Scopri su Sorgenia quali sono le tipologie di caldaie più utilizzate, i combustibili utilizzati per alimentarle e i costi di installazione.



Ad oggi, sono numerosi i tipi di caldaia disponibili sul mercato. Si differenziano tra loro per diverse caratteristiche e ognuna di queste ha delle peculiarità che la rendono più o meno adatta a determinati utilizzi.  In base alla tipologia si possono distinguere:

  • caldaie a camera stagna
  • caldaie a camera aperta
     

Le caldaie a camera stagna

Le caldaie a camera stagna sono oggi quelle più diffuse, perché considerate le più sicure. Il loro meccanismo di funzionamento prevede il tiraggio forzato dell'aria comburente dall'esterno, quindi non ha nessuna interazione con l'ambiente di alloggiamento. L'aspirazione dell'aria avviene per mezzo di un tubo coassiale, che oltre a immettere l'aria nella camera di combustione espelle anche gli scarichi: ecco perché si parla di tiraggio forzato. Questo è il motivo per cui le caldaie a camera stagna trovano spazio anche all'interno di ambienti di ridotte dimensioni, quindi sono le caldaie più utilizzate in ambito domestico. In genere, questo tipo di caldaia, nella sua forma murale viene installato in cucina, dove sono già predisposti gli allacci, ma in linea del tutto teorica non esistono controindicazioni per la sua installazione anche in una zona living, in camera da letto o in un locale lavanderia. Viene detta a camera stagna perché la fiamma di combustione è completamente isolata dall'ambiente esterno e, quindi, non costituisce un pericolo per gli abitanti.
 

Le caldaie a camera aperta

La caldaia a camera aperta ha un meccanismo di funzionamento molto diverso, perché approvvigionano e bruciano l'aria dell'ambiente in cui sono installate e il tiraggio è di tipo di naturale, infatti gli scarichi vengono emessi mediante canna fumaria con comignolo. Questo è il motivo per cui, per legge, questo tipo di caldaia dev'essere installato in un ambiente molto ventilato e debba essere sottoposto regolarmente a controlli per lo scarico dei fumi, affinché questi non tornino indietro causando una saturazione di gas inquinanti. La ventilazione, oltre che per questioni di sicurezza, in queste caldaie è importante anche per garantire il corretto funzionamento in aspirazione della caldaia, perché se non c'è abbastanza ricircolo dell'aria e il tiraggio risulta essere difficoltoso, si crea l'accumulo di monossido di carbonio, che in dosi elevate può essere letale. Ecco perché molte persone preferiscono installare questo tipo di caldaia direttamente all'esterno dell'abitazione, in un luogo sicuro. Va specificato che, con la normativa in atto, la caldaia a camera aperta possono essere installate all'interno di un'abitazione esclusivamente come sostituzione di una caldaia dello stesso tipo installata in precedenza. 
 

I combustibili utilizzati

Oltre che per la tipologia, le caldaie per il riscaldamento possono essere distinte in base al tipo di combustibile utilizzato. Troviamo, infatti caldaie:

  • a gasolio
  • a pellet
  • policombustibili
  • di teleriscaldamento
  • a legna
  • a condensazione

Le più diffuse sono quelle a condensazione, ossia quelle che come combustibile utilizzano il gas metano o il GPL. Il loro funzionamento prevede che il vapore generato dalla combustione venga condensato in modo tale da recuperare energia termica, prima che questo venga espulso attraverso il condotto di uscita. Sono attualmente le più utilizzate soprattutto per per l'alta efficienza energetica. Le caldaie a gasolio stanno rapidamente scomparendo in favore di quelle a condensazione. Sebbene i modelli moderni siano maggiormente isolati rispetto a quelli datati e siano anche più silenziosi, il costo del combustibile è attualmente troppo elevato per considerarle efficienti. Al contrario delle caldaie a gasolio, che sono sempre meno, quelle a pellet stanno conoscendo in questi anni un'elevata diffusione: grazie all'evacuazione forzata dei fumi, infatti, possono essere installate con semplicità all'interno di qualsiasi ambiente domestico. Il costo del combustibile, del tutto naturale e proveniente da fonti rinnovabili perché deriva dal legno, è decisamente inferiore rispetto ad altri. Le caldaie a legna sono un modello molto di nicchia ed è raro trovare qualcuno che, al giorno d'oggi, scelga di acquistarne una, preferendo quelle a pelle. Le difficoltà di gestione di una caldaia a legna sono numerose, in primis per quanto riguarda il combustibile: a differenza del pellet, che viene venduto in comodi sacchi di diverse pezzature, i tronchi e i ceppi di legna sono molto più difficili da stoccare. Tuttavia, non si può certo parlare di modelli obsoleti, perché ci sono anche tipologie di caldaie a legna di ultima generazione, che a differenza del passato richiedono anche molta meno manutenzione. Ci sono poi le caldaie policombustibili, molto poco diffuse, che utilizzano diverse tipologie di combustibili naturali come pellet, cereali, trucioli, legna, cippato e che hanno un serbatoio ausiliario, con annesso bruciatore, per il gasolio. Le caldaie di teleriscaldamento sono in realtà dei sistemi complessi a elevatissima efficienza energetica che non vengono utilizzati in ambito strettamente domestico ma è nel più ampio ambito condominiale.
 

Costi di installazione di una caldaia

Per quanto riguarda i costi di installazione, le tariffe variano notevolmente ma si parte da circa 200€ fino ad arrivare a circa 800€, ovviamente con installazioni certificate. Dal punto di vista dei consumi, le caldaie a pellet e quelle a condensazione sono quelle più economiche mentre quelle a gasolio e quelle a legna sono quelle più dispendiose. Per stabilire i costi di gestione di una caldaia, qualsiasi essa sia, bisogna considerare sempre:

  • costo del combustibile
  • modalità e tempi di utilizzo

Solo così si può avere un quadro specifico e chiaro della situazione in esame.

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d'informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 22 ottobre 2019.

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