DEFINIZIONE
Periodo di 6 (sei) mesi intercorrente tra il 1° novembre ed il 30 aprile di ciascun anno.
 


Cos'è il Periodo di Punta

Nella gestione della vendita e dei consumi del gas, bisogna tenere conto che questa risorsa energetica non viene distribuita in maniera omogenea durante tutto l'anno. In inverno, infatti, i consumi di gas sono maggiori, visto che si fa un maggiore utilizzo dell'acqua calda e, in molti casi, della caldaia per l'accensione dell'impianto di riscaldamento. Come si può leggere sul sito dell'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), il Periodo di Punta corrisponde alla fascia di tempo di sei mesi, compresi tra il primo novembre e il 30 aprile di ogni anno, per cui si registra una maggiore richiesta di gas naturale. In questo intervallo di tempo possono inoltre registrarsi delle criticità atmosferiche tali da richiedere un'ulteriore necessità di gas. In tal caso, i fornitori potranno contare sul gas stoccato, ossia su quelle volumetrie di gas che vengono acquistate esclusivamente per essere utilizzate in particolari situazioni di emergenza climatica.

Periodo di Punta e zone climatiche

Il Periodo di Punta è un intervallo di tempo ben definito e non va confuso con le zone climatiche. Queste, sono state definite dal DPR 412/1993 e ha portato a una divisione dell'Italia in base al clima, ossia alla temperatura media. La divisione non prende in considerazione solo la distribuzione delle aree da Sud a Nord ma anche delle altimetrie. Pertanto, ogni comune si ritrova ad appartenere a una particolare zona climatica per la quale vengono definiti i criteri e i tempi in cui è consentito l'utilizzo degli impianti di riscaldamento. Le fasce climatiche sono sei: va tuttavia sottolineato che una delle fasce raggruppa solo tre comuni. Si tratta della fascia A, ossia quella con le temperature medie invernali più alte, che si registrano solo a Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. Per sapere in che fascia si ritrova il proprio Comune basterà consultare il sito dell'ARERA, o chiedere presso gli uffici del Comune stesso.

A seconda della fascia climatica sono stabiliti i periodi dell'anno in cui le strutture pubbliche e i condomini devono accendere e spegnere i termosifoni. Ad esempio, i comuni della zona A, ossia la più calda, prevedono l'accensione del riscaldamento per sei ore al giorno dal primo dicembre al 15 marzo mentre quelli della zona E possono tenere i riscaldamenti accesi per 14 ore dal 15 ottobre al 15 di aprile. La fascia climatica più calda, ossia la zona F, non prevede limiti e i riscaldamenti possono essere utilizzati in qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi mese. Va ricordato che i periodi di accensione e spegnimento delle zone climatiche dipendono esclusivamente dalla rigidità delle temperature medie. Il periodo di punta tiene naturalmente conto dei maggiori consumi di gas che vengono fatti proprio nella stagione autunnale e invernale, ma non è influenzata dalle fasce climatiche. Questo significa che esso inizia e termina, in tutta Italia nella stessa data.

Periodo di Punta e Periodi Fuori Punta

Se il Periodo di Punta viene definito come il semestre che va dal primo novembre all'ultimo giorno di aprile, viene invece definito Periodo Fuori Punta l'altro semestre, ossia quello che va dal primo maggio fino all'ultimo giorno di ottobre. Durante questo intervallo di tempo, come si può facilmente intuire, i consumi medi di gas sono inferiori rispetto al Periodo di Punta. Si tratta, infatti, del periodo tardo primaverile-estivo, durante il quale i riscaldamenti non vengono quasi mai accesi se non nelle zone a fascia climatica F, quella che prevede temperature molto rigide e che porta all'accensione degli impianti di riscaldamento anche a fine primavera o in tarda estate.

Non bisogna tuttavia pensare che i costi del gas cambino in base al periodo, ossia alla stagione. Essi restano invariati sia per il Periodo di Punta che per il Periodo Fuori Punta. Se, confrontandoci con amici e colleghi che vivono in zone d'Italia differenti si trovano delle discrepanze con le bollette e le tariffe del gas, queste non sono dovute a un confronto fatto tra diversi periodi dell'anno quanto piuttosto ad altri fattori, come l'area geografica in cui si vive e i consumi medi annui. Quando si fa un utilizzo maggiore o minore del gas, infatti, si possono trovare contratti di fornitura più o meno convenienti, ossia con tariffe che si differenziano proprio in base ai consumi del gas. Questi, infatti, presentano delle soglie di consumo che aumentano proprio in relazione ai consumi del gas.

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, wikipedia.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 15 ottobre 2018.

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