DEFINIZIONE
Condotta per il trasporto di gas. Il gasdotto è comunemente chiamato anche pipeline.
 


 

Con il termine gasdotto si identificano le condotte adibite al trasporto del gas sia naturale che artificiale. Il gas viene portato dal luogo naturale di estrazione a quello di consumo grazie ad una serie di tubazioni di vario diametro, organizzate sulla superficie terrestre, tanto che a buon diritto i gasdotti possono essere definiti come il sistema circolatorio del mondo! I gasdotti sono, tra l'altro, un sistema di trasporto dei gas alternativo: rispetto ai mezzi su strada risultano, infatti, meno inquinanti e più economici. Se il gas trasportato è il metano, puro o miscelato, il gasdotto si definisce metanodotto.

Struttura del gasdotto

I tubi che costituiscono il gasdotto sono realizzati in acciaio e sono di diametro variabile: vanno dai trenta centimetri fino a raggiungere anche un metro di lunghezza. La loro dimensione è strettamente legata alla quantità di gas che deve circolare all'interno. Il movimento dei gas ed in particolare la velocità di scorrimento all'interno delle tubature, è regolato da diversi fattori. Possiamo quindi considerare che il moto dei gas all'interno del gasdotto: - è determinato da principi fisici, che seguono le leggi dell'elettrodinamica; - è influenzato dalla stessa dimensione dei tubi; - dipende dal valore pressorio del gas stesso; - subisce la differenza di altezza tra la condotta di partenza e quella di arrivo.

Per garantire l'afflusso costante di gas al luogo di destinazione è necessario che lungo il percorso siano posizionate delle pompe che garantiscano il movimento in avanti della sostanza gassosa. La struttura di un gasdotto è complessa, ma è possibile identificarne le parti principali. A livello della sorgente naturale del gas si trova il pozzo di produzione, dal quale partono i condotti che vanno alla stazione di partenza. La condotta primaria è costituita dall'insieme di tubature che dalla stazione di partenza si diramano alla zona di consumo. Le condotte secondarie, partendo dalla zona di consumo, portano il gas ai vari centri di smistamento. Infine il gasdotto prevede le condotte terziarie o distributrici: grazie a queste, il gas viene portato a tutte le singole utenze utilizzatrici. Complessivamente, i gasdotti, ricoprono, con questa fitta rete di tubature, più di un milione di km di tubi.

Dove sono dislocate le tubature dei gasdotti

Le tubazioni possono essere terrestri o sottomarine. Le tubazioni terrestri vengono posizionate sottoterra, ad una profondità di circa un metro; questo nelle zone più popolate. Nelle zone desertiche, infatti, i condotti restano in superficie. Le ultime tecnologie offshore, cioè in alto mare, hanno permesso la costruzione di gasdotti sottomarini. In questo caso i tubi devono essere posizionati in profondità, anche molte migliaia di metri sott'acqua. I tubi devono resistere alle forti pressioni dell'acqua e, per questo, il loro posizionamento è alquanto difficile e preciso: avviene grazie a sofisticati macchinari sottomarini, in quanto nessun uomo può sopravvivere a profondità così elevate.

Manutenzione

I gasdotti, seppur resistenti, necessitano di importanti e costanti revisioni in quanto suscettibili di rotture e corrosioni. Per evitare tali avvenimenti, squadre di vigilanza, intervengono, anche giornalmente, con monitoraggi in elicottero o fuoristrada per le zone più remote. Vengono, inoltre, installati dispositivi informatici di rivelazione perdite, nonché di rilevazione di punti di ossidazione. Nelle zone popolate, una tecnica semplice, ma valida per rilevare eventuali perdite di gas è l'olfatto umano: i cittadini diventano quindi vere e proprie sentinelle!

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Il presente documento è aggiornato al 10 ottobre 2018.

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