Canone Rai: perché lo si paga nella bolletta della luce?

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Il Canone Rai , ossia l'imposta prevista sul possesso di apparecchi televisivi o sul possesso di tutti gli altri apparecchi che consentono di ricevere radioaudizioni televisive sul territorio italiano, a seguito dell'approvazione della Legge di Stabilità 2016 rientra in maniera diretta all'interno della bolletta relativa al consumo dell'energia elettrica. Questo evento è stato applicato sul presupposto ipotetico che ciascun titolare di un'utenza per la fornitura di energia elettrica detenga almeno un apparecchio che consente la visione di trasmissioni televisive. Naturalmente coloro i quali non detengono alcuna apparecchiatura di questo genere potrà richiedere l'esonero dal pagamento del Canone Rai, seguendo le modalità previste dalla normativa vigente, ossia compilando un auto-dichiarazione che dovrà essere trasmessa direttamente all'Agenzia delle Entrate. Prima dell'entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, il Canone Rai veniva pagato dal possessore di apparecchi televisivi mediante bollettino postale. Tale modalità, però, ha comportato alla creazione di un elevato numero di ''evasori'', che ha costretto il governo ad agire in maniera differente rispetto a quanto previsto dalla Legge n. 880/1938. Tra gli apparecchi che rientrano nel presupposto del pagamento del Canone Rai, non rientrano né i personal computer né i tablet, in quanto essi non ricevono un segnale terrestre o satellitare, bensì un segnale internet. 
 

Sin dal 1938, anno in cui il Canone Rai nasce, il governo fissa l'utilità di tale versamento, definendola come imposta e non come tassa, in quando destinata ad incrementare il Bilancio dello Stato. Ed è proprio lo Stato che beneficia di questo versamento da parte di ogni titolare di utenza per la fornitura di energia elettrica e non, come fa intendere il nome, la società televisiva Rai. Proprio per questo motivo sarebbe più corretto parlare come imposta per il possesso di apparecchiature per la visualizzazione di programmi televisivi.
 

Nel 2016 il Canone Rai è diminuito di 15,50 Euro rispetto all'anno precedente, arrivando a quota 100,00 Euro, ed è previsto un ulteriore ribasso a partire dal 2017, quando il Canone Rai raggiungerà la cifra di 90,00 Euro annuali. Tale cifra dovrà essere pagata con una contribuzione di tipo mensile, corrispondente a 9,00 Euro mensili, o 18,00 Euro bimestrali, per dieci mesi all'anno, o cinque bimestri. 
 

La Legge di Stabilità 2016 ha inoltre individuato tutti i soggetti che risultano essere esenti dal pagamento del Canone Rai. In primis, vi sono tutti i titolari di utenza per la fornitura della corrente elettrica che abbiano superato i settantacinque anni di età e che dispongano di un reddito annuale non superiore agli 8.000 Euro. In secondo luogo vengono esonerati dal pagamento del Canone Rai tutti i militari appartenenti alle Forze Armate Italiane e solamente in relazione agli apparecchi detenuti in luoghi per la visione televisiva collettiva, ma anche tutti i militari appartenenti alla Nato. Infine vengono esonerati gli agenti diplomatici, i proprietari di imbarcazioni per scopi non commerciali e i rivenditori di apparecchi televisivi, che esercitano in maniera regolare la propria attività. 
 

Naturalmente il Canone Rai è unico per tutti gli immobili posseduti. Non dovranno essere versate imposte relative al pagamento del Canone Rai sulla seconda casa o su altri immobili posseduti. La società fornitrice dell'energia elettrica, come ad esempio Sorgenia, indicherà specificatamente all'interno della bolletta la dicitura relativa al pagamento del Canone Rai solamente nell'immobile indicato come residenza demografica dal titolare dell'utenza. 
 

Potrà essere richiesto un esonero dal pagamento del Canone Rai solamente se il titolare dell'utenza dell'energia elettrica rientra nei casi di esonero previsti dalla Legge di Stabilità 2016. Viceversa, potrà essere richiesto l'esonero anche per coloro i quali dichiarano di non possedere apparecchi che consentono la visione di programmi televisivi. Per farlo, come già detto in precedenza, sarà necessario realizzare un auto-dichiarazione, nella quale dovranno essere indicati tutti i dati sensibili del titolare dell'utenza, ma anche i dati relativi alla residenza e quelli relativi all'utenza posseduta. Tale auto-dichiarazione dovrà essere presentata presso l'Agenzia delle Entrate. Bisogna ricordare che la società energetica darà per scontato il possesso di un qualsiasi apparecchio televisivo all'interno del domicilio, e pertanto spetta al titolare dell'utenza muoversi in prima persona per evitare di pagare il Canone Rai non dovuto. Tale auto-dichiarazione dovrà essere presentata ogni anno, in quanto essa risulta valida solamente per l'anno di presentazione. 
 

Se il titolare dell'utenza, infine, procede al versamento del Canone Rai, anche se lo stesso non risulta dovuto, in quanto non è presente all'interno della residenza alcun apparecchio televisivo o in quanto il titolare rientra nei casi di esonero previsti dalla Legge di Stabilità 2016, allora lo stesso titolare potrà richiedere un rimborso per l'erroneo versamento effettuato. La richiesta del rimborso dovrà essere presentata entro il 30 giugno successivo all'anno di pagamento, e dovrà essere rivolta non all'Agenzia delle Entrate, bensì alla società fornitrice dell'energia elettrica, la quale dovrà impegnarsi a restituire al titolare il denaro versato per il pagamento del Canone Rai non dovuto, nella prima bolletta utile.
 

2017-12-22 00:00:01 now: 2018-01-21 01:44:21