Chiusura contratto gas: ecco come effettuarla

 

Chiudere un contratto gas è un diritto di ogni utente che può farlo dandone disdetta alla propria compagnia fornitrice del servizio, facendo però attenzione a farlo nel modo corretto e accertandosi dei tempi necessari all'interruzione del servizio, onde evitare di pagare costi supplementari eccessivi. I motivi che possono indurre un consumatore a chiudere un contratto di fornitura di gas possono essere molteplici: trasloco, cambio residenza, mutamento delle condizioni, desiderio di cambiare azienda perchè si è trovata una migliore offerta.

Tempi di rescissione del contratto

Alcuni contratti (quasi tutti ormai), prevedono un tempo di preavviso se, come spesso capita, l'utente decide di interrompere il rapporto in essere con la società fornitrice quando questo sia ancora regolarmente attivo e in vigore. Indipendentemente dall'azienda è necessario seguire alcune regole, ma soprattutto aver la certezza di non infrangerne altre, spesso presenti tra le clausole riportate in piccoli caratteri sui fogli del contratto attualmente valido. Chiudere un contratto significa nella maggior parte dei casi interromperlo anticipatamente e per poterlo fare è spesso necessario dare un preavviso alla propria compagnia. Tale periodo è mediamente un mese per le utenze private, ma può anche salire a un intero semestre per le aziende. Sono pochi i casi in cui è possibile chiedere disdetta immediata senza preavviso: in caso di manomissione di contatore, furto di gas, problemi gravi che possano compromettere la sicurezza dell'impianto e dello stabile. In questi casi sia ben chiaro che il cittadino non dovrà essere sottoposto al pagamento di alcuna penale. Se si ha un contratto attivo con un'azienda appartenente al libero mercato, il costo di rescissione anticipata può essere variabile a seconda dei casi e della compagnia, mentre se si è nel mercato a maggior tutela il costo previsto è di 23 euro. I tempi vanno necessariamente rispettati in quanto chiudere un contratto significa indirettamente interrompere la fornitura di gas mediante la chiusura del contatore, la quale dovrà avvenire entro e non oltre 2 giorni dalla data indicata (5 giorni qualora il contatore sia di tipo G25 e rispettiva classe energetica). Questi termini devono essere rispettati dall'azienda energetica, la quale dovrà rifondere con una cifra di 30 euro l'ex cliente se i tempi non dovessero venire rispettati. Infatti anche la società energetica ha un dovere, ossia quello di interrompere la fornitura di gas nei tempi richiesti. Se questi dovessero raddoppiare, il cittadino riceverà un rimborso di 35 euro, che potranno arrivare fino ad un massimo di 105 euro in caso di ulteriori allungamenti. 

Come e a chi richiedere la chiusura del contratto

La comunicazione delle proprie intenzioni di disdetta devono essere comunicate dall’utente alla propria azienda di servizi di fornitura di gas in forma diretta oppure indiretta. Se il primo caso è più facilmente intuibile, il secondo prevede la comunicazione ad un eventuale nuovo fornitore dell'intenzione a stipulare un nuovo contratto e sarà la nuova società a comunicare la disdetta alla precedente, sgravando l'utente dalla pratica burocratica di sorta. In questo caso il cliente ha però facoltà di recesso entro due settimane e decidere in questo caso di ritornare al vecchio fornitore. Per chiudere un contratto è necessario munirsi di alcuni dati: oltre a nome e cognome, residenza e indirizzo sul quale è in essere il contratto, servono anche altre indicazioni che si ricavano direttamente dalla bolletta. In primis i codici denominati PDR e POD (servono per identificare alla perfezione l'utenza e quindi risalire senza errori al tipo di contratto), inoltre serve la lettura del contatore in modo da stabilire l'esatto ammontare della parte rimanente rispetto all'ultima bolletta, comunicando di fatto il consumo effettivo. Oltre alla lettera di disdetta, è necessario allegare la copia fotostatica della carta d'identità dell'intestatario dell'utenza e del suo codice fiscale, mentre talvolta viene richiesta anche la fotocopia del contratto.

La domanda di disdetta o chiusura della fornitura di gas

La chiusura contratto gas prevede di interpellare la compagnia fornitrice e chiedere esattamente di cosa necessita e quali sono i metodi di procedura per inoltrare la domanda. L'obiettivo è quello di ottenere le informazioni nel più breve tempo possibile e in maniera precisa, onde evitare disguidi o malintesi che non giovano ad alcuno. Alcune compagnie prevedono la via più semplice, ovvero quella telefonica: contattando l'operatore della società che eroga il servizio è possibile comunicare direttamente (a volte tramite risponditore automatico) le proprie intenzioni. Talvolta capita che c'è una linea appositamente pensata per un servizio clienti, spesso anche gratuita tramite un numero verde. Chi ha discreta dimestichezza con internet può cercare un modulo di lettera prestampato inerente la domanda di chiusura contratto gas (solitamente è stampabile anche dai siti delle singole compagnie fornitrici), compilarlo con i dati richiesti inerenti la propria utenza e successivamente spedirlo tramite email, tramite fax o tramite raccomandata all'ufficio dell'azienda energetica. In ogni caso l'utente dovrebbe accertarsi che la propria richiesta (telefonica o telematica) sia stata ricevuta e accolta dalla società, la quale, tramite un'email, un messaggio di testo sullo smartphone, una lettera o una telefonata, informa il cliente dell'avvenuta ricezione della domanda di disdetta del servizio. E' opportuno che in tale comunicazione sia presente la data di cessazione, in modo che il cittadino possa essere avvisato che da quel giorno rimarrà senza fornitura di gas.