Che cos’è il conguaglio in bolletta gas, perché bisogna farlo e quali sono i modi per evitarlo? Scoprilo su Sorgenia.



Prima o poi tocca a tutti... è il conguaglio del gas ! Ecco quello che bisogna sapere per non farsi trovare impreparati.
 

Quali sono le tipologie di conguaglio esistenti?
 

Il conguaglio è praticamente un'operazione di confronto tra la quantità di gas che è stata effettivamente consumata e la quantità che, invece, è stata fatturata e pagata. Il conguaglio può avvenire in corso di contratto o alla fine del contratto di fornitura e in questo caso è denominato "Fattura di chiusura".  Il conguaglio può, evidentemente, essere positivo o negativo: se il cliente ha pagato più di quanto ha consumato ha diritto al rimborso dell'eccesso e, di contro, se ha pagato meno di quanto ha consumato è obbligato a pagare la differenza. 
 

Perché si ricorre al conguaglio?
 

A differenza del settore dell'energia elettrica in cui i distributori hanno già completato l'installazione di contatori elettronici che consentono la lettura dei consumi a distanza, il settore del gas non consente, ancora, il controllo da remoto dei consumi di tutti gli utenti. Questo significa che il fornitore di gas, in assenza di un contatore di ultima generazione, non sa esattamente quanto ne abbia erogato per ciascuna abitazione; o almeno, non lo sa in tempo reale. Ma non solo... il ricorso al conguaglio è anche il risultato di una politica di fatturazione pensata per andare incontro alle esigenze dei clienti che hanno consumi di gas molto legati alla stagionalità. La modalità più adottata è, infatti, quella della fatturazione ad acconto, ovvero della fatturazione mensile o bimestrale di una quantità stimata di gas, calcolata sulla base delle regole dell''Autorità garante per l'Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (ARERA). In sostanza, a seconda dei dati comunicati al momento dell'attivazione della fornitura (n. abitanti della casa, modo di utilizzo del gas, superficie della casa) si stima il consumo annuo teorico e lo si divide per 12 mesi. Così facendo l'utente paga periodicamente un importo costante invece che trovarsi a dover pagare cifre altissime nei soli mesi invernali. Nel tempo, tuttavia, questa soluzione si è dimostrata non adatta e non vantaggiosa per tutti: pagare in anticipo per consumi non effettuati non corrisponde sempre ad un criterio di convenienza economica. La fatturazione a consumo è la modalità di contabilizzazione che, invece, permette di pagare solo quanto si è consumato sulla base delle proprie auto-letture e delle letture dei distributori. Va da sé che con questa modalità le bollette estive saranno più leggere di quelle invernali.

Cosa dice la legge in proposito?
 

L'Autorità (ARERA) ha definito che, per i contratti in regime di maggior tutela, i consumi devono essere fatturati a consumo almeno due volte all'anno nel caso in cui il cliente utilizzi tra i 500 SMC e i 5.000 SMC di gas e una volta all'anno per consumi fino a 500 SMC. Questo significa che è obbligatorio per il fornitore eseguire periodicamente la lettura e il controllo dei consumi effettivi ed emettere una fattura di conguaglio. Si tratta di una regola che, nel tempo, farà progressivamente ridurre gli episodi, più frequenti negli anni scorsi, di maxi-bollette di conguaglio. Per il mercato libero, invece, valgono le regole definite con il proprio fornitore: Sorgenia, ad esempio, ammette l'autolettura del contatore e fattura periodicamente a consumo. Così facendo tutela i suoi clienti e permette loro un effettivo controllo dei consumi e la trasparenza di fatture sempre corrette.
 

Come evitare il conguaglio?
 

Gli utenti a cui è stato sostituito il contatore con un nuovo modello elettronico sono automaticamente liberi dal conguaglio perché, in questo caso, la fatturazione a consumo è obbligatoria per legge. Per tutti gli altri, la soluzione è passare al mercato libero e scegliere un fornitore (come Sorgenia) che riceve l'auto-lettura e fattura a consumo. Si tratta, in realtà, di un'opzione applicata da molti fornitori.
 

La fattura di conguaglio va pagata per forza?
 

Sì, se i consumi fatturati corrispondono alla realtà e non ci sono errori di lettura, la fattura di conguaglio è dovuta.  L'Autorità ha definito l'obbligo per i fornitori di rateizzare l'importo se il cliente lo richiede.
 

Ci sono interessanti novità normative in arrivo!

Per il momento è ancora valida la regola per cui possono essere fatturati e pretesi dai fornitori i consumi non pagati negli ultimi 5 anni. Trascorsi 5 anni il loro credito va in prescrizione. C'è, però, un ddl in corso di approvazione che dovrebbe diventare legge entro marzo 2018 insieme alla legge di Bilancio che sta per cambiare le regole. Fortemente voluta dalle Associazioni dei consumatori, la nuova norma, nell'ottica di proteggere gli utenti da errori e inefficienze delle compagnie di gas, riduce a 2 anni il tempo utile ai fornitori per richiedere il pagamento di consumi non fatturati. La stessa norma prevede anche la possibilità per gli utenti di inoltrare un reclamo all'Antitrust nel caso in cui ritengano non legittima la fatturazione del conguaglio e di ottenere, quindi, uno stop all'obbligo di pagamento fino al momento in cui l'autorità non avrà accertato la correttezza e la legittimità del comportamento del fornitore.
 

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d'informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

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