Con la precedente Legge di Stabilità sono state apportate delle importanti modifiche e introdotte nuove regole riguardo soprattutto la riscossione del canone RAI e le modalità per inviare la disdetta attraverso un’autocertificazione. Il Governo Renzi ha dunque radicalmente cambiato le regole: ora il pagamento del canone RAI avviene direttamente con l’addebito sulla bolletta elettrica Sorgenia, Enel, Eni. Dal 2016 l’importo da versare per il canone RAI viene addebitato sulla bolletta della luce relativa all’abitazione di residenza e pagato solo una volta dalle famiglie, a prescindere dalle case possedute e dal numero di apparecchi televisivi. Ma entriamo nel dettaglio per capire bene come e quando fare la disdetta per non pagare il canone RAI : le modalità e i tempi per inviare l’autocertificazione.
 

Canone RAI: come funziona la disdetta
 

Quando un cittadino rientra in uno dei casi di esenzione, per non pagare la tassa deve inviare con raccomandata con ricevuta di ritorno oppure online un’autocertificazione o dichiarazione sostitutiva di atto notorio, vale a dire una dichiarazione in forma scritta con cui si assume la responsabilità di quanto dichiarato. Pertanto il cittadino, in qualità di unico responsabile dell’autocertificazione, in caso di dichiarazioni mendaci, rischia una denuncia penale all’autorità giudiziaria e una pesante sanzione, oltre naturalmente alla perdita di tutti i vantaggi ottenuti con l’autocertificazione stessa.

Esiste una tempistica ben precisa per procedere alla disdetta del canone Rai 2018: infatti per essere esonerato dal pagamento per tutto l’anno, il cittadino deve inviare il modulo per richiedere la disdetta entro il 31 gennaio 2018. Quando invece la disdetta viene presentata dopo il termine del 31 gennaio, cioè dal 1° febbraio al 30 giugno, l’esonero è valido a partire dal 1° luglio.

Diverse sono le modalità per presentare la disdetta del canone e l’autocertificazione di non possesso della TV:

  • direttamente attraverso l’applicazione web, disponibile sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.gov.it. Al servizio online si accede con le credenziali Entratel oppure Fisconline rilasciate dalla stessa Agenzia;
  • attraverso gli intermediari abilitati che, a loro volta, sono obbligati a consegnare al dichiarante copia della ricevuta rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, di conservare agli atti l’autocertificazione originale sottoscritta dall’interessato e la delega alla trasmissione. La ricevuta rilasciata in modalità telematica dall’Agenzia delle Entrate attesta la data di presentazione dell’autocertificazione.
  • Un’altra possibilità per inviare l’autocertificazione per la disdetta del canone RAI è data dalla trasmissione del modulo via posta, da effettuare con raccomandata all’indirizzo: Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV - Casella Postale 22 - 10121 Torino. In questo caso, per la data di presentazione fa fede il timbro postale. Con l’invio tramite raccomandata, all’autocertificazione va assolutamente allegata copia di un documento di riconoscimento in corso di validità.
     

Canone RAI: modulo di disdetta
 

Per dichiarare il non possesso della TV va quindi presentato il modulo disdetta canone RAI, un’autocertificazione utilizzabile da parte di tutti quei cittadini che ritengono di non dover versare il canone sulla bolletta, in quanto all’indirizzo per la fornitura dell’energia non esistono apparecchi televisivi. I motivi dell’assenza di questi apparecchi sono numerosi: appartamento disabitato, casa in vendita, televisioni vendute o rottamate, decesso del titolare, etc.

Il modello disdetta canone RAI non possesso TV va compilato in ogni sua parte barrando le caselle di interesse, sottoscritto e inviato secondo le modalità consentite e i termini previsti. Solo con questi accorgimenti si rende efficace la disdetta e si acquisisce il diritto a non pagare il canone.
 

Canone RAI: casi di esenzione
 

Elenchiamo di seguito i casi di esenzione previsti dall’attuale normativa italiana:

  • seconda casa;
  • utenza luce intestata a un diverso familiare;
  • cessione degli apparecchi TV;
  • perdita degli apparecchi TV per rottamazione, furto o incendio;
  • morte del titolare dell’abbonamento RAI;
  • appartamento in affitto con l’utenza di energia elettrica intestata al proprietario dell’abitazione, ma con la disponibilità della TV solamente degli affittuari;
  • soggetto di almeno 75 anni e un reddito, comprensivo di quello del coniuge, non superiore a euro 6.713 l’anno.

Tra i casi di esenzione rientrano dunque le seconde case, per le quali i gestori del servizio di energia elettrica non possono addebitare ai proprietari degli immobili il canone RAI in bolletta. Diversamente, il consumatore dovrà inviare un’autocertificazione indicando la ragione per cui la tassa non è dovuta. Per finire ricordiamo che la Legge di Stabilità 2016 ha definitivamente abrogata la procedura del suggellamento, vale a dire l’apposizione dei sigilli agli apparecchi TV. Chi in passato ha chiesto

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