Chi possiede una seconda casa, che sia una villetta al mare o uno chalet in montagna, si pone il problema del riscaldamento. Sono sempre di più gli italiani che sfruttano la seconda casa in diversi periodi dell'anno e per intervalli di tempo più o meno lunghi, si pensi ad esempio alle festività natalizie, alla settimana di Pasqua, ai week end e ai vari ponti. Insomma, checché se ne dica chi possiede una seconda casa, soprattutto se in un comune diverso rispetto a quello di residenza, tenderà a trascorrerci ferie e vacanze, a rifugiarsi nei fine settimana per un sano relax o per condividere momenti di spensieratezza con amici e parenti e la mancanza di un adeguato riscaldamento può rappresentare un serio problema. Molti quindi si interrogano su quale sia il migliore sistema per riscaldare la seconda casa. In realtà non esiste un sistema che può essere considerato a priori migliore rispetto agli altri ma occorre prendere in considerazione una serie di varianti tra cui il Comune in cui è localizzata la seconda casa e soprattutto se si tratta di una località di mare oppure di montagna.

Una seconda casa al mare non ha particolari esigenze dal punto di vista del riscaldamento. La temperatura, in media, mite con inverni non particolarmente rigidi offre l'opportunità di optare per delle soluzioni non particolarmente impegnative e drastiche. Nelle località di mare infatti anche una semplice stufa elettrica può essere idonea a riscaldare l'ambiente purché si tratti di piccoli ambienti e per brevi periodi. Occorre però ricordare che, a differenza del gas, la fornitura di energia elettrica per la seconda casa risulta essere più costosa rispetto alla prima e l'utilizzo di una stufa elettrica potrebbe quindi rappresentare una soluzione dispendiosa e poco efficiente. Proprio per questo motivo alla stufetta elettrica è meglio prediligere le pompe di calore che costano decisamente di più rispetto ad una stufa elettrica ma sono almeno tre volte più convenienti in termini di resa termica a parità di elettricità consumata. Senza contare che le pompe di calore possono essere utilizzate anche durante l'estate per raffreddare l'aria, al posto dei classici condizionatori. Se invece si possiede una seconda casa in montagna allora occorrerà optare per delle soluzioni decisamente più impegnative. Tanto per cominciare importantissimo è l'isolamento termico che permette di evitare la dispersione di calore e ridurre consumi e umidità, con notevoli benefici per la stessa salute. Quando si parla di isolamento termico si fa riferimento all'isolamento del tetto e delle pareti esterne, aggiungendo uno strato di pannelli isolanti (il cd cappotto). Nelle zone di montagna la stufetta elettrica non è sufficiente a riscaldare l'ambiente domestico così come la pompa di calore che, per temperature esterne inferiori ai 5-7 gradi centigradi, potrebbe risultare non efficiente o addirittura non funzionare. Le migliori soluzioni per climi particolarmente freddi e rigidi rimangono:

- il caminetto economico ed ecologico, bello esteticamente ma impegnativo da gestire;

- la stufa a pellet che rappresenta un sistema decisamente ecologico con un costo medio-basso ma, come nel caso del caminetto, richiede una frequente manutenzione e una costante pulizia;

- l'impianto di riscaldamento a metano che richiede un investimento iniziale moderato così come il prezzo del combustibile, tra l'altro poco inquinante, è contenuto. Questa forma di riscaldamento, a differenza dei due precedente, presenta una buona facilità e semplicità di utilizzo e necessita di un minimo di manutenzione. Occorre ricordare che il gas, a differenza dell'energia elettrica, ha lo stesso costo indipendentemente che si tratti di prima o di seconda casa.

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