Come cambia il prezzo dell'elettricità in regime di mercato libero e servizio di tutela

 


Costi dell'energia nel mercato libero e nel servizio tutelato

Quando si parla di energia elettrica e di consumi, spesso ci si chiede come poter risparmiare sulla bolletta. La presenta di una coesistenza tra mercato libero e mercato tutelato permette infatti di poter scegliere tra diverse tariffe, potendo pertanto trovare sempre quella che meglio si adatta ai propri consumi. Le differenti tariffe sono permesse dalla possibilità che i fornitori hanno di definire il prezzo di vendita dell'energia. Va però sempre ricordato che i prezzi che possono essere modificati dai fornitori sono esclusivamente quelli relativi al costo della materia energia: i costi legati al trasporto e agli oneri sono invece fissati dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico in collaborazione con l'Antitrust. Si può quindi subito specificare che la parte della bolletta relativa a queste due voci è identica sia se si sceglie un fornitore nel servizio di maggior tutela che se si opta per il mercato libero. Cos'è quindi che rende differenti le bollette tra i due diversi mercati? Come già evidenziato è solo il costo legato all'energia pura che, tuttavia, va ad influenzare anche l'IVA e quindi la voce delle spese legate agli oneri di servizio.  Poiché i prezzi definiti dai diversi fornitori del mercato libero sono molto variabili, diventa complesso valutare le differenze effettive con il costo del servizio di maggior tutela. Quello che si può valutare è la differenza che intercorre tra ciascun fornitore e il mercato tutelato: questa differenza può essere anche facilmente compresa effettuando un confronto grazie ai siti comparativi specializzati nelle tariffe energetiche.

 

Il costo dell'energia nel servizio di maggior tutela

Per comprendere come cambia il prezzo dell'energia elettrica tra il mercato libero e il servizio tutelato, per prima cosa è necessario comprendere come viene effettuato il calcolo dei costi in quest'ultimo che, essendo unico, permette una più facile comprensione dei meccanismi che permettono all'utente di utilizzare l'energia elettrica in casa. Per prima cosa, quindi, bisogna comprendere che per arrivare all'utente finale, l'energia elettrica deve effettuare tre passaggi. Il primo è quello della generazione (durante il quale viene prodotta l'energia), il secondo è quello del trasporto (per il raggiungimento di determinate aree di accumulo e gestione), il terzo è quello della distribuzione agli utenti.  In Italia l'energia elettrica viene prodotta soprattutto da fonti non rinnovabili (gas naturale e petrolio in primis) anche se si sta facendo sempre più strada il settore delle energie rinnovabili, come la geotermia, l'energia eolica, idroelettrica eccetera).  Il secondo passaggio, quello del trasporto è quello probabilmente più complesso. L'Italia, infatti, non riesce a produrre tutta l'energia necessaria alla nazione per cui ne deve importare parte dai Paesi vicini: questo, naturalmente, si traduce in costi maggiori per il trasporto che vanno a influenzare la voce della bolletta relativa proprio al trasporto energetico.  Infine, il terzo passaggio è quello della distribuzione, durante il quale l'energia passa dai fornitori ai consumatori. Nel servizio di maggior tutela, tutti i costi legati ai tre differenti passaggi sono definiti in maniera precisa e trasparente dall'AEEGSI. Questo ente ogni tre mesi aggiorna i prezzi di vendita dell'energia valutando i costi di quest'ultima all'interno dei mercati: nello specifico, viene preso in considerazione l'andamento delle quotazioni delle due materie prime necessarie per la produzione di energia, ossia il petrolio e il gas. 

Il costo dell'energia elettrica nel mercato libero

I tre passaggi che portano dalla produzione alla distribuzione dell'energia elettrica previsti per il mercato tutelato sono presenti, in ugual modo, anche nel mercato libero. Come già evidenziato, la seconda e terza fase di questo ciclo dell'energia è identica, sia per modalità di vendita che per prezzi, a quella del mercato libero. Infatti, i costi di questi due passaggi non sono definiti dai fornitori privati ma sempre dall'AEEGSI. Viceversa, il costo netto dell'energia può essere differente, perché definito dai singoli fornitori non solo in base al costo del mercato, ma anche tenendo conto dei prezzi utili a creare un sistema concorrenziale tra le diverse aziende. Il costo netto dell'energia offerto sul mercato libero tende ad essere sempre inferiore rispetto a quello del mercato tutelato: quello che poi va preso in considerazione, tuttavia, non è tanto il costo a KWh, che può essere solo leggermente inferiore, ma il consumo totale annuo dell'utente. Solo mettendo insieme i dati relativi ai costi e ai consumi si può infatti comprendere la possibilità di un eventuale risparmio sulla bolletta.  Inoltre, bisogna considerare che nella maggior parte dei casi i fornitori di energia nel mercato libero propongono contratti con prezzo bloccato per dodici mesi. Questa scelta permette di avere sempre lo stesso valore di spesa per il costo della materia energia a differenza di quanto avviene nel mercato di maggior tutela nel quale, ogni tre mesi, si verifica un cambiamento per l'adeguamento ai prezzi di mercato. Si può quindi dire che la principale differenza tra le tariffe in mercato libero e quelle in mercato tutelato sono relative a diversi fattori ma, principalmente, alla voce del costo netto dell'energia. Tutte le altre spese, infatti, sono praticamente le stesse.