Le politiche energetiche del nostro Paese

I limiti delle politiche energetiche del nostro Paese

Uno dei limiti fondamentali del nostro paese riguarda proprio le politiche energetiche. Durante gli archi temporali in cui l'energia era al centro dei dibattiti, l'Italia non ha mai cercato un'azione concreta e si è adeguata al piano europeo. Uno degli episodi sintomatici è sicuramente la mancanza di una base solida per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici. Nonostante il bonus proposto dallo Stato e nonostante le favorevoli condizioni climatiche, non c'è mai stato un riscontro positivo da parte dei cittadini e delle aziende. Complice anche una mancata politica di informazione, che non ha mai portato a risultati positivi nel giro di breve termine. Infatti le iniziative non furono messe in risalto e molti non consideravano tutti i benefici che sarebbero potuti arrivare dalla presenza di un impianto fotovoltaico. Inoltre l'Italia deve fare i conti con il protocollo di Kyoto e tanti interventi non compiuti, un provvedimento che rischia di costare caro al nostro paese. La mancanza di politiche energetiche decise ha portato dunque ad una serie di conseguenze non indifferenti.

Il piano europeo sull’energia

Negli ultimi anni l'Italia ha cercato in qualche modo di ripartire da zero, o ancor meglio affidarsi alle politiche energetiche presenti nel resto d'Europa. In Italia, infatti troviamo molte manovre poste proprio dalla comunità europea, sintomo di un paese che non riesce ad imporre la propria autorità dal punto di vista dell'energia. Nel resto dell'Unione Europea ci sono stati ampi segnali sul voler intraprendere un'azione di cambiamento, ma fino a questo momento si è visto davvero poco in Italia. È pur vero che negli ultimi anni c'è stato un segnale da parte delle Istituzioni nel voler cambiare in meglio, ma bisogna ancora compiere passi da gigante per quanto riguarda la tutela dell'energia e dei cambiamenti climatici dovuti anche all'impatto ambientale. Molti decreti attuativi sono stati approvati in ritardo e attualmente il nostro paese deve recuperare tantissima strada rispetto ad altri paesi dell'Unione Europea.

I rapporti tra Italia e Francia in ambito energetico

Il rapporto in ambito energetico tra Italia e Francia è ormai noto. Il paese transalpino presenta delle similitudini con il nostro sistema energetico e lo scambio di energia è stato uno dei principali punti di dibattito nel nostro paese. Durante il corso degli anni non ci sono state politiche che hanno cercato di evitare lo scambio di energia tra Francia ed Italia, magari favorendo la produzione nel nostro paese. Quello che l'opinione pubblicava lamentava era proprio il continuo scambio di energia senza che le risorse del nostro paese venissero sfruttate in maniera reale. Le condizioni climatiche, soprattutto nel Sud, hanno sempre facilitato l'installazione di pannelli solari o fotovoltaici, ma la mancata espansione può essere imputata anche a chi non ha mai preso una decisione diretta per quanto riguarda l'import di energia. Questo ha portato non pochi problemi all'Italia e solo negli ultimi anni c'è stato un cambiamento sostanziale per quanto riguarda il piano sulle politiche energetiche interne ed europee.

La scelta dell' Ecobonus

Non è sicuramente un caso l'Ecobonus, un provvedimento varato dal Governo con la Legge di Stabilità. Infatti questo incentivo è stato studiato appositamente per gli abitanti più virtuosi che vogliono restaurare la propria abitazione e avere un impatto ambientale ed energetico minore. Questo incentivo viene detratto al momento della dichiarazione dei redditi e la cifra totale verrà decurtata annualmente per un periodo relativo a dieci anni. Un provvedimento sicuramente più efficace rispetto agli ultimi anni, ma che comunque non convince molte persone. Chi sceglie di avere un incentivo statale non ha ben chiaro in cosa andrà in conto e la spesa del materiale e dell'investimento sarà solamente del 65% e in dieci anni. Un modo che ovviamente scoraggia anche i più virtuosi, che per poter accedere alla detrazione dovranno comunque seguire una serie di procedure articolate che spesso scoraggiano chi vuole passare all'opera. Bisogna in ogni modo rivedere l'Ecobonus e farlo rientrare in un piano più ampio, evitando di stilare delle regole di difficile comprensione.

Il decreto Sblocca-Italia e le politiche energetiche

Il decreto Sblocca-Italia è stato uno dei provvedimenti presi da Matteo Renzi durante il suo insediamento nel ruolo di Premier. Questo decreto prevedeva un cambiamento di rotta per quanto riguarda i lavori e le opere pubbliche bloccate, che per via di mancanza di fondi non erano state portate a termine. All'interno di questo decreto veniva indicato anche un altro obiettivo, ovvero quello della riqualificazione e dell'incremento dell'efficienza energetica del patrimonio pubblico. Sono passati circa quattro anni da quel decreto, ma ancora adesso non si vedono i primi risultati. Molti comuni si sono mossi in maniera indipendente ed è pur vero che ci sono moltissime eccezioni nel nostro paese. Ma ancora una volta viene evidenziata la mancanza di un piano collettivo, di una politica energetica nazionale per poter modificare determinati atteggiamenti sbagliati, soprattutto a livello locale. C'è ancora molto da lavorare sotto questo punto di vista e non sarà per niente facile.

Framework for Climate and Energy Policies, l’appuntamento importante per l'Italia

Il Framework for Climate and Energy Policies 2030 sarà un piano che stabilirà le politiche energetiche nei prossimi quindici anni. Un momento importantissimo per il nostro paese, che non dovrà in nessun modo sbagliare il piano energetico. La produzione di energia in Italia sta avendo un'involuzione non indifferente e bisogna in ogni modo cambiare marcia, evitando di sprecare l'ennesima occasione dal punto di vista dell'energia. La situazione è attualmente poco chiara e non ci sono dei provvedimenti che possono cambiare in maniera radicale il nostro paese. Bisogna cercare di creare delle politiche che siano in grado di intervenire in maniera sostanziale, evitando problemi anche durante la loro attuazione. Ne è un esempio l'ecobonus, ottima soluzione ma ancora poco chiara e poco efficace. Storicamente l'Italia ha sbagliato moltissimi appuntamenti simili, ora è arrivato il momento di dare una sterzata e intraprendere la rotta giusta. Altrimenti il rischio rimane dietro l'angolo.