Coefficiente C: cos’è e a cosa serve

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I consumi di gas indicati nei contatori sono influenzati da diversi fattori che, in vari modi, sono in grado di condizionare la quantità di gas effettivamente consumata. Infatti, il consumo del gas può essere alterato sia dalle condizioni climatiche che dalla posizione geografica. Dalla variazione di questi elementi, a seconda della zona e dei luoghi in cui viene utilizzato il gas, possono variare sia l'altitudine che la pressione esterna presente nell'area in cui il contatore è presente. Questi fattori, infatti, possono alterare lo stato del gas, portandolo ad avere caratteristiche, quali la rarefazione e la densità, differenti dalla condizione standard. Il contatore non è in grado di per sé di tenere conto di tutti questi fattori, che comunque devono essere presi in considerazione per computare l'effettivo consumo di gas effettuato. Proprio per questo motivo è fondamentale utilizzare il cosiddetto '' Coefficiente C '', che consente di riportare i consumi di gas influenzati e alterati dai fattori sopra citati ad uno stato normale, per essere comparato e uguagliato ai consumi effettuati in mancanza di queste condizioni. Il coefficiente C quindi può essere pensato come un tasso di conversione, che consente di riporre i consumi di gas a livello nazionale sul medesimo piano. In questo modo, dunque, si evita di incorrere in una errata applicazione delle tariffe relative al consumo del gas, per ogni singolo metro cubo di gas. 

Tutte le tariffe dovranno essere applicate tenendo in considerazione una temperatura predefinita, fissata ai 15 gradi Celsius, e ad un determinato livello di pressione, pari a 1,01325 bar. Ogni metro cubo consumato a livello nazionale, a qualsiasi altitudine e con qualunque clima, dovrà essere riportato a questi livelli di temperatura e pressione prima di poter essere tariffato. 

L'idea di applicare ai metri cubi di gas consumati il coefficiente C in modo tale da convertirli e riportarli al loro livello standard nasce nel 2009, e viene applicato in Italia a partire dal mese di luglio dello stesso anno. Prima del 2009 l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas svolgeva tale operazione di calcolo utilizzando il cosiddetto ''Coefficiente M''. In realtà questo tasso veniva applicato in maniera diretta sulla tariffa, e non andava ad incidere i consumi. Anche se lo scopo era il medesimo, ossia quello di adeguare sul medesimo piano di studio i consumi di gas di tutte le zone nazionali, tale coefficiente non veniva specificato sulla bolletta del gas ricevuta e risulta, proprio per questo motivo, meno evidente. Viceversa il coefficiente C ha lo scopo di standardizzare i consumi e sui risultati ottenuti applicare la tariffa. 

In ogni bolletta del gas ricevuta dal consumatore, dunque, verrà indicato sia il consumo originale scaturente dalla segnalazione del contatore, sia il consumo standard, ottenuto grazie all'applicazione del coefficiente C, che non terrà conto della pressione esterna e della temperatura delle varie regioni italiane, e sul quale verrà applicato il prezzo di vendita dalla società energetica. Tra queste ultime sicuramente Sorgenia è quella in grado di offrire un prezzo di vendita da applicare al consumo standard inferiore rispetto a quello offerto da tutte le altre società energetiche presenti sull'intero mercato nazionale. La differenza tra bollette del gas offerte da più società energetiche a parità di quantità di metri cubi standard di gas consumati, risiede proprio nella tariffa di vendita applicata.  Il consumo riportato ai livelli standard viene espresso in smc, ossia l'unità di misura dei metri cubi di gas consumato in condizioni normali. Grazie ad esso, dunque, si tende a tutelare il consumatore dell'energia gas, che in questo modo non sarà costretto a pagare per consumi non realmente realizzati, ma usufruendo del servizio in modo effettivo. 
 

Come si calcola il Coefficiente C
 

Naturalmente esiste un metodo per il calcolo del coefficiente C, basato su alcuni elementi e su alcune formule matematiche. 

Innanzitutto, per calcolare il coefficiente C è necessario conoscere l'altitudine del Comune dell'abitazione a cui è riferita la bolletta, ma anche i cosiddetti GG e gli ng. I primi rappresentano il numero di gradi giorno del Comune di riferimento e sono reperibili dal sito Enea, mentre i secondi rappresentano i giorni di esercizio dell'impianto di riscaldamento, e dipende in senso stretto dalla zona climatica di appartenenza dell'immobile a cui fa riferimento la bolletta.

La prima formula è utile ad individuare il pb. Per farlo si dovrà sottrarre da 1 il risultato ottenuto moltiplicando l'altitudine per il coefficiente 0,0000225577, ed elevare tutto alla potenza 5,2559. Il pb è dato dalla moltiplicazione tra il risultato così ottenuto e 1,01325. Dalla somma tra pb e 0,020, il tutto diviso per 1,01325, si ottiene il Kp. E' poi necessario calcolare il rapporto gg, dividendo GG e ng. Si dovrà quindi rapportare 288,15 e il resto tra 295,15 e il gg ottenuto in precedenza, ottenendo così Kt. Infine il Coefficiente C si ottiene dal prodotto tra Kp e Kt. Il coefficiente C dovrà essere moltiplicato a sua volta ai metri cubi di gas consumati indicati dal proprio contatore, per ottenere i metri cubi di gas consumati standardizzati. 

La formula è di facile applicazione, ma è necessario conoscere tutti i dati precedentemente indicati per poterla risolvere con precisione. I risultati ottenuti da ogni singola formula dovranno poi essere arrotondati alla sesta cifra decimale seguendo il criterio commerciale.
 

2017-12-22 00:00:01 now: 2018-01-21 01:50:30