Quando si parla di caldaia si tende sempre a considerare il classico dispositivo a cilindro installato solitamente fuori al balcone. Tuttavia, esistono moltissime tipologie di caldaie che si differenziano in base al tipo di combustibile, alla potenza garantita e alle tecnologie di scambio e combustione impiegate. Tra le principali tipologie di caldaie le maggiori differenze si riscontrano tra caldaie a gas e a condensazione: vediamo in cosa si differenziano.

Le tipologie di caldaie a gas

I principali tipi di caldaie che si trovano in commercio si differenziano, come detto, non tanto dal punto di vista del combustibile (che può essere in tutti i casi gas naturale e metano), quanto piuttosto per le differenti prestazioni e nei consumi. Ciò dipende essenzialmente dalla differente tecnologia impiegata per il funzionamento del dispositivo. In base a questi elementi, le principali classificazioni sono tra caldaie a camera aperta, a camera stagna e a condensazione. Le caldaie a camera aperta e camera stagna sono essenzialmente equiparabili sotto la categoria delle tradizionali caldaie a gas: tra loro si differenziano solo per la diversa modalità di combustione e per la presenza del meccanismo di tiraggio, che estroietta i fumi prodotti dal funzionamento del dispositivo attraverso una canna fumaria. In particolare, la caldaia con camera stagna prevede una fiamma isolata, nel senso che l'aria prelevata dall'esterno per alimentare il fuoco viene poi espulsa al termine del ciclo; viceversa, nella caldaia con camera stagna il sistema di alimentazione dell'aria avviene mediante un sistema di ventilazione che si inserisce nel circuito di combustione. In entrambi i casi, però, abbiamo la produzione di fumi di scarico, che vengono espulsi tramite una canna fumaria collegata all'esterno: questo spiega il motivo per cui la caldaia va normalmente posta fuori dall'abitazione, onde evitare di inquinare gli ambienti domestici.

Le caldaie a condensazione

Completamente diverse dalle caldaie a gas finora considerate, quelle a condensazione sono più efficienti dal punto di vista del rapporto consumi/resa e, quindi, maggiormente eco-sostenibili. Il funzionamento, infatti, prevede il riciclo all'interno delle operazioni di combustione dei fumi prodotti dalla combustione originaria: questi fumi vengono a loro volta impiegati nella produzione del calore necessario al riscaldamento o alla produzione di acqua sanitaria, andando a sostituire il nuovo impiego di combustibile tradizionale. Quindi, l'energia che si ottiene dal gas residuo, sotto forma di vapore acqueo, non viene espulsa come avviene nelle caldaie tradizionali, ma viene riutilizzata dopo essere stata recuperata: questi fumi, che normalmente presentano un calore superiore ai 100° C, invece di essere espulsi vengono reimpiegati, incrementando l'efficacia della produzione e la riduzione del consumo di nuova materia prima. La tecnologia a condensazione, infatti, permette di raffreddare il fumo prodotto al punto tale da riconvertirlo in formato liquido: questo liquido conserva ancora un potere calorifico latente (stimato intorno al 20% rispetto al gas da cui deriva) e che può essere utilizzato per le più diverse operazioni, anche se normalmente viene immesso per pre-riscaldare l'acqua di ritorno. In questo modo non sarà necessario impiegare tutto il gas per riportare l'acqua alla temperatura impostata dalla scheda.

Vantaggi e svantaggi

Le differenze così evidenziate permettono di schematizzare i vantaggi e svantaggi connessi all'uno e all'altro tipo di caldaia. La tecnologia delle caldaie a condensazione permette di risparmiare notevolmente sui costi della fornitura (anche fino al 30% rispetto ad una caldaia a gas), dal momento che non c'è continuo bisogno di nuovo gas per ottenere calore. Questo si traduce anche in un minore impatto ambientale, dal momento che c'è minor produzione di fumi e anche riduzione della temperatura di quelli prodotti alla fine del riciclo dei fumi primari. Viceversa, le caldaie tradizionali, prive di questo meccanismo, consumano molto di più e sono più inquinanti. Tuttavia, esse costano molto meno rispetto alle caldaie a condensazione e presentano un'efficacia più elevata alle alte temperature: questo elemento le rende quindi più adatte quando occorre riscaldare grandi quantitativi d'acqua o ambienti domestici particolarmente grandi.

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