Lo scorso 30 giugno 2017 è scattato il termine ultimo per l'adeguamento dei condomini che hanno il riscaldamento centralizzato: la legge dice che devono essere installati obbligatoriamente dei sotto-contatori e delle termovalvole per il risparmio energetico e promette multe salate per chi non è in regola.
 

Perché l'obbligo solo per i condomini con riscaldamento centralizzato?
 

In realtà l’obbligo riguarda i condomini che hanno un impianto centralizzato per il riscaldamento, ma anche quelli che ce l'hanno per il raffreddamento o per la produzione di acqua calda. Si tratta di edifici non recenti, ma molto diffusi nel nostro Paese, in cui tutti i proprietari condividono la stessa caldaia centrale: questi impianti vengono generalmente messi in funzione a metà ottobre e spenti a metà aprile. I modelli più vecchi, ma ancora molto utilizzati nelle grandi città, non permettono neanche di impostare una temperatura massima per gli appartamenti e normalmente funzionano ad oltranza, tutto il giorno. Vengono riscaldati allo stesso modo gli appartamenti di chi è sempre in casa e di chi è fuori per lavoro e rientra solo la sera e la spesa viene divisa sulla base dei millesimi condominiali. Al giorno d'oggi questa modalità pare proprio inaccettabile, sia in termini di spreco di denaro sia in termini di inquinamento e surriscaldamento. Nel tempo molti condomini hanno eseguito interventi migliorativi ai loro impianti installando termostati e contatori per poter suddividere correttamente i consumi sulla base delle ore di utilizzo; sono, tuttavia, ancora molto numerosi i condomini con impianti mai rinnovati.
 

Cosa dice la legge esattamente?
 

In tema di termoregolazione e contabilizzazione del calore nei condomini si è espresso il D. Lgs. 102/2014, che è il recepimento della direttiva europea n. 2012/27/UE che ha reso obbligatoria, in generale in tutta Europa, la misurazione individuale dei consumi di calore degli edifici. In particolare la legge ha come obiettivo quello di far risparmiare energia e denaro, ma diversamente da altri casi, prevede un esimente, ovvero un'eccezione. Nel caso in cui i lavori di installazione degli strumenti obbligatori fossero impossibili o anti-economici, ovvero avessero un costo sproporzionato rispetto al risparmio che ne deriverebbe, è possibile non adempiere purché il tutto sia adeguatamente documentato e certificato in una relazione stilata da un professionista abilitato. In caso contrario, l'obbligo è il seguente:

  • installare un contatore per ogni singola unità abitativa, con l'obiettivo di misurare l’effettivo consumo;
  • installare valvole per regolare la temperatura di ogni calorifero.
     

Quando sono scaduti i termini?
 

Il termine inizialmente previsto dal D. Lgs. 102/2014 era il 31/12/2016. Era anche il termine inderogabile previsto dalla direttiva europea cui la legge si è ispirata. A metà del 2017, tuttavia, il decreto Milleproroghe ha eseguito alcune correzioni al D. Lgs. 102/2014 e ha fatto slittare per l'ultima volta il termine al 30/6/2017.
 

A quanto ammontano le multe?
 

Per i condomini che non adempiono all’obbligo previsto dal decreto sono previste sanzioni amministrative comprese tra i 500 e i 2.500 €. In particolare, se il condominio non presenta al comune il progetto di implementazione delle misure indicate dalla legge, rischia un'ammenda tra i 516 e i 2.852 €. Il proprietario, invece, rischia l'ammenda - pari al massimo al 25% del valore delle opere- nel caso in cui gli interventi realizzati nel proprio appartamento siano difformi da quelli previsti e comunicati.
 

Come funziona l’esonero?
 

L’art. 9 della legge prevede l'esonero dall’obbligo d'installare i sistemi di contabilizzazione del calore nel caso in cui occorrano due condizioni: l'impossibilità tecnica degli interventi e/o la loro inefficienza economica. La presenza di una delle due condizioni deve essere, obbligatoriamente, accertata e dichiarata da un tecnico/progettista abilitato in una relazione. Tale documento andrebbe depositato in Comune entro i termini definiti dalla legge.
 

Che si può fare se si è in ritardo con gli adempimenti?
 

La legge prevede che non sia sufficiente l'approvazione dei lavori da parte dell'assemblea condominiale perché l'obbligo si posso ritenere esaudito. Anche se in ritardo rispetto ai termini previsti - scaduti il 30/6/2017- il consiglio per i condomini con riscaldamento centralizzato è quello di procedere al più presto all'installazione dei dispositivi indicati dalla legge. Si tratta, oltre che di un obbligo nei confronti dello Stato, anche di un'occasione preziosa per ridurre le spese e l'inefficienza della propria casa. Ma non solo: i condomini che, nella valutazione delle diverse opzioni per adempiere, decidessero di sostituire la loro vecchia e inefficiente caldaia con una pompa di calore moderna e ad alta efficienza energetica, ottengono anche un vantaggio fiscale non indifferente. Le legge di stabilità del 2017 ha, infatti, confermato la detrazione del 65% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica del proprio edificio. Anche se in ritardo, quindi, è sempre consigliabile mettersi in regola. In caso di controllo, infatti, è possibile che non si eviti la sanzione, ma le autorità terranno certamente conto del ravvedimento ed è probabile che decidano di irrogarne una di importo minimo.

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