Le termovalvole sono dei dispositivi in grado di regolare la quantità di acqua che arriva ai termosifoni, permettendo così di ottenere un'ottimizzazione dei consumi e, quindi, un risparmio consistente sulla bolletta. Utilizzarle è molto semplice: basta ruotarle per impostarle sul livello desiderato, su una scala da 0 a 5, per fare in modo di regolare l'afflusso idrico al termosifone grazie a una serie di sensori che ne gestiscono il funzionamento. Quando la temperatura ambientale scende al di sotto della temperatura impostata, il flusso dell'acqua si regola di conseguenza aumentando l'afflusso di acqua al radiatore. Ogni livello corrisponde a una temperatura di utilizzo che, a grandi linee, può essere così sintetizzata:

  • Livello 0: la termovalvola chiude completamente l'afflusso di acqua e, quindi, spegne il calorifero;
  • Livello 1: il termosifone opera a una temperatura ambientale di circa 16 gradi;
  • Livello 2: il termosifone opera a una temperatura ambientale di circa 18 gradi;
  • Livello 3: il termosifone opera a una temperatura ambientale di circa 20 gradi;
  • Livello 4: il termosifone opera a una temperatura ambientale di circa 22 gradi;
  • Livello 5: il termosifone opera a una temperatura ambientale di circa 24 gradi.

Nel nostro Paese, la direttiva dell'Unione Europea relativa alle termovalvole è stata recepita recentemente. Questo ha portato all'obbligo di installazione delle termovalvole per tutti gli stabili il cui riscaldamento è centralizzato, eccezion fatta per i condomini in cui i termosifoni sono particolarmente datati e le termovalvole non sarebbero funzionali al loro scopo.
 

Come usare le termovalvole per risparmiare sulla bolletta
 

Le termovalvole possono essere molto utili per l'abbattimento dei costi sulla bolletta, a patto di mettere in pratica alcuni piccoli espedienti per fare in modo che i termosifoni possano comunque funzionare adeguatamente. Uno degli errori da non fare quando si utilizzano le termovalvole è quello di coprire il radiatore con una tenda oppure di realizzarvi sopra una mensola. Il funzionamento delle termovalvole, come detto prima, si basa su un sistema di sensori per il rilevamento della temperatura ambientale. Se ci sono elementi di disturbo che alterano la rilevazione, questa non è veritiera e la valvola non lavora in maniera corretta, regolando in maniera errata l'afflusso di acqua al radiatore.  Un altro errore comune che si compie in presenza delle termovalvole è quello di chiuderle (portandole a 0) quando si esce.

E' la maniera più sbagliata di utilizzare le termovalvole, perché nel momento in cui si accendono nuovamente le termovalvole si consuma molta più energia di quella che, invece, si sarebbe consumata facendo lavorare in maniera costante i termosifoni. Raffreddando completamente l'ambiente e i radiatori, per riportare il sistema alla sua operatività di esercizio ci vuole molto tempo, energia e gas e oltre a essere uno spreco in termini ambientali è uno spreco anche in termini economici. Prima di uscire si può lasciare la termovalvola impostata sul livello 1 o 2, in modo tale da garantire comunque una temperatura di esercizio accettabile e funzionale. Le termovalvole danno il grande vantaggio di poter regolare la temperatura ambientale all'interno della casa, anche in modo differenziato. Il consiglio è quello di non impostare la termovalvola ai suoi livelli massimi, mantenendosi sempre sui 20 gradi circa, a meno di particolari condizioni climatiche. Ovviamente, le stanze non particolarmente vissute non è necessario siano riscaldate al pari delle altre ma sarebbe comunque sbagliato spegnere completamente gli elementi del radiatore: in quegli ambienti si può lasciare il radiatore a un livello a, da alzare all'occorrenza. Se si spengono completamente, lasciando raffreddare completamente la stanza, questa temperatura potrebbe influenzare anche il comportamento degli altri radiatori.

Molti utenti sono convinti che per risparmiare non bisogna mai areare l'ambiente per non lasciarlo raffreddare. Sarebbe sbagliato perché è importantissimo il ricircolo dell'aria per la salute degli occupanti dell'immobile: per evitare un raffreddamento eccessivo, quindi, si consiglia di aprire completamente le finestre per 5 minuti, possibilmente quando i termosifoni sono ancora accesi (il riscaldamento centralizzato prevede delle fasce di attività alternate a fasce di inattività dei dispositivi).

Non è necessario lasciare le finestre aperte per troppo tempo ma è più salutare (e conveniente) aprirle più volte al giorno ma per poco tempo. Solitamente, nelle nostre città i riscaldamenti centralizzati vengono spenti a stagione primaverile inoltrata, tra marzo e aprile. In tanti, in quel momento, spengono anche le termovalvole ma è sbagliato, perché in questo modo si chiude completamente l'afflusso di acqua e si favorisce l'accumulo di impurità e di sostanze nelle tubature. Al momento della riaccensione si verificano i problemi ben noti di ostruzione che impediscono il corretto funzionamento dei radiatori. Quindi, il buon utilizzo delle termovalvole imporrebbe che quando i radiatori non sono in attività, il dispositivo venga posizionato sul massimo livello, anche per evitare problemi di pressione al momento della riaccensione autunnale.  Ovviamente, trattandosi di un sistema studiato per gli stabili condominiali, queste piccole accortezze dovrebbero essere seguite da tutti i residenti per ottenere un risparmio complessivo sulle bollette di ogni condomino, perché il comportamento di uno influisce inevitabilmente sulla bolletta di tutti quando si ha un sistema di riscaldamento centralizzato e condiviso. Con le termovalvole è stato dimostrato che si può ottenere un risparmio complessivo annuo di circa il 30% rispetto ai sistemi che non fanno uso di questo dispositivo.
 

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