Sospensione fornitura gas: può avvenire senza preavviso?


Fino a pochi anni fa, poteva essere abbastanza comune che un utente moroso si trovasse, senza nessun preavviso, a vedersi negata la fornitura di gas. La chiusura non aveva infatti bisogno di essere giustificata per cui, se ci si trovava a dimenticare una bolletta per lungo tempo, si poteva incorrere in tale problema. Negli ultimi anni, l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (ARERA) ha varato una serie di normative che proteggono contro la chiusura delle utenze senza preavviso. Questo significa che fornitori e distributori non possono più procedere a sospendere il servizio del gas senza seguire un iter ben preciso, che deve rispettare degli step e dei tempi definiti dall'ARERA.  Per prima cosa, quindi, quando un cliente si trova in debito con il fornitore, questo dovrà provvedere a inviare una lettera di sollecito e, solo successivamente, una raccomandata che definisce una data ultima per il pagamento degli arretrati, pena la messa in mora. L'utente avrà allora un determinato periodo di tempo per provvedere al pagamento, oppure il fornitore inoltrerà al distributore la richiesta di sospensione del servizio di fornitura gas. Tutta la procedura da seguire, i tempi da rispettare, i costi e tutto quanto riguarda la morosità di un pagamento, sia da parte del fornitore sia da parte del consumatore è ben documentata nell'Allegato A del TIMG (Testo Integrato Morosità Gas). Questo evidenzia che per legge un fornitore non può più possibile staccare un'utenza senza prima effettuare una chiara comunicazione con il cliente moroso. 
 

Sospensione di gas senza preavviso: quando può verificarsi

 

Nonostante la normativa parli chiaro, possono comunque verificarsi situazioni di interruzione di fornitura senza preavviso. In questo caso, tuttavia, vanno distinte due differenti situazioni. La prima avviene quando il fornitore effettivamente non ha inviato alcuna comunicazione, e quindi è stata effettivamente violata la normativa prevista dall'ARERA. La seconda possibilità di ha invece quando per qualche motivo la lettera di messa in mora non viene consegnata o comunque non arriva a destinazione.  Nel primo caso, il cliente avrà diritto a un risarcimento ma dovrà comunque procedere al pagamento della bolletta non pagata prima di poter intraprendere l'iter che porterà al risarcimento stesso. In caso di importi molto elevati, potrà essere richiesto di effettuare il pagamento a rate. In questo caso, la richiesta di risarcimento potrà essere inoltrata solo al termine del pagamento dell'ultima rata.  Quando invece il fornitore invia il sollecito ma questo non viene consegnato o ricevuto, il cliente non ha diritto ad alcun risarcimento, purché il fornitore possa dimostrare l'effettivo invio e consegna della lettera di messa in mora. Va sottolineato che in entrambi i casi, per poter riavere l'allaccio del gas è necessario pagare la bolletta che, tuttavia, prevederàprevedrà anche una serie di costi aggiuntivi, legati agli interessi per il ritardo del pagamento e alle spese legali relative alla procedura di messa in mora del cliente. Gli interessi possono essere differenti a seconda del tipo di contratto che si ha, ossia se esso sia stato stipulato nel mercato tutelato o nel mercato libero. Inoltre, possono essere applicate delle penalità a quanti vengono riconosciuti come cattivi pagatori, ossia a tutti quei clienti che regolarmente si mostrano ritardatari nei pagamenti o morosi. 
 

Come prevenire i ritardi dei pagamenti ed evitare la sospensione
 

In molti casi, i ritardi dei pagamenti nelle bollette o i mancati pagamenti delle stesse non sono legati esclusivamente a una cattiva gestione delle scadenze da parte del consumatore, ma anche a cause esterne. Problemi alla posta, ad esempio, possono tradursi in ritardo nella consegna delle bollette e conseguente difficoltà a pagare le fatture in tempo, ossia entro la data di scadenza. Per questo motivo, soprattutto quando ci si rende conto che il servizio postale di zona ha difficoltà a consegnare la posta o quando per lo stile di vita che si conduce non si ha sempre la possibilità di recarsi in posta per effettuare i pagamenti, la soluzione più idonea può essere quella di scegliere la fatturazione elettronica e la domiciliazione bancaria delle utenze. In questo modo, infatti, si potrà essere sempre sicuri che il pagamento verrà effettuato in maniera precisa e senza errori e si potrà stare tranquilli per quanto riguarda i possibili ritardi con conseguente possibilità di sospensione del servizio.  Infatti, per quanto la sospensione del gas non può avvenire senza preavviso, possono comunque verificarsi situazioni di errore, di problematiche di comunicazione e di disservizi postali che non permettono la corretta consegna di lettere di sollecito di pagamento. In altri casi, soprattutto quando il cliente è spesso fuori casa per viaggi di lavoro per lunghi periodi, si può accumulare la posta e trovarsi al proprio ritorno con bollette scadute o comunicazioni fuori tempo massimo per essere risolte.  Scegliere la fatturazione elettronica e il pagamento tramite domiciliazione bancaria non solo permette di avere la certezza di pagamenti precisi e sicuri, ma anche di risparmiare. Va infatti sottolineato che per ogni bolletta pagata in ritardo e per ogni raccomandata con sollecito di pagamento inviata, saranno addebitate al consumatore anche le spese legali e gli interessi, che porteranno il costo della fatturazione successiva ad essere più elevato di quello previsto per il solo consumo del gas. 
 

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d'informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

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