Come procedere alla voltura del gas

Quando si ha necessità di trasferire un contratto di fornitura del gas da un intestatario a un altro si deve avviare un'apposita pratica detta di voltura del gas che richiede una specifica procedura da seguire e relativa modulistica da far pervenire al gestore. Per prima cosa occorre distinguere la voltura dal subentro. Potrebbe sembrare una cosa scontata, ma molte persone tendono a confondere le due pratiche, pensando che la procedura da seguire possa essere la stessa, mentre invece non è così. La voltura infatti consiste nel semplice cambio di intestatario di un contratto preesistente, mentre il subentro non è altro che la riattivazione di un contatore che era stato precedentemente disattivato. Una volta compresa questa differenza possiamo esaminare quali sono gli step da seguire per cambiare l'intestatario del contratto di fornitura del gas.

La prima cosa da fare è contattare direttamente il gestore e farsi indicare le modalità di reperimento della modulistica. Ormai i gestori del gas e dell'energia offrono ai propri clienti la possibilità di avere degli account online da cui gestire le diverse pratiche e da dove è possibile scaricare anche i moduli utili all'avviamento delle procedure. Per accedere a questi servizi è sufficiente registrarsi con un proprio username e una password che consentiranno l'accesso all'area riservata.

Se non si intende effettuare tale registrazione o se il gestore non mette a disposizione questo tipo di servizio, allora è possibile richiedere i moduli via e-mail o tramite posta, chiamando il call center del servizio clienti del proprio gestore.

La medesima modulistica dovrà poi essere compilata in ogni sua parte per richiedere l'avvio della procedura, per la cui lavorazione potrebbe essere necessaria anche un'attesa di alcune settimane. Ma vediamo nello specifico di quali informazioni e dichiarazioni ha bisogno il gestore del gas per poter effettuare una voltura.

Per prima cosa vengono richiesti i dati anagrafici del nuovo intestatario, quindi occorre tenere a portata di mano la propria carta di identità e codice fiscale. Occorre munirsi anche del codice PDR, che non è altro che la sigla che identifica nello specifico il contatore del gas e che si trova per l'appunto sullo stesso. Il PDR identifica la fornitura sulla quale si vuole effettuare la modifica nell'intestazione. Occorre infine ricordarsi di leggere anche il contatore per poter fornire il valore corretto dei consumi nel momento in cui si cambia intestatario. In questo modo non vi saranno problemi nell'attribuzione delle spese, perché si farà riferimento al valore aggiornato.

La modulistica da compilare in ogni sua parte comprende sia il contratto che alcuni moduli aggiuntivi, necessari per attestare la proprietà o il possesso dell'immobile, che il gestore deve accertare sia utilizzato a pieno titolo. Non sono necessarie invece dichiarazioni relative alla regolarità dell'impianto, che sono richieste solo in caso di prima attivazione, quando il fornitore deve accertarsi per legge sul fatto che l'impianto in questione sia a norma di legge.

La prima dichiarazione da compilare è quella che contiene i dati catastali identificativi dell'immobile. Questi ultimi possono essere reperiti semplicemente facendo riferimento a una visura catastale o al contratto di acquisto. Qualora non si fosse in possesso di tali dati è possibile richiederli direttamente presso l'ufficio catasto del comune di appartenenza o al proprio commercialista. Una volta reperite queste informazioni si può procedere con la compilazione del modulo, che poi non è altro che un'autocertificazione.

I primi dati da inserire sono nome, cognome, ragione sociale, codice fiscale e indirizzo di residenza dell'intestatario. Si deve indicare ovviamente se si tratta di persona fisica o di titolare di partita Iva, ma questo interessa più i locali commerciali che le abitazioni. Dopo aver compilato i campi relativi al numero cliente e all'indirizzo della fornitura in questione, si dovrà procedere con l'indicazione del titolo che si possiede sull'immobile. Esistono diverse possibilità infatti, l'importante è che l'occupazione sia regolare e attestata da regolare documentazione.

Chi chiede di intestare a suo nome il contratto del gas può essere direttamente il proprietario dell'immobile oppure l’usufruttuario e in questo caso tutto è abbastanza semplice, perché basta indicare i propri dati anagrafici. Le altre opzioni sono invece che ad effettuare la voltura sia un affittuario oppure un inquilino che vanta un diritto di godimento sull'immobile perché lo occupa in forza di un contratto di comodato d'uso gratuito. Quest’ultima è una delle situazioni che capita più spesso, perché riguarda quei casi in cui l'immobile appartiene a un genitore e viene utilizzato da un figlio o magari da un nipote. Il gestore del gas, in questi casi, necessita di sapere se quella persona è autorizzata dal proprietario in merito all'avvio delle pratiche relative alla fornitura. Vedremo più avanti quali altri moduli occorrerà compilare in merito a questo aspetto.

Continuando a trattare invece come si compila la dichiarazione relativa ai dati catastali, dobbiamo specificare che nella stessa devono essere inseriti il comune ed il codice catastale dello stesso. Ogni comune italiano possiede infatti un proprio codice identificativo. Seguono poi il tipo di unità, se fabbricato o terreno e i dati catastali in senso stretto, quali foglio, subalterno e particella. Nel caso in cui la fornitura sia invece da concedere temporaneamente per un immobile non ancora accatastato, occorre allora indicarlo nello stesso modulo, affinché il gestore della fornitura di gas sia messo a conoscenza anche di questo dettaglio.

Abbiamo accennato sopra al caso in cui la persona che intende divenire nuovo intestatario dell'immobile non coincida con il proprietario o usufruttuario dello stesso. Abbiamo anche detto che in questi casi occorre effettuare un'ulteriore dichiarazione. Esiste infatti un modulo specifico che viene richiesto in fase contrattuale ed è quello che concerne la certificazione circa il regolare possesso dell'immobile o comunque la regolare detenzione dello stesso, anche momentanea. Anche in questo caso si tratta di una semplice autocertificazione sulla quale sono riportati i dati catastali dell'immobile oggetto del contratto di fornitura, i dati anagrafici della persona che dichiara di avere diritto alla regolare detenzione dello stesso e la tipologia di utilizzo che se ne sta facendo. Le alternative alla proprietà sono ovviamente la locazione o comodato, oppure il semplice utilizzo come abitazione. A questo punto le informazioni richieste saranno differenti a seconda della casistica in cui si rientra. Se esiste un contratto di locazione o comodato allora occorrerà fornire anche i dati identificativi dello stesso, che ne attestano non solo l'effettiva esistenza ma anche la registrazione presso l'Agenzia delle Entrate, di cui dovranno essere forniti numero, data e ufficio di riferimento.

Nel caso in cui il diritto sull'immobile sia legato non ad un contratto esistente bensì a un contratto ancora in fase di stipula o registrazione, occorre allegare un'ulteriore documento, cioè l'autorizzazione fornita da chi invece ha titolo pieno, cioè il legittimo proprietario o usufruttuario. Tale dichiarazione deve essere compilata e firmata dal proprietario, il quale dichiara sotto la sua responsabilità che quell'immobile è stato da lui concesso per il libero utilizzo al soggetto che sta richiedendo la fornitura del gas. Ovviamente a tali autocertificazioni dovranno poi essere allegati i relativi documenti di identità sia del proprietario che di colui che andrà ad intestarsi la fornitura.

L'invio di questa modulistica e del contratto debitamente sottoscritto consentiranno l'avvio della pratica di voltura, che sarà gestita secondo le tempistiche dettate dal fornitore di gas metano. Insieme al contratto si potrà decidere di inviare anche la richiesta di addebito delle fatture direttamente sul conto corrente, per non avere problemi con le scadenze e assicurarsi di pagare il gas con regolarità. Nel caso si decida di optare per quest'alternativa occorrerà fornire i dati relativi al conto corrente e dunque l'anagrafica dell'intestatario dello stesso e il relativo codice IBAN, che sarà necessario per procedere con l'attivazione del RID.

Fino a non molto tempo fa in fase di sottoscrizione del contratto per la fornitura occorreva anche specificare dettagliatamente il tipo di utilizzo che si prevedeva di fare del gas fornito, ad esempio per la sola produzione di acqua calda sanitaria e la cottura dei cibi, oppure anche per il riscaldamento e/o il condizionamento. Questo prevedeva infatti una diversa imposizione dell'IVA. Oggi però le forme contrattuali sono state unificate e si seguono dei criteri differenti, per cui non è più necessario fornire tali indicazioni.

Per essere certi che la pratica di voltura sia andata a buon fine occorre attendere l'invio della prima fattura a nome del nuovo intestatario. Solo a partire da quel momento il vecchio contratto si considera ormai non più attivo e si può procedere, qualora se ne abbia la necessità, anche con le eventuali domande di bonus per disagio sociale, per le quali è richiesta per l'appunto una fornitura attiva a tutti gli effetti. Un'eccezione alla casistica che abbiamo analizzato è quella in cui si verifichi oltre al cambio di intestatario anche un cambio di destinazione d'uso dell'immobile in questione. In questo caso, infatti, vi è un ulteriore modulo che deve essere compilato e inviato al gestore, quello attestante la regolarità urbanistica.

Naturalmente prima di procedere con una voltura del contratto di fornitura di gas è sempre opportuno effettuare una piccola ricerca, magari anche sul web, per cercare di capire quali siano le migliori offerte gas disponibili al momento ed informarsi su quali siano i gestori che offrono i prezzi più convenienti. Non si può mai escludere infatti l'opportunità di cambiare anche il gestore della fornitura di gas, per poter avere accesso a tariffe più convenienti. Naturalmente anche queste ultime dovranno essere valutate a seconda del tipo di consumo di gas che si fa, un parametro molto personale e che è legato anche alla presenza in casa e dunque agli orari di utilizzo. Una volta valutati tutti questi aspetti si può procedere senza problemi con la predisposizione di tutta la pratica.