Il controllo periodico (o revisione) della caldaia costituisce l'oggetto di un esplicito obbligo di legge. Peraltro, la mancata revisione della caldaia comporta, a carico del proprietario inadempiente, una serie di costi e multe, oltre ad esporlo al rischio di incidenti e faglie di sicurezza che potrebbero derivare dallo stato di malfunzionamento dell'impianto.

L'obbligo di manutenzione periodica della caldaia

A partire dal 2013, l'obbligo di revisione periodica della caldaia non è più annuale, ma dipende dalla tipologia e dalle caratteristiche del tipo di impianto: solitamente, il termine della revisione viene specificato direttamente sul libretto di istruzioni o, in mancanza, è determinato dal tecnico al momento dell'installazione o dopo il primo controllo. In questo secondo caso, il termine deve essere indicato sul libretto di impianto e inviato ad una ditta di certificazione come previsto dalla legge. Su chi grava l'obbligo di eseguire la manutenzione? Questo spetta, naturalmente, sul proprietario dell'abitazione o sull'inquilino (sia nel caso di casa singola che di appartamento con impianto autonomo); nel caso di impianto centralizzato in condominio, invece, l'obbligo grava sull'amministratore di condominio.

Perché effettuare la revisione della caldaia?

Oltre al profilo strettamente legale (dal momento che, come vedremo, la mancata revisione comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa), la mancata manutenzione della caldaia può esporre il proprietario a grossi rischi per la sicurezza che avrebbero potuto essere evitati sulla base delle verifiche tecniche sull'efficienza dell'impianto e sulla possibile presenza di malfunzionamenti. Infatti, la mancata revisione può impedire al tecnico (e, quindi, a chi abita in casa e utilizza l'impianto) di accorgersi di una perdita nella canna fumaria o in un anormale accumulo di gas pericolosi all'interno della cisterna, i quali possono comportare l'immissione di scarichi nocivi all'interno e all'esterno dell'abitazione, comportare consumi molto più elevati del normale (e gravare quindi sulle bollette) o, nel peggiore dei casi, provocare incendi ed esplosioni. Quest'ultima evenienza, peraltro, va valutata anche ai fini assicurativi, dal momento che le polizze non copriranno i danni provocati dal malfunzionamento della caldaia, ove questi sarebbero stati accertati in presenza di un regolare controllo in sede di revisione periodica. Ne consegue, quindi, l'importanza di non dimenticare questa scadenza e, anche a fronte dei costi che richiede, di non sottovalutarne l'impatto positivo sulla vita e sui consumi richiesti dall'impianto.

La multa in caso di mancata manutenzione

Inoltre, se la caldaia non viene sottoposta alla manutenzione periodica da parte di un tecnico abilitato, il proprietario o l'inquilino responsabile rischia l'applicazione di una multa molto salata, che può andare dai 500 ai 3.000 euro, come stabilito dall'art. 15 del D.Lgs. 192/2005. Sottolineando l'importanza del libretto di impianto, la legge dispone che anche nel caso in cui il proprietario non disponga o non abbia proceduto all'aggiornamento del documento l'applicazione di una sanzione, compresa tra i 500 e i 600 euro. Inoltre, al proprietario verranno comunque addebitati gli oneri per l'effettuazione dei controlli mancati, con una spesa che può oscillare, a seconda dei casi, dai 50 ai 200 euro. Anche le società e le imprese non sono al riparo da questi oneri: in caso di impianti di grosse dimensioni per i quali non vengano effettuati i controlli periodici, le multe sono raddoppiate. E' bene specificare che queste sanzioni vengono irrogate nel momento in cui si viene scoperti: e cioè quando l'autorità preposta dispone un controllo a campione ed accerta la mancata revisione con un'ispezione a domicilio, o il mancato pagamento del bollino blu o il mancato invio dei rapporti da parte del tecnico agli enti preposti alla raccolta delle informazioni relative al controllo di qualità dei fumi. Come si vede, quindi, il rischio che le autorità si accorgano della mancata manutenzione sono considerevoli.

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Il presente documento è aggiornato al 16 novembre 2018.

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