A partire dagli anni '60, il mercato del gas in Italia è stato affidato a Eni, che ha potuto esercitare indisturbato il suo monopolio sino al 1999. Con l'avvento del nuovo millennio, anche il nostro Paese ha infine deciso di aprirsi al libero mercato, tramite il decreto Bersani. Una fase che è poi culminata nella definitiva adesione iniziata il primo giorno del 2003, che ha naturalmente spinto una serie di nuovi attori a entrare in un mercato estremamente promettente, con il dichiarato intento di scalfire il dominio esercitato da Eni. La liberalizzazione del mercato del gas ha in pratica inaugurato una nuova era per i consumatori italiani, che sino a quel momento dovevano necessariamente rivolgersi al fornitore locale del servizio. La competizione che si è inaugurata ha infatti dato vita ad un mercato frizzante, in cui ogni giorno sono decine le aziende che si fronteggiano, cercando di strapparsi a vicenda preziose quote di mercato, approntando offerte sempre più convenienti. Proprio grazie alla concorrenza scatenatasi, si può assistere a differenze di tariffe notevoli, nell'ordine di alcune centinaia di euro. Proprio per questo motivo, prima di firmare il relativo contratto, sarebbe comunque il caso di scandagliare con grande attenzione i vari pacchetti predisposti dalle compagnie del comparto, magari mettendole a raffronto con le proprie effettive esigenze. 

Va poi ricordato che dal prossimo anno sarà obbligatorio il passaggio dal mercato di maggiore tutela a quello libero. Una fase che però vedrà anche il monitoraggio dell'autorità che presidia il mercato energetico, con il compito di stroncare in partenza eventuali comportamenti discutibili da parte delle compagnie. Per riuscire a individuare la proposta più adeguata in tal senso, si può in particolare dispiegare una strategia, composta da mosse che nonostante la loro apparente semplicità, alla fine possono condurre effettivamente al risultato sperato.  La prima in tal senso è appunto l'individuazione dei propri consumi di gas, in quanto ormai la maggior parte delle aziende sono solite concedere sconti o contributi aggiuntivi sulla base del volume di gas consumato. Per riuscire a capire il consumo annuo si può utilizzare la bolletta, ove si troverà la voce apposita. Ove non se ne abbia una sotto mano, si può ovviare con uno dei tanti comparatori presenti online, che calcolano il dato previa immissione di parametri come il numero di componenti del nucleo familiare o dei metri quadri dell'abitazione. Altro modo per limitare al massimo i costi collegati alla fornitura di gas è la scelta del metodo di pagamento. In particolare, optando per il RID, gratuito, al posto dei classici bollettini postali, consente di non dover versare le relative commissioni. Si tratta di diciotto euro all'anno che però, uniti ad altri accorgimenti di questo genere, possono alla fine costituire cifre non proprio trascurabili.

Va peraltro considerato che molte delle proposte più allettanti prevedono soltanto questa forma di pagamento e che in tal modo non è necessario versare il deposito cauzionale, ovvero quella forma di garanzia di pagamento che le aziende erogatrici di servizi energetici usano richiedere per l'attivazione dell'utenza. Non meno importante è però sapere che il libero mercato prevede piani tariffari molto diversi tra di loro, dividendosi tra prezzo bloccato, indicizzato e tutto compreso. Nel primo caso si stabilisce la tariffa che rimarrà uguale lungo tutta la durata del contratto. In tal modo il cliente non deve sottoporsi alla volatilità di un mercato, quello del gas, che dipende in larga misura da fattori geopolitici, come ad esempio la crisi dei rapporti tra Russia e Ucraina. Il prezzo indicizzato rappresenta l'esatto contrario ed è legato al variare del prezzo della materia prima. Se si pensa che nel prossimo biennio, il periodo di validità di un contratto, il settore sia destinato a vedere calare i prezzi per il rasserenarsi della situazione geopolitica, si può provare la sorte, altrimenti sarebbe meglio optare per il prezzo bloccato. Le offerte tutto compreso prevedono a loro volta il versamento di una quota fissa, ogni mese o a livello annuale, tale da consentire il consumo di una certa quantità di gas. Se si riesce a stare all'interno della taglia prefissata, può essere effettivamente conveniente, ma nel caso contrario scattano forti penalità che rendono questa formula molto penalizzante.  Va specificato come nonostante gli allarmi suscitati dalla decisione di abbandonare il mercato di maggior tutela, non ci sia molto da temere per le famiglie più svantaggiate. Proprio ad esse, infatti, è dedicato il cosiddetto bonus sociale gas, che prevede il rimborso sino al 15% di quanto speso per la fornitura di materia prima. 

Chi ha diritto ad avvalersi di questa forma di sostegno erogata dal governo con la collaborazione degli enti locali? Tutti coloro che abbiano siglato un contratto, di qualsiasi tipo, relativo ad una utenza domestica, a patto che esso sia intestato a colui che ha siglato il contratto relativo all'abitazione. Inoltre possono richiederlo anche coloro che vivono all'interno di un condominio e siano titolari di un indicatore ISEE attestato sotto la soglia dei 7.500 euro, o sotto i 20mila nel caso in cui all'interno del nucleo siano presenti non meno di tre figli di cui farsi carico.
 

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