Scopri quali sono le procedure necessarie per cambiare il contratto di fornitura elettrica e passare ad un altro operatore.

In seguito a un trasloco o per mutate esigenze può essere necessario cambiare operatore di energia elettrica. Indipendentemente dalle motivazioni che possono spingere a cambiare società di fornitura dell'energia, ci sono delle procedure da seguire. Vediamo quali.

Come avviene il cambio fornitore

Spesso le persone pensano che le operazioni nel settore energia costringano a intraprendere strade burocratiche tortuose. Talvolta le famiglie non cambiano fornitore, più per timore delle possibili conseguenze che per altri motivi.
Se il fabbisogno energetico della casa è cambiato nel tempo, se un utente non si trova più bene con una società energetica o se ha trovato un'offerta economica migliore, perché rimanere scontenti o pagare di più quando vi è la possibilità di cambiare? Se la nuova scelta si orienta verso un'azienda energetica seria, il cittadino beneficerà di tre concetti assodati: 

  • Non dovrà scrivere alcuna disdetta al fornitore precedente. 
  • Non dovrà sostenere costi aggiuntivi oltre a quelli ordinari. 
  • Non dovrà subire l'interruzione del servizio. 

Basterà sottoscrivere un nuovo contratto con la nuova compagnia e sarà compito di quest'ultima interfacciarsi con il vecchio fornitore. Dovrà però essere cura dell'utente verificare che non vi siano, da contratto, delle penali da pagare al fornitore precedente qualora si decida di rescindere il contratto. In questo caso sarà il cittadino che dovrà regolarizzare la propria posizione.

Cambio operatore dell'energia: mercato tutelato e mercato libero

Una volta che l’utente decide di cambiare operatore energetico dovrà scegliere tra il mercato di maggior tutela o il mercato libero.
Nel mercato tutelato il servizio viene erogato secondo condizioni contrattuali ed economiche stabilite dall'Autorità, la quale rivede le condizioni con cadenza trimestrale. Possono scegliere questo servizio sia i privati sia le piccole imprese che provengono dal libero mercato.
Il mercato dell'energia è stato liberalizzato per cui gli utenti possono lasciare il mercato tutelato e scegliere il proprio fornitore di energia nel mercato libero. All'interno del libero mercato è garantita la possibilità di passare liberamente da un'azienda a un'altra, in base alla maggior convenienza.

Tempi e costi per il cambio di operatore di energia elettrica

La nuova fornitura inizierà quando tutte le pratiche amministrative e tecniche saranno regolarizzate, ossia nel momento in cui la parte burocratica è completa e vi siano tutte le condizioni tecniche per portare fisicamente il servizio presso l'immobile in questione. L’azienda ha l’obbligo di comunicare al cliente i tempi previsti per l'attivazione del servizio, solitamente compresi tra i 30 e i 60 giorni. Il nuovo fornitore si occupa delle pratiche di disdetta del contratto precedente per cui il cliente non rimarrà senza servizio, ma il passaggio avverrà solamente quando il nuovo operatore sarà pronto per la fornitura e l'attivazione del contratto. In prossimità del giorno di attivazione sarà necessaria la lettura del contatore per consentire al fornitore precedente di quantificare l'importo da saldare, che risulterà nell’ultima bolletta. Da quel momento in poi si pagheranno i consumi al nuovo operatore.

A meno di contratti stipulati a condizioni speciali (per questo è consigliabile leggere con attenzione eventuali clausole presenti) il cambio di operatore non presenta oneri rilevanti per il cittadino, fatti salvi bolli e depositi a titolo cauzionale. I depositi cauzionali sono stabiliti per legge e possono raggiungere un massimo di 11,5 euro per ogni kilowatt e l'importo può essere rateizzato. Questi depositi dovranno poi essere restituiti a cessazione del contratto entro un intervallo di tempo compreso tra 1 e 30 giorni.

Documentazione necessaria per il cambio di operatore

Per effettuare il cambio di operatore sono necessari alcuni dati e documenti che possono essere facilmente reperibili dall'utente.

  • Generalità: prendendo come riferimento il contratto in essere sono necessari il nome, il cognome e il codice fiscale dell'intestatario.
  • Dati della fornitura: serve fornire l'indirizzo esatto dell'immobile in questione e il codice POD. Questo parametro si può individuare all'interno della bolletta e rappresenta il punto di presa della corrente elettrica. È composto da 14 caratteri ed è facilmente riconoscibile.
  • Lettura contatore: sarà necessario indicare la lettura del contatore al nuovo fornitore, il quale a sua volta comunicherà al precedente fornitore i consumi da fatturare nell’ultima bolletta.
  • Dati di pagamento: serve il codice IBAN per poter domiciliare il pagamento al conto corrente bancario dell'utente.
  • Recapiti: è necessario fornire alla nuova compagnia un recapito telefonico o telematico per poter comunicare con il cliente.

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d'informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 3 maggio 2019.

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