si tratta di strumenti e parti meccaniche che hanno un certo costo ambientale, dal momento che esse determinano ricadute in termine di magnetismo, poiché utilizzano una sostanza, il neodimio, che mantiene una forte carica costante, a differenza della magnetite, che è un composto naturalmente presente al livello del suolo. Il neodimio, invece, è frutto di processi chimici di un certo spessore, che inevitabilmente comportano il rilascio in atmosfera di agenti inquinanti e potenzialmente pericolosi per la salute umana.

La sostenibilità delle fonti rinnovabili

L'esempio appena fatto è soltanto uno tra i molti possibili. Continuando su questo filone, si può accennare al fatto che la raccolta dei materiali necessari a produrre queste componenti comporta opere di disboscamento notevoli, dal momento che le concentrazioni nel terreno dei minerali necessari (come ferro, boro, cobalto e rame) comporta lavori di estrazione nei territori boschivi maggiormente ricchi, grazie al ciclo vitale degli alberi.. Peraltro, tali lavori comportano un impoverimento dei terreni, che è causa di infertilità degli stessi. Senza contare che la riduzione dei terreni boschivi presenta, comunque, un impatto notevole in termini di minore capacità di assorbimento dell'anidride carbonica presente nell'atmosfera. Venendo ad un discorso più ampio che concerne l'impatto ambientale delle energie rinnovabili, alcuni studi hanno determinato una nuova consapevolezza sulla capacità di emissioni di CO2 durante il ciclo di vita delle rinnovabili. Ovviamente, anche queste determinano un impatto ambientale durante i processi di produzione o di costruzione degli impianti relativi: si tratta, in altri termini, di calcolare la quantità di energia utilizzata, dei materiali inquinanti rilasciati e di tutto quanto possa comportare un impatto ambientale per tutto il ciclo vitale della fonte rinnovabile.

Il confronto con le fonti non rinnovabili

Gli studi in questione dimostrano, comunque, che la portata ambientale delle fonti rinnovabili è comunque inferiore e meglio preventivabile rispetto alla produzione energetica basata sulla combustione di gas naturale e carbone. Lo stesso può dirsi del nucleare, il cui rischio ambientale è ben noto e può essere valutato anche in termini di costi ambientali sostenibili per la costruzione dell'impianto. Tuttavia, se si passa a considerare il livello di emissione di gas serra, il nucleare è sorprendentemente più pulito rispetto al solare, considerando l'energia necessaria per produrre un kWh. Gli svantaggi in questione, tuttavia, almeno per quanto concerne le fonti rinnovabili, sono senz'altro inferiori rispetto ai vantaggi: la riduzione delle emissioni rispetto alle fonti tradizionali è sensibile, il rischio di conseguenze ambientali sul lungo periodo rispetto al nucleare altrettanto. Pertanto, anche a dispetto della pur minima capacità inquinante, le energie rinnovabili sono dunque il paradigma di produzione energetica più sostenibile al momento.

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Il presente documento è aggiornato al 26 novembre 2018.

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