Come cambiare il contratto di fornitura di energia elettrica e passare ad altro operatore



Può talvolta dover essere necessario cambiare operatore di energia elettrica in seguito ad un trasloco, all'ingresso in una casa di nuova costruzione oppure semplicemente perchè quello attuale non soddisfa più le proprie esigenze. Indipendentemente dalle motivazioni che possono spingere a sostenere l'idea del cambio della società di fornitura dell'energia, vi sono delle operazioni e procedure da seguire per poter effettuare al meglio tale cambio.
 

Tre postulati per il cambio fornitore
 

Spesso le persone pensano che le operazioni nel settore energia costringano a intraprendere strade burocratiche complesse e tortuose. Talvolta è la mentalità stessa che funge da freno rallentatore e che porta diverse famiglie a non cambiare fornitore, più per timore delle possibili conseguenze che per altri motivi. Se il fabbisogno energetico della casa è cambiato nel tempo, se un utente non si trova più bene con una società energetica oppure se ha trovato un'offerta economica migliore, perchè rimanere scontenti o pagare di più quando vi è la possibilità di cambiare? Se la nuova scelta si orienta verso un'azienda energetica seria, il cittadino beneficerà di tre concetti assodati: 1) Non dovrà scrivere alcuna disdetta al fornitore precedente. 2) Non dovrà sostenere costi aggiuntivi oltre a quelli ordinari. 3) Non dovrà subire l'interruzione del servizio. Basterà infatti sottoscrivere un nuovo contratto con la nuova compagnia e sarà compito di quest'ultima provvedere a sistemare le cose con il vecchio fornitore. Dovrà però essere cura dell'utente verificare che non vi siano, da contratto, delle penali da pagare al fornitore precedente qualora si decida di rescindere il contratto: in questo caso sarà il cittadino che dovrà regolarizzare in seguito la propria posizione con la società dalla quale vuole rescindere. I nuovi regolamenti in materia vanno infatti a proteggere il cliente, tutelandone gli interessi.
 

Cambio operatore dell'energia: possibili scelte
 

Una volta che il cittadino decide di cambiare operatore energetico, è posto davanti ad una duplice scelta iniziale. Egli dovrà infatti decidere se propendere per il mercato di maggior tutela oppure per il mercato libero. Il primo riguarda un servizio che viene erogato secondo condizioni contrattuali ed economiche che vengono stabilite dall'Autorità, la quale rivede le condizioni con cadenza trimestrale. La scelta verso tale servizio può essere effettuata sia da privati che da piccole imprese che provengono da contratti stipulati con altri fornitori appartenenti al libero mercato. Il mercato dell'energia è libero e tale liberalizzazione permette ai clienti di poter scegliere il proprio fornitore di energia. Sarà necessario stipulare un nuovo contratto per fare in modo che quello in essere venga interrotto. All'interno del libero mercato è garantita la possibilità di passare liberamente da un'azienda ad un'altra, in base alla maggior convenienza dell'utente.
 

Tempi e costi per il cambio di operatore di energia elettrica
 

Prima di addentrarsi in tempistiche e spese è necessario precisare come la nuova fornitura incominci quando tutte le pratiche amministrative e tecniche sono regolarizzate, ossia nel momento in cui la parte burocratica è completa e vi siano tutte le condizioni tecniche per portare fisicamente il servizio richiesto (la fornitura di energia) presso l'immobile in questione. Viene fatto obbligo all'azienda comunicare al cliente i tempi previsti per l'attivazione del servizio, solitamente compreso tra 30 e 60 giorni. Siccome alle pratiche di disdetta del contratto precedente pensa il nuovo forniture, il cliente non rimarrà senza servizio, ma il passaggio avverrà solamente quando il nuovo operatore sarà pronto per la fornitura e l'attivazione del contratto. In prossimità del giorno di attivazione sarà necessaria la lettura del contatore per consentire al fornitore precedente di quantificare l'importo da saldare, il quale risulterà come ultima bolletta. Da quel momento in poi il conteggio rappresenterà la modalità per stabilire il pagamento della nuova bolletta energetica con il nuovo operatore. A meno di contratti stipulati a condizioni speciali (per questo è consigliabile leggere con attenzione eventuali clausole presenti) il cambio di operatore non presenta oneri rilevanti per il cittadino, fatti salvi bolli e depositi che abbiano titolo cauzionale. E' opportuno precisare che tali depositi dovranno poi essere restituiti a cessazione del contratto entro un intervallo di tempo compreso tra 1 e 30 giorni. Questi depositi, che rappresentano fisicamente un esborso per il cliente al momento della stipula, sono stabiliti per legge e possono raggiungere un massimo di 11,5 euro per ogni kilowatt indicato nel contratto sottoscritto. L'importo può anche venire rateizzato.
 

Documentazione necessaria per il cambio di operatore
 

Il tempo richiesto è minimo e basta recarsi presso una sede della nuova azienda fornitrice del servizio oppure affidarsi a venditori che possono venire in casa su appuntamento oppure esser presenti in appositi corner all'interno di centri commerciali o piazze. Per poter effettuare regolarmente il cambio sono necessari alcuni dati e documenti che possono essere facilmente reperibili dall'utente.

  • Generalità: prendendo come riferimento il contratto in essere sono necessari il nome, il cognome e il codice fiscale dell'intestatario.
  • Dati della fornitura: serve fornire l'indirizzo esatto dell'immobile in questione e il codice POD. Quest'ultimo parametro lo si può individuare all'interno della bolletta e rappresenta il punto di presa della corrente elettrica. E' facilmente riconoscibile dato che è composto da 14 caratteri.
  • Recapiti: è necessario fornire alla nuova compagnia un recapito telefonico oppure telematico per poter comunicare con il cliente e mandare eventualmente delle comunicazioni relative alla nuova stipula oppure al servizio in genere.
  • Dati di pagamento: serve il codice Iban per poter domiciliare il pagamento al conto corrente bancario dell'utente.
  • Lettura contatore: sarà necessario leggere il contatore per comunicare i numeri in modo che la nuova compagnia possa sapere ciò che sarà poi di competenza di fatturazione e potrà comunicare il dato al vecchio operatore in modo che questo possa chiudere ogni partita con il cliente, emettendo l'ultima bolletta.