Dopo l'ennesimo rinvio, sembra che finalmente ci siamo: il primo luglio 2020 verrà abolito il mercato di Maggior Tutela per l'energia elettrica ed il gas (già previsto per il 2019). In attesa di scoprire se la riforma entrerà mai in vigore, è il caso di approfondire l'argomento per capire cosa cambierà per i consumatori.

Cosa significa abolizione del Mercato di Maggior Tutela?

L'abolizione del mercato tutelato costituisce l'ultimo tassello per la completa liberalizzazione del mercato dell'energia in Italia, avviata sin dalla fine degli anni Novanta con i Decreti Letta e Bersani. Queste riforme, infatti, se da un lato hanno determinato la fine del monopolio statale dell'energia (esplicitato attraverso gli enti pubblici dell'Enel e dell'Eni, rispettivamente per l'elettricità e il gas), così permettendo a nuovi operatori di inserirsi nel mercato e ai privati di poter sottoscrivere utenze con questi ultimi, dall'altro hanno mantenuto un doppio binario: infatti, per una platea consistente (almeno all'inizio) di soggetti, veniva mantenuto in vigore il cd. Mercato Tutelato. La differenza principale rispetto alla libera concorrenza sta in questo: le tariffe degli operatori di mercato e, conseguentemente quelle pagate dagli utenti che hanno accettato il passaggio al mercato, sono determinate dalla concorrenza e possono variare in ragione delle oscillazioni dei prezzi, salvo comunque un potere di supervisione in capo all'Autorità per l'Energia. Viceversa, le tariffe e le altre condizioni economiche dei contratti in regime di Maggior Tutela vengono interamente definite dall'Autorità dell'Energia, in questo modo mettendo al riparo le categorie di consumatori più a rischio dalle possibili oscillazioni di mercato: in sostanza, le utenze possono essere chieste a qualsiasi operatore, purché quest'ultimo accetti di operare in regime di Mercato di Maggior Tutela.

Cosa cambia per gli utenti?

Chiarita la differenza tra i due regimi, l'abolizione del mercato di Maggior Tutela determinerà in capo a tutti gli utenti l'obbligo di rivolgersi agli operatori del mercato. In altri termini, tutti dovranno scegliere un fornitore, sottostando a quelli che sono i prezzi delle forniture proposti dal mercato. Resta ancora da chiarire cosa succeda agli utenti che non scelgono alcun operatore nel momento della chiusura del mercato tutelato. Mentre, per tutti gli altri, le possibili conseguenze sono di due tipi: da un lato, un fattore positivo è rappresentato da un risparmio significativo rispetto alle tariffe di maggior tutela, dal momento che nel nostro sistema esiste un buon livello di concorrenzialità che contribuisce a tenere basse le tariffe; dall'altro, per contro, i clienti vengono esposti al rischio di mutamenti nei prezzi, secondo le logiche ordinarie della domanda e dell'offerta che operano per ogni altro bene o servizio sul mercato.

Un incentivo per il passaggio al libero mercato: la Tutela Simile

Proprio per arginare le possibili preoccupazioni dei clienti, che non si fidano eccessivamente della capacità del mercato di tenerli al riparo da possibili distorsioni, l'Autorità per l'energia ha introdotto nel 2017 un istituto peculiare con il fine esplicito di incentivare il passaggio al libero mercato, quanto meno in regime di "prova". Si tratta della Tutela Simile: con questo sistema, i clienti del mercato tutelato hanno la possibilità di rivolgersi ad un operatore di mercato che partecipa al programma, sottoscrivendo con questi un contratto in regime di libero mercato, ma con una particolarità. Infatti, le utenze di questo tipo prevedono l'obbligo in capo al fornitore di applicare, per il periodo di un anno, le condizioni del mercato tutelato definite periodicamente dall'Autorità. Al termine dell'anno, se il cliente ha potuto constatare la convenienza del servizio dell'operatore privato può decidere di sottoscrivere con questi un contratto a regime di mercato, uscendo quindi dalla Maggior Tutela. Viceversa, se non viene stipulato alcun nuovo contratto le condizioni della Tutela Simile continuano ad operare fin quando non viene optata una scelta. Infine, almeno fino a quando non dovesse concretizzarsi l'abolizione della Maggior Tutela, il cliente potrà decidere di tornare sotto il regime tutelato.

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Il presente documento è aggiornato al 5 dicembre 2018.

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