Installare un impianto fotovoltaico permette di risparmiare sulla bolletta? E quanto? Proviamo a capirlo con questa guida

Dal 2004 a oggi il prezzo dell’energia elettrica è aumentato per una famiglia di quasi il 70%.
È quanto emerge dai dati elaborati dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) che ha preso in considerazione un’utenza domestica in regime di maggior tutela con 3 kW di potenza e 2.700 kWh di consumo annuo.
Nel lontano 2004 un kWh costava 12,27 centesimi di euro, nel 4° trimestre del 2019 il prezzo ha raggiunto i 20,80 centesimi di euro.
Del prezzo finale solo una quota è rappresentata dal costo dell’energia; la rimanente parte, infatti, è rappresentata dalla spesa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore, dalla spesa per gli oneri di sistema e dalle imposte.

Oggi il prezzo del kWh, che dipende da molti fattori (tariffa, potenza dell’impianto, consumi, etc.), varia tra i 20 e i 30 centesimi di euro.

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Come sottrarsi alla spirale crescente dei prezzi?

Una possibilità è quella di passare al mercato libero dell’energia. Gli operatori più competitivi, come Sorgenia, consentono di ottenere consistenti risparmi sulla bolletta.

In aggiunta o in alternativa è possibile produrre energia da fonti rinnovabili.

Se pensiamo ad una famiglia la soluzione migliore è senz’altro rappresentata dal solare fotovoltaico.
Un impianto solare fotovoltaico è in grado di trasformare l’energia solare in energia elettrica, a differenza del solare termico che sfrutta l’energia del sole per la produzione di acqua calda sanitaria.

L'autonomia completa della rete elettrica: un mito da sfatare

La produzione di energia elettrica tramite un impianto fotovoltaico è per sua natura variabile e imprevedibile: non solo le ore notturne ma anche il cielo coperto o una giornata nebbiosa possono ridurre drasticamente la quantità di energia prodotta. Per non parlare della minore produzione durante il periodo invernale. Certamente l’energia prodotta può essere accumulata nelle batterie ma l’autonomia che un sistema di accumulo può garantire è assai limitata.
Insomma per poter soddisfare il fabbisogno energetico di una famiglia è necessario che l’impianto fotovoltaico sia connesso alla rete elettrica.
La connessione alla rete è necessaria anche da un altro punto di vista.
L’energia elettrica prodotta dall’impianto che non viene istantaneamente consumata o accumulata nelle batterie va persa.
Se così fosse però il costo dell’energia prodotta dall’impianto aumenterebbe molto.

La soluzione più semplice e conveniente è quella di immettere nella rete elettrica l’energia prodotta che non viene istantaneamente consumata o accumulata.
L’energia immessa infatti viene rimborsata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

L'importanza delle abitudini di consumo

In una famiglia in cui entrambi i genitori lavorano e i figli vanno a scuola il consumo di energia elettrica tenderà a concentrarsi la mattina presto e durante la sera.

Diverso è il caso di una famiglia in cui almeno un componente non abbia impegni lavorativi o scolastici. In questo caso i consumi elettrici saranno distribuiti in modo più uniforme nell’arco della giornata.

Nel regime di maggior tutela le tariffe domestiche incentivano il consumo di energia elettrica nelle ore serali, il sabato e la domenica.
Se si vuole ottenere il massimo risparmio dal solare fotovoltaico occorre invece concentrare i consumi elettrici durante le ore di soleggiamento.
Ad esempio si possono ottenere ottimi risultati programmando l’orario di funzionamento di due elettrodomestici energivori come la lavastoviglie e la lavatrice nelle ore centrali della giornata.

Investire nel fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico di buona qualità è garantito 20-25 anni e costituisce perciò un investimento di lungo periodo.
benefici di un impianto sono:

  • il risparmio sulle bollette del fornitore di energia elettrica che è pari al prodotto tra il prezzo del kWh praticato dal fornitore e il consumo dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico (autoconsumo);
  • il contributo erogato dal GSE per l’energia elettrica immessa nella rete che è pari all’energia prodotta dall’impianto che non viene consumata o accumulata nelle batterie

costi invece sono costituiti da:

  • costo di acquisto che comprende: 1. la fornitura dei componenti dell’impianto (pannelli, inverter, batterie etc.); 2. l’installazione dell’impianto; 3. la gestione delle pratiche amministrative (Modello Unico del GSE e detrazioni fiscali);
  • costi di manutenzione e assicurazione;
  • costi di sostituzione delle componenti dell’impianto che hanno una durata inferiore a 25 anni (ad es. l’inverter);
  • costi eventualmente sostenuti per finanziare l’acquisto dell’impianto.

Il costo di un impianto domestico negli ultimi anni è molto diminuito ed è proporzionale alla potenza installata: un kW di potenza costa oggi 2.000 – 3.000 euro chiavi in mano. Idem dicasi per la capacità delle batterie il cui costo si aggira intorno ai 1.000 euro per kWh.

Gli impianti fotovoltaici possono beneficiare di una detrazione del 50% dall’Irpef in 10 anni. Inoltre all’acquisto degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte solare-fotovoltaica si applica l’IVA al 10%.

I costi di manutenzione sono minimi poiché un impianto fotovoltaico non ha parti meccaniche in movimento. Se considerando l’intera vita dell’impianto, i benefici superano i costi, allora l’investimento nell’impianto fotovoltaico potrà essere considerato conveniente. Minore sarà il tempo necessario per coprire i costi stimati dell’impianto maggiore sarà la convenienza dell’investimento.

Fattori che incidono sulla produzione di energia e sulla potenza da installare

La quantità di energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico dipende da:

  • orientamento dei pannelli fotovoltaici (il migliore è verso sud), 
  • inclinazione dei pannelli (la migliore in Italia è di 30-35 gradi rispetto al piano orizzontale),
  • presenza di ombre sui pannelli,
  • efficienza dell’impianto (mediamente si considera che un impianto perda il 14% dell’energia che cattura) 
  • età dell’impianto (mediamente si considera una perdita di produzione dell’1% l’anno).

La potenza dell’impianto viene definita sulla base del fabbisogno di energia della famiglia sia in termini di potenza massima assorbita che di consumi. Per ottenere il consumo annuale di energia basta sommare i consumi indicati nelle bollette del proprio fornitore.

La determinazione della potenza da installare e la stima della produzione richiedono un sopralluogo e devono essere effettuate da un installatore specializzato.  
È essenziale che in sede di preventivo l’installatore tenga conto di quelli che saranno i valori effettivi sia per l’orientamento e l’inclinazione dei pannelli, che per le ombreggiature, l’efficienza e le perdite di produzione dell’impianto. In caso contrario la convenienza dell’investimento non potrà essere valutata correttamente.

Un esempio numerico

I dati di seguito riportati sono indicativi e servono solo a chiarire qual è il procedimento da seguire per valutare la convenienza dell’investimento in un impianto fotovoltaico.

In questo esempio abbiamo ipotizzato che:

  • l’abitazione sia situata nel comune di Roma,
  • non venga acquistato un sistema di accumulo,
  • non sia necessario un finanziamento per l’acquisto dell’impianto,
  • l’autoconsumo annuale sia pari al 33% del consumo annuale (può essere più alto se si concentrano i consumi durante le ore di soleggiamento),
  • i pannelli siano installati su un tetto a falda e abbiano l’orientamento e l’inclinazione migliori,
  • non siano presenti ombre sui pannelli,
  • l’efficienza e le perdite di produzione dell’impianto siano quelle medie sopra indicate.

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Conclusioni

L’Italia è un paese soleggiato e i costi di un impianto fotovoltaico per uso domestico sono diventati decisamente abbordabili; le detrazioni fiscali consentono di dimezzare i costi di acquisto ed è possibile farsi rimborsare dal GSE l’energia prodotta e immessa nella rete elettrica; infine la durata di un impianto con componenti di buona qualità è di almeno 25 anni.

Insomma nel nostro paese esistono tutte le condizioni perché un impianto fotovoltaico sia un investimento conveniente.
Se questo è vero in linea generale è altrettanto vero che la convenienza di un impianto fotovoltaico va verificata caso per caso.

N.B. I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 25 marzo 2020.