TERMOSIFONI IN GHISA: CARATTERISTICHE, FUNZIONAMENTO, PRO E CONTRO

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Il mercato oggigiorno propone molte tipologie di caloriferi, per questo motivo in fase di valutazione è importante tenere conto delle proprie esigenze e delle caratteristiche strutturali dell’immobile in cui andranno collocati. 
Spesso l’indecisione è tra i termosifoni in ghisa o alluminio, dato che entrambe le soluzioni, grazie alle qualità dei materiali di realizzazione, permettono di avere un’inerzia termica importante.
I termosifoni di ghisa, in particolare, sono stati i primi radiatori messi in commercio e costituiscono ancora oggi una valida opzione per il riscaldamento domestico, soprattutto per quegli spazi che presentano un metraggio ampio. 
Naturalmente, per beneficiare di prestazioni ottimali è importante sapere come pulire i termosifoni in ghisa e conoscere quale sia il meccanismo di base che li fa funzionare. 
I radiatori o termosifoni ghisa hanno, infatti, la capacità di conservare il calore a lungo anche dopo essere stati spenti, nonostante impieghino tempo a raggiungere le alte temperature.
 

Valvole termostatiche termosifoni ghisa: quando installarle

Tutti i condomini che prevedono la presenza di un riscaldamento centralizzato nelle loro abitazioni, devono provvedere a installare su ogni termosifone delle valvole termostatiche, così da rispettare la normativa vigente entrata in vigore nel 2017 e non andare incontro a pesanti multe. 
Le valvole dei termosifoni ghisa hanno il compito di aumentare le prestazioni del calorifero agevolando la regolazione del calore emesso, gestendo la portata del flusso di acqua del calorifero, e, contemporaneamente, limitando gli sprechi di energia: esse, infatti, consentono di abbassare la temperatura in un determinato ambiente o di spegnere un radiatore quando necessario.
La presenza delle valvole nei termosifoni in ghisa, inoltre, permette una migliore ripartizione delle spese per il riscaldamento perché queste risorse consentono di recuperare i dati relativi ai consumi che ciascun condomino ha prodotto solo nel periodo di effettiva attività dei caloriferi. 
Uno svantaggio di tale sistema è, tuttavia, quello del rumore che il radiatore tende ad emettere in presenza di queste ultime. Al contrario di quanto erroneamente si crede, invece, nel caso in cui un termosifone in ghisa sia caldo solo nella parte superiore la responsabilità non è da attribuire alle valvole termostatiche. In queste circostanze, infatti, è necessario sfiatare il calorifero, aprendo la valvola di spurgo così da eliminare le bolle d’aria che si formano all’interno. 
Per quanto riguarda i termosifoni in ghisa senza valvola di sfiato, nei modelli di vecchia generazione in cui il tubo d’ingresso si trova in alto e la condotta di uscita in basso si può procedere ugualmente alla rimozione dell’aria in eccesso. 
Per effettuare l’operazione di sfiato sarà sufficiente allentare il dado d’ingresso della tubazione dell’acqua con la chiave specifica, in base alla misura del bullone, lasciare uscire l’aria e riavvitare il dado. Si tratta di un’operazione non trascurabile perché contribuisce a mantenere l’efficacia del calorifero nel tempo.
 

L’impatto estetico dei termosifoni in ghisa verticali

I caloriferi in ghisa sono disponibili ad oggi in diverse forme e con molteplici design. In passato, la frequente scelta della collocazione sotto le finestre, l’ampia dimensione delle stanze e l’incapacità di molti infissi di sigillare ermeticamente le finestre per limitare gli scambi di calore con l’esterno portavano all’opzione dei radiatori orizzontali. 
Oggi, invece, dal momento che ciò non costituisce più un problema in quanto le stanze tendono ad essere più raccolte e gli infissi di ultima generazione più efficaci, il termosifone in ghisa alto sembra essere, spesso, la scelta migliore in quanto presenta una struttura più slanciata e più elegante. 
Questi modelli verticali presentano generalmente un’altezza di un metro e mezzo, anche se possono arrivare fino ai due metri.
 

Qual è il peso di un termosifone in ghisa?

Come si è visto, le valvole termostatiche possono creare qualche problema all’interno dell’abitazione a causa del rumore provocato. Tuttavia, è altrettanto importante ricordare che lo spessore della ghisa attenua per sua natura il suono prodotto dal flusso d’acqua che attraversa i termosifoni e limita anche la propagazione delle vibrazioni prodotte dalla pompa. 
Il consistente spessore, però, influisce anche sul peso di questo tipo di calorifero, che è piuttosto importante: infatti, una batteria classica, di altezza standard, si attesta generalmente tra i 50 e i 58 kg, a seconda del numero di colonne presenti. Il consiglio, quindi, è quello di ancorare il radiatore alla parete tramite rinforzi ad hoc.
 

Temperatura termosifoni ghisa: quale impostare

Quando si installano caloriferi di questo materiale è bene tenere a mente che, rispetto ad altri metalli, la ghisa impiega un tempo maggiore a riscaldarsi, pur riuscendo, poi, a mantenere caldo l’ambiente per un tempo maggiore, permettendo una dispersione del calore più lenta. 
Per riscaldare al meglio l’ambiente il consiglio è di impostare la temperatura dell’acqua tra i 50° C e i 70° C, tenendo conto in fase di regolazione anche del livello di prestazioni offerto dalla caldaia.
Inoltre, per raggiungere la temperatura ottimale dei termosifoni ghisa è importante programmare l’accensione prima di rientrare in casa, quando possibile, magari attraverso un termostato, in modo da trovare all’arrivo il giusto tepore grazie alle piastre preventivamente messe in funzione.
 

Termosifoni in ghisa funzionamento: il ciclo dell'acqua

In generale, un termosifone si riscalda sfruttando un flusso d’acqua riscaldata tramite una caldaia elettrica o a gas e, poi, immessa in delle tubature che sono collegate ai caloriferi attraverso un distributore centrale
Un altro percorso possibile è quello in cui l’acqua si muove a ritroso e ritorna nella caldaia per essere utilizzata di nuovo. 
È proprio il funzionamento che fa sì che i termosifoni in ghisa continuino a dispensare calore anche dopo un paio d’ore rispetto al momento in cui viene spenta la caldaia.
 

Dimensioni termosifoni in ghisa

Le dimensioni dei termosifoni in ghisa variano innanzitutto in base al modello prescelto, se la classica tipologia a colonne oppure a piastre.
Il principale vantaggio del modello a colonne è la modularità, infatti è possibile scegliere il numero degli elementi di ogni radiatore, così da fare valutazioni sulla base delle proprie preferenze e dell’estensione della camera in cui sarà collocato
I termosifoni in ghisa a piastre, invece, per quanto caratterizzati da una linea piatta, possono risultare più ingombranti rispetto a caloriferi in altri materiali. Tuttavia, presentano un’estetica più accattivante rispetto ai modelli a colonne e se caratterizzati da una tonalità in armonia con l’ambiente circostante possono anche offrire un gradevole contributo all’arredamento.
 

Termosifoni in ghisa: pro e contro

Tra i vantaggi dei termosifoni in ghisa c’è sicuramente il fatto di essere molto resistenti e di non richiedere una particolare manutenzione della struttura, poiché è difficile che si corrodano. 
Quella che, invece, risulta complicata è la pulizia, soprattutto delle parti metalliche. Inoltre, il fatto che possano essere modificati in base alle qualità dell’ambiente e che non presentino una dimensione fissa dà l’opportunità di non spendere più del necessario per riscaldare la propria abitazione e di regolare la quantità di riscaldamento delle stanze. 
Il meccanismo di funzionamento, tuttavia, non li rende particolarmente adatti a coloro che trascorrono molto tempo fuori casa, in quanto i tempi di riscaldamento prolungati possono produrre come effetto quello di avere l’abitazione fredda quando si rincasa se non si è programmata l’accensione precedentemente oppure di avere un termosifone che continua a dare calore all’immobile anche quando dentro non c’è nessuno.
 

Quanto costa un termosifone in ghisa

Un punto di forza dei termosifoni in ghisa è il fatto di essere più economici dei caloriferi in acciaio. Quindi, anche se presenta un aspetto meno fine e ha un impatto maggiore sugli spazi della stanza in cui è collocato, il radiatore in ghisa garantisce prestazioni ottimali e costituisce un costo inferiore da affrontare: un vantaggio soprattutto per coloro che debbano sostituire i caloriferi in casa o per chi debba installarli durante una ristrutturazione, già di per sé costosa.

Il presente testo è aggiornato al 10 Febbraio 2022

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