Il canone RAI è un tributo che fa parte dell'economia delle famiglie italiane sin dal dopoguerra. Con l'avvento della televisione e la diffusione via etere delle informazioni, sembrava logico e anche in un certo qual modo patriottico, versare un contributo per lo sviluppo della Radiotelevisione Italiana, definita con l'acronimo RAI. In realtà il canone fu istituito nel 1938 con un regio decreto, ed è rimasto fino ad oggi, resistendo anche al decreto del 2010 Taglia Leggi, con il quale furono abrogate un certo quantitativo di norme legislative risalenti al periodo della seconda Guerra Mondiale. Il versamento viene effettuato ogni anno ed è a carico di tutti i cittadini che detengono un apparecchio televisivo. Considerando che il 99% della popolazione Italiana è in possesso di un televisore, oggi come ieri tutti devono pagare il canone. L'avvento dei nuovi sistemi televisivi con la trasmissione via satellite e il digitale terrestre, ha portato a una serie di discussioni e considerazioni sulla necessità di mantenere o meno tale tributo. Per comprendere bene la materia è il caso di analizzare cos’è il canone RAI e come può essere pagato.
 

Il canone RAI: cos'è
 

Il canone RAI è dunque un tributo che deve essere versato ogni anno da parte di ogni famiglia o persona fisica che possiede un televisore o un apparecchio che può ricevere il segnale televisivo. Quindi tutte le famiglie Italiane sono obbligate ogni anno al versamento di tale somma. Per il 2017 il valore del canone è di 90€, dieci euro in meno rispetto al 2016. Il versamento può essere effettuato in diversi modi a seconda delle tipologie di famiglia. E' importante considerare che anche se quasi tutti disponiamo di un apparecchio televisivo, la legge stabilisce l'esenzione per alcune categorie di soggetti.
 

Chi è esonerato del pagamento del canone RAI
 

I soggetti esentati dal pagamento del canone RAI devono possedere determinati requisiti:

  • chi non è in possesso di un apparecchio televisivo o di trasmissione di segnale tv. Sembrerebbe assurdo che alle porte del 2018 vi siano delle famiglie che non posseggono televisori, ma vi è anche questa possibilità. Così la legge prevede che chi non ha la proprietà di una tv a casa, può compilare un’autocertificazione da inviare direttamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure farsi aiutare da un consulente specializzato recandosi presso un CAF;
  • vengono esentati dal pagamento anche coloro che hanno compiuto settantacinque anni e dispongono di un reddito annuo inferiore ai settemila euro. In questo caso, possono richiedere la sospensione del canone, attraverso una domanda da presentare direttamente nel sito dell’Agenzia delle Entrate. Mentre nel primo caso di esenzione, la domanda deve essere ripetuta ogni anno, per questa seconda fascia di esenti basta effettuare la domanda la prima volta. È importante che si verifichino sempre queste condizioni: 1) l’utente abbia compiuto i settantacinque anni di età; 2) il reddito dichiarato sia inferiore ai settemila euro; 3) la persona non deve convivere con un altro soggetto che sia diverso dal coniuge e che abbia un proprio reddito.
     

Come si paga il canone RAI
 

Il canone RAI è stato sempre un elemento di discordia per quanto riguarda il pagamento e da parte del Fisco non è stato semplice trovare una soluzione che permettesse il regolare controllo nei confronti di tutte le famiglie italiane che hanno l'obbligo per legge di effettuare il versamento. Precedentemente al 2016, il canone veniva versato per mezzo di un bollettino che giungeva nelle case che avevano comprato un televisore. Spesso però poteva capitare che o il bollettino non giungesse, oppure che soprattutto nella creazione di nuove case, non venisse dichiarato la presenza del televisore. Per ovviare a questo problema amministrativo e legale, nel 2016 lo Stato Italiano ha valutato di introdurre il canone direttamente all'interno delle bollette. Il principio è semplice e diretto. Se si ha un allacciamento di energia, si presuppone che si è in possesso anche di un apparecchio video. Quindi si è imposto il pagamento attraverso le bollette. Facciamo l'esempio di aziende come Sorgenia, le quali prevedono il pagamento, rateizzandolo nelle singole bollette che vengono pagate mensilmente. Il canone odierno ammonta a novanta euro, che diviso in dodici bollette mensili, prevede quindi un importo minimo che non incide sul costo mensile della luce. Prendiamo infatti ad esempio le voci di una bolletta Sorgenia. Nel costo totale che troviamo in prima pagina, si ritrova anche la percentuale di canone RAI che mensilmente deve essere pagato. Girando il foglio della bolletta, si rivela anche la voce di pagamento riguardante altri pagamenti e oneri, previsti per legge. In questo modo, in maniera automatica tutte le famiglie Italiane che hanno effettuato un contratto con una compagnia elettrica, pagano regolarmente il canone.
 

Il pagamento con F24
 

E' ancora possibile pagare il canone come si faceva una volta, direttamente dalla banca con un modello F24? La risposta è positiva. Infatti si considera il caso di soggetti che non hanno la proprietà diretta di un contatore elettrico, quindi di un’utenza. Esempi possono essere le case multi familiari, i custodi, i bidelli che abitano nelle scuole, i portieri, chi abita nelle isole senza collegamenti elettrici diretti con la rete nazionale e altri esempi di soggetti che non possiedono un’utenza intestata. In questo caso sarà possibile effettuare il pagamento del canone con il modello F24.
 

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