Attivazione fornitura gas dopo sospensione: ecco come fare


 

Attivare una fornitura di gas in seguito a trasloco

Può accadere di cambiare casa e notare che nel nuovo appartamento in cui ci si deve trasferire è presente il contatore del gas ma non è attiva la fornitura dello stesso. In tal caso si dovrà procedere con una nuova attivazione, che richiede che vengano eseguiti una serie di passaggi, differenti a seconda delle motivazioni per cui è stata sospesa la fornitura di gas. Nelle ipotesi più semplici, il gas non arriva semplicemente perché l'inquilino precedente ha disdetto il contratto prima di trasferirsi. In caso di nuove abitazioni, è invece probabile che il costruttore abbia richiesto gli allacci (per cui è disponibile il contatore) ma non abbia mai attivato le utenze lasciando agli inquilini la possibilità di scegliere il fornitore e il tipo di contratto. Quando si cambia la residenza, quindi, è necessario contattare il fornitore con il quale si intende stipulare il contratto per comunicare non solo la volontà di richiedere un contratto ma, soprattutto, lo stato del contatore. Può infatti verificarsi che il contatore presente in casa sia rotto o manomesso e allora in tal caso si dovrà provvedere alla sostituzione. Nel caso in cui il contatore presente in casa sia di ultima generazione, ossia si tratti di un contatore digitale che può essere controllato in remoto, si potrà avere una riattivazione della fornitura in maniera rapida e, spesso, senza che sia necessaria la presenza di un tecnico. Viceversa, può rendersi necessario l'intervento di un tecnico del gas per effettuare i dovuti controlli prima della riattivazione della fornitura. Tra le varie operazioni effettuate dal tecnico vi sarà anche quella di effettuare una prima lettura, che sarà considerata quella di apertura del contratto. 

Chiusura del gas per morosità: come riattivare la fornitura

Tra i motivi che portano a dover richiedere una riattivazione della fornitura vi è la chiusura con sigilli del contatore in seguito a morosità. In seguito a mancati pagamenti di bollette, infatti, il fornitore può decidere, dopo aver sollecitato il cliente al pagamento, di intervenire chiudendo il contatore ed apponendo i sigilli allo stesso. Questa operazione non può avvenire all'improvviso ma solo in seguito a una comunicazione ufficiale, da parte dell'azienda di fornitura, in cui si comunica al cliente una data ultima per il saldo del debito che, se non saldato, porterebbe all'apposizione dei sigilli. In caso di subentro di un nuovo inquilino in un appartamento con contatore con sigilli non si può in nessun modo decidere di rompere i sigilli in maniera autonoma visto che questa azione rientra tra i reati penali punibili fino a 6 anni di carcere. Si dovrà invece effettuare una comunicazione in cui si richiede l'intervento di un tecnico per la rimozione dei sigilli e la successiva riattivazione del servizio di fornitura. 

Sospensione del gas per problemi tecnici

Un'altra possibilità che porta alla chiusura del contatore può essere quella di un guasto di tipo tecnico. Tale guasto può portare all'interruzione della fornitura del gas che, solitamente, non avviene per una singola utenza ma per un intero condominio se non per tutta una strada. Questo tipo di interruzione non porta alla chiusura del contatore, a meno di problematiche più ampie che si verificano proprio a causa di un contatore guasto. Va inoltre sottolineato che, a differenza degli altri casi, in caso di guasto il responsabile dell'interruzione della fornitura non è il fornitore, ma il distributore di zona. Nella maggior parte dei casi, questo tipo di problemi si risolve in poco tempo. In caso di problematiche maggiori, legate a fuga di gas o guasti più complessi, che necessitano anche la chiusura dei contatori, questa verrà effettuata dai fornitori che però, una volta rientrato il problema, automaticamente attiveranno nuovamente il contatore. 

Attivazione della fornitura del gas su un nuovo impianto

Un altro motivo di chiusura del contatore si può verificare in caso di modifica dell'impianto a gas. Un impianto modificato non può essere riattivato se prima non viene controllato dalla Società di distribuzione locale che deve approvare il progetto di modifica e successivamente rilasciare una certificazione dell'avvenuta variazione che viene riconosciuta a norma. Solo successivamente si potrà procedere all'attivazione, che potrà essere effettuata presentando o comunicando al fornitore una serie di informazioni che permettono di identificare l'impianto, ossia il contatore, la sua localizzazione geografica e altre importanti informazioni necessarie per assicurare la fornitura di gas.  Va sottolineato che in ogni nuova attivazione di fornitura sarà necessario inviare al fornitore una serie di informazioni. In particolare, si dovranno inviare al fornitore il codice PDR del contatore, che indica il Punto Di Riconsegna, ossia la località in cui è installato il contatore, oppure la matricola. Entrambi si trovano sul contatore stesso e sono codici alfa-numerici. Inoltre, andranno comunicati i dati del richiedente, ossia nome e cognome, codice fiscale e indirizzo di residenza. Si ricorda che per l'attivazione del servizio di fornitura del gas non è obbligatoria la residenza per l'impianto per il quale si chiede l'attivazione.  Gli impianti del gas non sono tutti uguali e, in particolare, differiscono per la potenza necessaria a soddisfare tutte le esigenze energetiche. A seconda che si faccia uso del gas per la cucina, per l'acqua calda, per il riscaldamento o per tutti questi elementi, sarà quindi necessaria una potenza differente, da leggere sul libretto della caldaia. Infine, per completare l'attivazione sarà necessario inviare un documento d'identità da allegare al contratto di fornitura e un indirizzo di recapito delle bollette. In caso si optasse per la fatturazione elettronica e per pagamento tramite domiciliazione bancaria, sarà necessario anche l'invio dell'IBAN e la dichiarazione di accettazione di pagamento tramite domiciliazione.