DEFINIZIONE
È la massima portata volumetrica, espressa in Sm3/g, che può essere prodotta da un terminale di rigassificazione per l’immissione nella Rete Nazionale dei Gasdotti.
 



Il send out massimo giornaliero individua il volume massimo (in termini di Sm3 quotidiani) che può essere immesso dal terminale di rigassificazione, in seguito alla riconversione della materia prima allo stato gassoso, direttamente sulla rete nazionale attraverso i punti di entrata presenti sull'infrastruttura generale.

Il servizio di rigassificazione

In termini di immissione di materia prima all'interno del sistema di distribuzione del gas interno, la rigassificazione costituisce una delle attività principali che permettono l'importazione di gas naturale. A differenza di quanto avviene mediante l'acquisto di metano dai paesi esteri e con il trasporto del medesimo lungo i punti di interconnessione, la rigassificazione è un processo di importazione che prevede l'acquisto dall'estero di Gas Naturale Liquefatto (GNL), il quale, trasportato via mare con apposite navi o via dotti sottomarini, arriva in questo modo ad un terminale di rigassificazione. Il GNL è composto da metano che viene estratto e raffreddato alla temperatura di -162 °C, alla quale si trasforma allo stato solido: ciò permette di comprimerne il volume fino a 600 volte, facilitandone lo stoccaggio in serbatoi e aumentando la capacità di trasporto con apposite navi metaniere, che in questo modo possono trasferirlo anche su lunghe distanze verso i mercati di consumo. Per quanto concerne nello specifico il mercato italiano, attualmente il GNL rappresenta soltanto il 5% delle importazioni complessive di gas: tuttavia, il trend attuale, anche dal punto di vista globale, rappresenta un incremento progressivo della domanda di gas liquefatto con aumenti fino al 200% entro il 2030.

Il processo di rigassificazione

Strutturalmente, la rigassificazione vede in campo la collaborazione tra tre soggetti diversi: l'importatore di materia prima allo stato liquido, l'azienda che detiene i diritti sull'impianto di rigassificazione e il soggetto gestore della rete di distribuzione nazionale. Per quanto concerne la rigassificazione, il gas liquido estratto e sottoposto a liquefazione viene trasportato dal paese produttore al terminale di rigassificazione. Qui, l'impresa di rigassificazione procede alle operazioni tecniche che prevedono il riscaldamento del composto liquido fino al punto in cui questo ritorna allo stato gassoso. Nel terminale di rigassificazione, infatti, avviene lo scaricamento e lo stoccaggio del GNL in appositi serbatoi; di qui esso viene avviato agli impianti di rigassificazione, al termine della quale avviene il processo di convogliamento del nuovo composto gassoso verso la rete nazionale di distribuzione, con i terminali dei metanodotti costituenti punti di entrata.

Il travaso nella Rete nazionale di distribuzione

La relativa semplicità delle fasi appena descritte non deve trarre in inganno. Al fine di consentire all'ente di gestione della rete di distribuzione nazionale e, conseguentemente all'Autorità energetica, di poter calcolare i quantitativi di approvvigionamento di materia prima proveniente dai terminali di rigassificazione, è necessario procedere a stime esatte della quantità volumetrica di gas che viene immessa all'interno dell'infrastruttura di distribuzione. E' per questo che le direttive dell'Autorità impone la redazione di appositi Codici di Rigassificazione alle società che si occupano di questo servizio. All'interno di questo codice è essenziale individuare, oltre alle specifiche concernenti l'ente di rigassificazione, i processi utilizzati e la natura delle importazioni acquisite, anche gli indici medi di immissione all'interno della rete nazionale. In altri termini, l'ente di rigassificazione deve indicare la stima del send out massimo giornaliero, e cioè la capacità produttrice stimata proveniente da quel determinato impianto o catena di impianti. La determinazione delle quantità massime di send out giornaliero sono rilevanti a diversi fini. Innanzitutto, esse decretano la capacità di conferimento che può essere assicurata su ogni punto di accesso alla rete nazionale o locale di distribuzione: in proposito si fa riferimento al concetto di capacità di rigassificazione come la quanittà di conferimento di cui ciascun impianto può offrire garanzia ai singoli utenti interessati (la rete nazionale o quella locale di distribuzione). Questo indice è solitamente stimato in riferimento al volume di Gnl che può essere consegnato al terminale in un dato periodo, elemento che permette di calcolare, all'esito del processo di rigassificazione, la quantità di materia prima allo stato gassoso che può lecitamente attendersi nel medesimo periodo considerato. Inoltre, la determinazione del send out massimo giornaliero ha rilievo anche ai fini della determinazione delle tariffe che devono essere corrisposte dai gestori del trasporto alle imprese di rigassificazione: secondo quanto previsto da ciascun Codice di Rigassificazione, infatti, l'impresa stessa opera un corrispettivo riferito alla capacità relativa ai punti di entrata moltiplicato per la quota di send out massimo giornaliero: ne consegue che la tariffa di immissione sarà tanto più alta quanto maggiore sarà il rapporto esistente tra capacità di rigassificazione e send out ottenibile dal singolo terminale.

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Il presente documento è aggiornato al 30 novembre 2018.

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