Attivazione contatore gas: come si effettua?

Contatore gas: come procedere per attivare la fornitura



Quando ci si trasferisce in un nuovo appartamento è necessario procedere con gli allacci delle utenze o, quando essi siano già presenti, con le volture, ossia con il cambio di nominativo del contratto. Nel caso del gas, si possono verificare diverse situazioni. Ci si può cioè trovare in un appartamento in cui questa utenza non è proprio allacciata e quindi non presenta il contatore, oppure in casi in cui il contatore è presente ma sigillato o comunque non attivo, per cui non può essere utilizzato. Bisogna quindi distinguere tra l'attivazione della fornitura di gas e tra l'attivazione del contatore.  Si parla di attivazione della fornitura quando il contatore è funzionante e pronto per essere utilizzato. La richiesta di fornitura prevede un procedimento molto semplice, con invio della documentazione necessaria all'azienda con la quale si intende effettuare il contratto per il gas. In questo caso, i tempi di attesa dipendono dal tipo di contratto che si intende stipulare e dall'azienda stessa. Anche quando si fa una domanda di attivazione di fornitura a contatore già attivo dovranno comunque essere indicati i dati dell'intestatario del contratto, l'indirizzo per il quale è richiesta la fornitura e un eventuale altro indirizzo (se diverso da quello della fornitura) per la ricezione delle bollette e delle comunicazioni. Inoltre, si dovranno indicare il tipo di utilizzo che si fa del gas, ossia se esso sarà usato solo per cucinare, per l'acqua calda, per il riscaldamento o per tutte le opzioni.  Quando il contatore del gas non è attivo, prima di fare domanda di fornitura si dovrà richiedere al distributore la riattivazione del contatore. Spesso, per motivi di praticità, si può effettuare una domanda unica al fornitore che, insieme a ricevere la richiesta di contratto, potrà quindi anche ricevere la richiesta di riattivazione del contatore. Tuttavia, questa parte di lavoro non rientra nei compiti del fornitore ma del distributore. Per questo motivo, il fornitore dovrà trasmettere la domanda al distributore di zona che provvederà alla riattivazione del contatore in remoto (in caso di contatori di ultima generazione) o tramite intervento tecnico per le utenze che ancora dispongono di contatore analogico. La riattivazione del contatore dovrà essere effettuata entro dieci giorni lavorativi dalla data di trasmissione della richiesta. La riattivazione prevede un costo che varia a seconda del distributore e del tipo di impianto e che viene addebitato sulla prima bolletta che verrà ricevuta. 
 

Prima attivazione di un contatore del gas
 

Quando il contatore viene installato per la prima volta, non si parla di riattivazione ma di prima attivazione. In questo caso, la procedura è differente rispetto a quella descritta precedentemente, visto che sarà necessario presentare una serie di documenti alla società di distribuzione. In tali documenti dovranno essere riportati una serie di dettagli tecnici che evidenziano le modalità di costruzione dell'impianto, ossia che esso sia stato realizzato secondo la vigente normativa. La modulistica da consegnare prevede due elementi specifici, ossia l'allegato H e l'allegato I della Delibera 40 dell'AEEGSI, che prevede tutte le disposizioni in materia di sicurezza degli impianti a gas, sia domestici che per altro uso. Nello specifico, l'allegato H dovrà essere compilato e firmato dal cliente che fa richiesta di attivazione mentre l'allegato I dovrà essere compilato e firmato dall'installatore. Oltre a questi due specifici documenti dovranno essere presentate tutte le certificazioni relative all'impianto stesso, ossia in particolare il progetto dell'impianto e i dettagli della sua realizzazione. La domanda di attivazione e la documentazione dovrebbero pervenire insieme: tuttavia si può presentare la documentazione anche in un secondo momento, ma comunque entro 90 giorni dalla richiesta di attivazione.  L'attivazione viene effettuata da un tecnico specializzato inviato dal distributore di zona che dovrà provvedere a una prova di tenuta. In caso di risultato positivo il tecnico procederà con l'attivazione del contatore del gas. 
 

Ulteriore documentazione richiesta per l'attivazione del contatore
 

Se da un lato l'attivazione del contatore del gas richiede una serie di informazioni tecniche che assicurano sul rispetto delle normative relative alla costruzione dell'impianto, dall'altro questi documenti non sono gli unici richiesti. Per poter completare l'attivazione del contatore, infatti, sono necessarie anche una serie di informazioni sul cliente, dai classici dati anagrafici all'indirizzo. Inoltre, dovranno essere riportate le informazioni relative all'area in cui è situato il contatore, che sono definite tramite il codice PDR (Punto Di Riconsegna) che identifica il punto geografico preciso in cui viene installato il contatore. Infine, va indicato il tipo di uso che viene fatto del gas, sia esso domestico o altro, e la categoria d'uso. Questa permette di distinguere i consumi per l'acqua calda, per la cucina o per il riscaldamento.  Tutte le informazioni che vengono trasmesse al distributore per l'attivazione del contatore sono poi necessarie anche per attivare la fornitura del gas. Va specificato che l'attivazione del contatore non è sempre necessaria: essa, ad esempio, non viene richiesta in caso di voltura. Quando il passaggio di proprietà avviene in maniera continua, ossia un inquilino subentra a quello che sta uscendo, può essere comodo, piuttosto che fare richiesta di chiusura dell'utenza, effettuare direttamente una voltura da un cliente all'altro. Durante la fase di voltura si può decidere se cambiare solo l'intestazione della bolletta oppure anche il tipo di contratto o il fornitore. Indipendentemente dalla scelta, questo tipo di procedura conviene perché permette di non interrompere la fornitura di gas, ossia di non intervenire sul contatore, ma di passare direttamente da un cliente all'altro.