Libero mercato e mercato tutelato

Negli ultimi anni si è sentito sempre più spesso parlare di libero mercato dell'energia e mercato tutelato. Per comprendere le differenze tra i due è necessario sapere che attualmente, il mercato dell'energia è suddiviso in due principali settori, ossia quello libero e quello di maggior tutela. Il mercato libero ha mosso i suoi passi nel 2003 per quanto riguarda la fornitura di gas e nel 2007 per l'energia elettrica: in quegli anni, quindi, i consumatori hanno iniziato a scegliere quale azienda risultava più conveniente alle proprie esigenze energetiche, optando per una o un'altra a seconda delle proposte contrattuali.

Il controllo delle tariffe proposte dalle aziende afferenti al mercato libero è definito dalle aziende stesse, ma solo per quanto riguarda l'erogazione della materia prima energia, sia essa il gas o la corrente elettrica. Gli altri costi, relativi alla distribuzione, alla gestione del contatore o ad altri oneri, non dipende invece dall'azienda di fornitura ma dal distributore o dalle misure definite dall'ARERA (Autorità di Regolamentazione per l'Energia, le Reti e l'Ambiente). L'ARERA gestisce anche i costi della materia energia per il mercato tutelato e, ogni tre mesi, aggiorna tali prezzi a seconda degli andamenti del mercato stesso.

Tuttavia, il mercato dell'energia tende sempre più verso la completa liberalizzazione che, voluta dalla Comunità Europea per incrementare gli investimenti nel settore energia e, in particolare, sull'energia da fonti rinnovabili, sembra sempre più vicina.

La liberalizzazione del mercato energetico in Italia

Il passaggio dalla coesistenza del mercato tutelato e quello libero alla completa liberalizzazione è stato già più volte rimandato, dal 2018 al 2019 e, ultimamente, è stato annunciato un ulteriore ritardo che ha portato a uno slittamento fino al primo luglio 2020. Lo slittamento è stato voluto dal Governo che, tramite un emendamento del decreto Milleproroghe, ha considerato non ancora pronto il passaggio verso la piena liberalizzazione. Ma a cosa è dovuto questo ulteriore slittamento? Secondo quanto dichiarato dal Governo, non sono ancora totalmente chiari una serie di elementi, relativi alla garanzia della massima informazione per i consumatori e, soprattutto, ad aspetti legati alla trasparenza delle proposte tariffarie.

Per permettere ai consumatori di passare dal mercato tutelato a quello libero in modo tale da avere completa consapevolezza delle possibilità offerte dalle diverse compagnie di fornitura, dal 2017 è stato attivato, da parte dei diversi fornitori, il servizio di tutela simile. Questo presenta una serie di caratteristiche comuni al mercato tutelato, tra cui le condizioni economiche, e altri elementi che sono invece simili a quelli del mercato libero. Tuttavia, questo tipo di tariffa non ha avuto il successo sperato: questo ha portato i consumatori a mantenere il contratto in maggior tutela piuttosto che testare il mercato libero tramite il servizio di tutela simile. Anche le tariffe Placet, che i diversi fornitori devono proporre ai clienti e che prevedono condizioni contrattuali definite dall'Autorità, non ha avuto il successo sperato, restando poco richieste dai consumatori.

Il principale ostacolo alla liberalizzazione sembra quindi proprio la difficoltà dei consumatori che, al posto di orientarsi verso le proposte del mercato libero sembrano sempre ancorati al servizio di maggior tutela e poco propensi a cambiare per il mercato libero, nonostante le tariffe di tutela simile o quelle Placet definite dall'ARERA.

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d'informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 31 ottobre 2018.

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