Bollette Gas: ecco come interpretarle correttamente

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Una volta liberalizzato il mercato del gas e permesso a ciascun cittadino di scegliere l'offerta più adeguata alle sue esigenze, l'Autorità per l'energia (AEEGSI) ha definito anche lo standard della bolletta, chiarendo cosa va indicato sulla fattura e come.
 

Tutti i fornitori hanno adottato la nuova bolletta?
 

Sì e no.. Le bollette di tutti gli operatori riportano i dati obbligatori, nel formato e nell'ordine definiti dall'Autorità, ma ogni bolletta è diversa dalle altre. In realtà, le fatture non sono ancora perfettamente confrontabili, tanto è vero che ogni fornitore è stato obbligato a caricare sul proprio sito internet una guida per i consumatori su come interpretare le voci presenti in bolletta.
 

Le bollette ora sono più chiare e trasparenti?
 

Sì e no anche in questo caso. L'Autorità ha chiesto di specificare tutte le voci di spesa - oltre ai consumi, quindi, anche i costi di rete - ma non ha chiesto di indicare quali voci sono quantificate sulla base dell'offerta sottoscritta con il fornitore prescelto e quali, invece, sono definite dal sistema e, sono quindi inevitabili per il consumatore e non soggette ad alcuna trattativa. Vediamo nel dettaglio le sezioni della Bolletta 2.0, ovvero l'attuale standard di fattura.
 

Informazioni di contratto
 

La prima parte delle bollette riporta generalmente i dati della fornitura, come ad esempio l'intestatario, l'indirizzo, il nome dell'offerta attiva e la precisazione del regime di prezzo adottato (maggior tutela o mercato libero). E' prevista una speciale sezione in cui sono riepilogati: il periodo a cui si riferisce la fattura, le modalità e lo stato dei pagamenti e tutti i riferimenti per contattare il fornitore, segnalare un guasto o esporre un reclamo.
 

Tabella dei costi
 

Questa tabella, oggetto delle buone intenzioni dell'Autorità, è generalmente quella più diversa da un fornitore all'altro. Tutti indicano gli elementi obbligatori:

- Spesa per la materia gas naturale: - Spesa per il trasporto e la gestione del contatore  - Spesa per gli Oneri di Sistema  - Totale imposte e Iva  Solo alcuni fornitori, tuttavia, riportano i dettagli e le modalità di calcolo delle voci qui esposte. Le seguenti indicazioni possono quindi aiutare a comprendere perfettamente come è calcolato l'importo dovuto.

 

Spesa per la materia gas naturale
 

Si tratta del costo del gas applicato dal fornitore e, generalmente, rappresenta meno del 50% dell'importo complessivo della bolletta. Si compone di:

  • una quota fissa: da pagare anche nel caso in cui il consumo effettivo sia zero; - una quota variabile: ovvero calcolata sui consumi (stimati, oppure da lettura). Il prezzo unitario del gas è solitamente mostrato come Euro per metri cubi standard (Smc) invece che per metri cubi (mc). Queste due grandezze sono differenti ma legate dal coefficiente di conversione (C). Fisicamente, infatti, una data quantità di gas ha un volume diverso a seconda della pressione atmosferica e della temperatura a cui è sottoposto: ad esempio una identica quantità di gas occupa un volume diverso a Catania e a Venezia. Il coefficiente serve a trasformare le diverse quantità erogate in una quantità standard, ovvero un metro cubo di gas erogato a 15° C con una pressione di 1.013,25 millibar. 
  • oneri aggiuntivi, ovvero costi che il fornitore prescelto sostiene e che riaddebita in parte ai suoi clienti: ed esempio, per un contratto a prezzo fisso qui dentro ci saranno i costi che il fornitore paga per proteggersi dal rischio di un aumento delle tariffe sul mercato all'ingrosso. O ancora, questo importo potrebbe contenere una quota del costo per il call center a disposizione dei clienti.
     

Spesa per il trasporto e la gestione del contatore
 

Si tratta di costi che rappresentano il 20% circa della bolletta e sono inevitabili per il consumatore e non scontabili da parte del fornitore. Il trasporto del gas fino alle abitazioni avviene per mezzo di reti e tubature di proprietà dei distributori nazionali che ne curano il funzionamento e la manutenzione; i distributori sono anche i proprietari del contatore di cui sono responsabili in caso di guasto o non funzionamento. L'uso di questi strumenti e le attività di stoccaggio e misurazione del gas effettuate dai soggetti distributori, vanno pagati in bolletta, proprio attraverso questa voce.
 

Spesa per gli Oneri di Sistema
 

Si tratta di importi destinati a coprire o finanziare attività di interesse generale per il sistema e che sono, sempre, pagati dai fruitori finali del gas. Il totale è intorno al 3% del costo complessivo della bolletta. Questa voce comprende, ad esempio:

  • il finanziamento di progetti per lo sviluppo di fonti rinnovabili e, in generale, per lo sviluppo tecnologico nel settore gas come la realizzazione di reti di teleriscaldamento;
  • i costi a carico dei fornitori per le attività di interruzione dei contratti per morosità.
     

Totale imposte e Iva
 

Comprende accise e imposte varie. Ecco quali:

  • imposta diretta sul consumo (accisa), è applicata sulla quota di gas consumato e, di nuovo, è indipendente dal fornitore scelto. Prevede aliquote diverse, crescenti, per i diversi scaglioni di consumi;
  • imposta addizionale regionale, diversa a seconda della regione di appartenenza, è gratuita ad esempio in Lombardia e in Sicilia;
  • imposta sul valore aggiunto (IVA) che è agevolata al 10% sui consumi fino a 480Smc; su tutte le altre voci e sui consumi oltre i 480 Smc l'IVA è al 22%.

Ci sono, infine, altre voci (denominate Altre Partite) che sono presenti solo se addebitate: si tratta ad esempio di interessi di mora, costi di addebito o accredito del deposito cauzionale, contributi per l'allacciamento, ecc.
 

2017-12-22 00:00:01 now: 2018-01-21 01:49:14