Il costo della vita sta aumentando in maniera vertiginosa negli ultimi tempi, coinvolgendo un po' tutti gli aspetti della vita e andando a colpire in misura sempre più importante le famiglie e tutto il ceto medio, riducendone in maniera progressiva ma ormai costante il potere di acquisto e costringendo molte persone a rinunce e sacrifici che fino a non molto tempo fa erano impensabili. Complice anche la mancanza di lavoro che affligge purtroppo tante persone, la necessità di fare economia su tante spese, anche necessarie, si fa sentire sempre più urgente. Una delle spese che pesano senza alcun dubbio in misura maggiore sui bilanci dei cittadini italiani è quella relativa alle forniture di energia elettrica, gas, acqua e servizi di telefonia. In poche parole, tutti quei servizi necessari e imprescindibili che ci permettono di condurre una vita dignitosa hanno prezzi sempre più irraggiungibili per buona parte delle famiglie e delle persone. Si tratta di una situazione che coinvolge molti altri paesi, ma l'Italia ne risulta colpita in modo particolare. Questa situazione è dovuta solo in minima parte alle compagnie che si occupano delle forniture dei servizi elencati. In realtà, la responsabilità di questi rincari pesano soprattutto su due fattori esterni: il primo, sono gli aumenti del costo delle materie prime, dovuti a complessi meccanismi che hanno a che fare con le politiche economiche internazionali e con le multinazionali del petrolio, oltre che con tutte le complicate procedure di importazione delle fonti di energia e dei carburanti. Il secondo fattore responsabile del fatto che in Italia abbiamo bollette particolarmente salate risiede nel fatto che nel nostro paese paghiamo imposte importanti sui consumi. Le accise - vale a dire le imposte sui consumi - e l'imposta sul valore aggiunto - l'IVA, la cui aliquota aumenta continuamente - hanno un ruolo di primaria importanza nel far lievitare le fatture delle forniture di gas ed elettricità in particolare. Non a caso, secondo una recente indagine condotta dall'Istituto di ricerca europeo Eurostat, l'Italia ha le bollette tra le più salate tra tutte quelle presenti entro il panorama dei paesi appartenenti all'Unione Europea. Un triste primato, che coinvolge purtroppo sia gli utenti privati che le aziende. Tra queste, sono soprattutto le Piccole e Medie Imprese a risentire maggiormente della problematica: già vessate da tasse e burocrazia, i costi elevati per la fornitura dell'energia e del gas necessari per portare avanti le proprie attività, sono l'ennesima stangata sulla produttività italiana. Le associazioni datoriali hanno fatto seguito alla ricerca Eurostat, anche negli anni passati, per sottolineare la drammaticità della situazione. Secondo la ricerca Eurostat, quasi il 40% di quel che paghiamo in bolletta in Italia è costituito da tasse e non solo siamo ai primi posti per quanto riguarda gli importi delle fatture di fornitura che paghiamo, ma siamo anche tra quei paesi che hanno visto gli aumenti più consistenti, aumenti che si sono fatti quasi vertiginosi in certi momenti, su energia e gas. In vista ci sono delle ipotesi di riforme che riguardano la composizione del prezzo delle materie prime, nonché la concorrenza sul libero mercato. Nei prossimi mesi potremmo assistere a un calo del costo della materia prima, o a importanti cambiamenti sulla tassazione in materia. Al momento, però, le riforme in questo senso proposte dalle autorità del settore sono state rimandate e la situazione non è affatto facile per i consumatori. Cipro, Estonia, Grecia, Portogallo e altri paesi svantaggiati dell'area europea condividono con noi gli stessi problemi. Del resto, sono anni che l'Italia si trova ai primi posti quando si parla di rincari delle bollette e di costi del carburante e dell'energia. Di anno in anno, i rapporti Eurostat non fanno che confermare quel che i consumatori già percepiscono.
 

Difendersi dai rincari
 

Esistono però dei modi per difendersi dai rincari. Occorre prima di tutto eliminare gli sprechi: le luci devono essere spente quando non servono, gli apparecchi non devono essere lasciati in stand by. Se possibile, meglio sostituire gli elettrodomestici più vecchi con quelli di nuova generazione e dotati di una classe energetica alta, misura che consente una riduzione dei consumi. No alle finestre aperte quando il riscaldamento è in funzione, no alle temperature tropicali in casa. Si tratta di misure semplici e di buon senso, ma di sicura efficacia. Inoltre, è necessario esplorare bene, anche facendo dei preventivi in rete, il territorio del libero mercato per quanto riguarda le forniture di luce e gas. Solo così sarà possibile ridurre un po' i costi delle bollette. Sorgenia sta facendo delle offerte a condizioni interessanti per i nuovi clienti.

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