Per ciascun contratto di fornitura di energia elettrica esiste una specifica quantità di potenza che viene erogata dal distributore a ciascuna unità immobiliare. Normalmente, per i fini civili quest'ultima è pari a 3 kWh, mentre per le utenze industriali può essere di molto superiore. Non tutti sanno, tuttavia, che è possibile diminuire o aumentare questo limite.

Vediamo come modificare la potenza impegnata

La modifica della potenza impegnata
Quando parliamo di modificare, sia nel senso di diminuire che di aumentare, la potenza impegnata ci riferiamo a quelle ipotesi in cui l'utente, per il tipo di attività che svolge o per le caratteristiche e le quantità degli elettrodomestici o degli impianti collegati, ritiene necessario un adeguamento della potenza e/o della tensione stabilita dal contratto di fornitura, perché non più confacente alle proprie necessità. Quindi, per procedere alla modifica della potenza impegnata è necessario concordare con il proprio fornitore una modifica del contratto; sarà normalmente la società di fornitura ad occuparsi della pratica, anche se in alcuni casi potrà chiedere al cliente di rivolgersi alla società di distribuzione: infatti, è questa che materialmente porta l'energia all'utente finale, assicurando il rispetto della quantità di potenza stabilita al momento dell'allacciamento e dell'installazione del contatore. Tra le modifiche che possono essere effettuate ci sono gli interventi di aumento e diminuzione della potenza impegnata: in tal senso si interviene per modificare i limiti di utilizzo, o la capacità di accumulo dell'energia disponibile all'interno dell'edificio. Normalmente una diminuzione può essere richiesta quando si mettono in disuso alcuni impianti che richiedevano una certa capacità energetica; viceversa, un aumento può essere occasionato dall'incremento delle attività produttive (nel caso di un'azienda) o dall'installazione di nuovi apparecchi (sia industriali che casalinghi), i quali richiedono una maggiore capacità. Un'altra modifica che è possibile concordare con il fornitore o, per il suo tramite, con il distributore è quella della tensione di alimentazione.

Quali dati e documenti occorrono per la modifica?
Dal momento che, come abbiamo detto, per modificare la potenza impegnata è necessario richiedere una modifica al contratto, è opportuno ricordare che bisogna avere a disposizione alcuni dati e documenti per poter procedere in tal senso. Tra i dati che si dovranno fornire rientrano, normalmente, il Numero Cliente indicato sulla prima pagina della bolletta, sotto la voce Dati Fornitura, ma che è possibile ricavare anche dal contatore elettronico scorrendo tra le differenti schermate mediante il pulsante del display. Ovviamente, il cliente dovrà indicare anche la potenza e la tensione richieste per la modifiche, dopo aver effettuato gli opportuni calcoli per determinare a quanto corrisponde il proprio fabbisogno attuale, onde evitare l'installazione di una potenza troppo bassa o troppo alta per le sue reali esigenze. Dal momento che gli interventi in questione comportano un carico di lavoro importante in capo al distributore, è normalmente richiesto il versamento di una cauzione. Per questo motivo, il cliente deve fornire coordinate del proprio conto corrente, mentre gli utenti domestici che abbiamo già scelto la domiciliazione bancaria o postale delle bollette non sono tenuti al versamento della cauzione.

La procedura da seguire per modificare la potenza impegnata
Dopo aver inoltrato la richiesta al distributore, questo provvederà ad inviare un modulo di adesione all'interno del quale indicare tutte le informazioni di cui abbiamo già parlato. Accanto a questo modulo, poi, dovrà essere allegata una fotocopia del documento di identità della persona a cui è intestata l'utenza o, nel caso di una società o altro ente con personalità giuridica, del legale rappresentante. Questo modulo dovrà poi essere rispedito al mittente, secondo le indicazioni allegate alla lettera di accompagnamento al Modulo. Alcune società di distribuzione mettono a disposizione un'area clienti specifica sul proprio portale web, con cui gestire le modifiche contrattuali. In questo caso, è possibile rinvenire proprio una sezione dedicata all'aumento o diminuzione della potenza o alla modifica della tensione. Anche qui, bisognerà seguire la procedura a schermata, inserendo i dati richiesti. Infine, è possibile contattare il servizio telefonico del distributore per chiedere ulteriori chiarimenti sulla procedura da seguire.

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