Come scegliere la caldaia in base alle esigenze

La caldaia è una parte fondamentale dell'impianto di riscaldamento e della produzione dell'acqua calda. Anche se durante l'estate viene utilizzata relativamente poco, durante l'inverno funziona a ritmo ininterrotto per garantire la giusta temperatura tramite la messa in funzione dei riscaldamenti. Per avere la certezza di un corretto utilizzo della caldaia è importante per prima cosa selezionare un modello compatibile con le esigenze delle persone che vivono in casa ma anche con le dimensioni e le caratteristiche tecniche dell'impianto. Ancora, la scelta della caldaia va effettuata tenendo conto che esistono diversi modelli, anche se si possono tutti raggruppare in due famiglie principali, ossia quella delle caldaie tradizionali e quelle a condensazione. Le caldaie tradizionali sono più economiche: i fumi derivanti dalla combustione interna alla caldaia che permette il riscaldamento dell'acqua vengono espulsi tramite la canna fumaria. Le caldaie a condensazione, invece, permettono un parziale recupero dei fumi di scarico che vengono utilizzati per il riscaldamento stesso garantendo un consumo inferiore di gas. Per le caldaie a condensazione si possono pertanto avere risparmi che si aggirano tra il 10 e il 15% rispetto a una caldaia tradizionale.  Le dimensioni delle caldaie non sono sempre indice della loro potenza: i modelli moderni, infatti, sono molto più compatti di quelli di una volta e tuttavia garantiscono un'efficienza maggiore. La principale caratteristica tecnica di una caldaia è la potenza: una caldaia media presenta una potenza compresa tra i 20 e i 30 kW. Inoltre, vanno considerati l'efficienza e, naturalmente, le dimensioni dell'impianto e della casa. Infine, va sottolineato che la classe energetica di un appartamento può aiutare nella scelta di una caldaia: per appartamenti ad elevata efficienza energetica, infatti, è più indicata una caldaia a condensazione, mentre in situazioni standard di efficienza energetica è meglio puntare su una caldaia tradizionale. 
 

Manutenzione della caldaia

La caldaia è fondamentale per assicurare il giusto riscaldamento in casa e, per questo motivo, va manutenuta regolarmente. Per via della sua potenziale pericolosità la manutenzione è prevista per legge e può essere effettuata solo da personale qualificato. La regolare manutenzione prevede la pulizia del bruciatore e il controllo dei fumi: eventuali altre operazione di controllo possono essere effettuate qualora il tecnico lo ritenga necessario. Al di là della normativa, la manutenzione permette di mantenere sempre pulito l'impianto della caldaia e di garantire sempre una perfetta efficienza. Una caldaia sporca o con incrostazioni, infatti, consumerà di più rispetto a una che viene regolarmente manutenuta. Il risparmio sui consumi va di pari passo con la corretta gestione della caldaia stessa che, in caso di controllo da parte dei periti del Comune, risulterà in regola con la normativa vigente che prevede, tra l'altro, multe che possono superare i 3mila euro per caldaie non manutenute.  Ma ogni quanto tempo va effettuata la manutenzione? Dipende dalle caldaie ma solitamente, a seconda dei modelli, esse andrebbero visionate dal tecnico una volta all'anno o al massimo entro due anni. Si ricorda sempre che solo tecnici qualificati sono autorizzati ad effettuare la manutenzione e a rilasciare la certificazione che evidenzia l'avvenuto controllo. 
 

Manutenzione o revisione?

Anche se spesso utilizzati come sinonimi, manutenzione e revisione sono due differenti processi che, tuttavia, possono essere effettuati in contemporanea. Se la manutenzione, tuttavia, prevede esclusivamente il controllo del bruciatore e dei fumi, nel caso di revisione si può parlare di un vero e proprio controllo totale dell'impianto, per valutarne soprattutto la sicurezza del funzionamento e le emissioni gassose. Quando la revisione viene superata, il tecnico rilascia un bollino blu che rappresenta un vero e proprio attestato di corretto funzionamento. La principale valutazione che viene effettuata durante la revisione riguarda il controllo dei fumi, ossia la misura delle emissioni gassose e delle loro concentrazioni. Nello specifico, il tecnico addetto al controllo potrà valutare la concentrazione di ossido di carbonio: per caldaie con emissioni di questo gas superiori alla normativa si dovrà procedere con una riparazione o, in casi di difficili soluzioni, con una sostituzione. Quando una ditta per la revisione invia il proprio tecnico questi è tenuto a compilare e consegnare una documentazione dell'avvenuta revisione e la scheda del Rapporto di Efficienza Energetica che il proprietario della caldaia dovrà sempre conservare.  A differenza della manutenzione, la revisione prevede intervalli di tempo più ampi e va fatta ogni due o quattro anni. Esistono tuttavia delle eccezioni: in qualsiasi momento venga effettuata una riparazione straordinaria, che richiede lo spegnimento della caldaia, infatti, va effettuato un nuovo controllo dei fumi con revisione annessa. La differenza della tempistica, in questo caso, non dipende però dal modello della caldaia, ma dall'area geografica in cui essa è installata. I tempi per la revisione, infatti, variano da regione a regione. Ugualmente, sono differenti i costi, sia del bollino blu (ossia proprio della certificazione) che dell'intervento completo.

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