Il mercato libero dell'energia

Da circa dieci anni in Italia è possibile scegliere con quale società stipulare un contratto per la fornitura di gas ed energia elettrica. Questo è possibile grazie alla presenza del libero mercato dell'energia elettrica e del gas, che ha permesso ai consumatori di poter scegliere tra le diverse offerte e proposte quelle che maggiormente soddisfano le proprie esigenze di consumo. Il mercato libero è comunque soggetto a una serie di regole e normative che sono state definite dall'AEEGSI (Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico) e che permettono di evitare la concorrenza sleale e, soprattutto, garantiscono la massima trasparenza e sicurezza ai consumatori. Ad esempio, l'AEEGSI ha stabilito che il passaggio da un fornitore a un altro così come quello dal mercato a maggior tutela a quello libero deve avvenire sempre in maniera completamente gratuita e deve rispettare delle scadenze ben definite. Nel momento in cui è entrato in vigore il libero mercato, per permettere ai consumatori di avere una maggiore sicurezza e tempi necessari per la valutazione e la scelta del fornitore, l'AEEGSI ha definito anche la regolamentazione per un mercato tutelato, che mantenesse caratteristiche simili alle offerte dei vecchi monopolisti e permettesse un passaggio più graduale verso il mercato libero. Oggi, a quasi dieci anni dall'attivazione del mercato libero e a meno di due anni dall'abolizione del mercato tutelato, ancora molte famiglie sono rimaste ancorate al servizio di maggior tutela, ossia al mercato tutelato.
 

Quante famiglie hanno optato per il mercato libero
 

L'AEEGSI, oltre a valutare le misure necessarie per il controllo e la gestione del libero mercato, offre una serie di dati e informazioni relativi ai consumi energetici in Italia. Dalle informazioni relative agli ultimi due anni, è emerso un dato alquanto particolare, ossia che nonostante le offerte convenienti e spesso tagliate su misura per alcune fasce di consumatori, ancora la maggior parte dei contratti di luce e gas che vengono stipulati sono nel mercato tutelato. Non solo: prendendo in considerazione i ripensamenti, ossia il numero di clienti che dopo aver tentato un contratto nel libero mercato hanno preferito tornare a quello tutelato, è risultato evidente che in molti casi non sono risultate chiare le offerte e le proposte dei diversi fornitori, portando i clienti a fare marcia indietro. Gli ultimi dati, infatti, relativi al biennio 2016-2017, parlano chiaro: appena il 30% delle utenze sono relative al libero mercato mentre la maggior parte dei consumatori è rimasta ancorata al mercato tutelato e questo nonostante le offerte e promozioni che permetterebbero di risparmiare anche fino ad alcune centinaia di euro all'anno sulle bollette. Il motivo per cui si è registrato questa staticità è da ricercare nella maggior parte dei casi nella mancanza di informazione da parte dei consumatori che all'entrata in vigore del mercato libero sono rimasti indietro, ossia ancorati alle vecchie abitudini, ritrovandosi quindi clienti del mercato di maggior tutela per una non-scelta effettuata al momento del passaggio. Inoltre, sempre dai dati statistici presentati dall'AEEGSI, è stato evidenziato un altro importante dato: chi ha scelto il mercato libero spesso si è trovato a pagare di più di quanto pagasse precedentemente. Come è possibile? Il motivo è molto semplice: scegliere il mercato libero significa valutare con attenzione le proprie esigenze di consumi, in modo da poter optare per una tariffa che sia in grado di assicurare un risparmio sicuro. Un errore comune di molti consumatori, invece, è quello di non porre attenzione alle indicazioni fornite dai venditori del mercato libero relative alla tipologia di utenza per la quale determinate offerte sono convenienti. Per questo motivo, spesso ci si ritrova a sottoscrivere contratti che, in realtà, non sono idonei alle proprie esigenze energetiche.
 

Un caso comune, non solo italiano
 

Il passaggio dal monopolio al mercato libero crea spesso confusione e il caso italiano non rappresenta un caso isolato. L'AEEGSI, infatti, ha evidenziato che questa tendenza di non-scelta è comune a molti altri paesi per i quali si è avuto il passaggio al mercato libero (non necessariamente solo nel settore energetico). Quella della presenza del libero mercato, infatti, non è una scelta italiana, ma una direttiva europea che ha quindi investito diverse nazioni d'Europa creando spesso disagi e confusione. Si tratta tuttavia di una situazione che tenderà a migliorare nel tempo, grazie a una sempre maggiore informazione nel settore. Inoltre, l'abolizione del mercato tutelato prevista per la metà del 2019 porterà necessariamente a valutare al meglio le offerte dei fornitori per una maggiore sicurezza e risparmio sui consumi.

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