DEFINIZIONE
Differenza, relativa a un Giorno-gas, tra i quantitativi di gas - espressi in energia – misurati presso i Punti di Entrata e di Uscita in corrispondenza degli hub di stoccaggio e i quantitativi di gas – espressi in energia - programmati presso i medesimi Punti.
 


 

Lo sbilanciamento complessivo del sistema (o, in acronimo, SCS) indica una misura della deficienza di materia prima presente, per ogni singolo giorno-gas, rispetto allo standard di bilanciamento derivante dai calcoli effettuati dall'azienda di distribuzione. Dal punto di vista matematico, esso può essere rappresentato come la differenza, per un dato giorno-gas, tra il quantitativo espresso in energia del gas presente ed effettivamente misurato nei punti di entrata e di uscita e il medesimo quantitativo atteso presso i punti medesimi. Lo sbilanciamento, quindi, è un modello che indica la quantità di materia prima in più o in meno che risulta presente nel sistema rispetto a quella attesa secondo il sistema dello Sbilanciamento previsionale.

L'attività di bilanciamento

Il bilanciamento è uno dei servizi, disciplinati dalla legge, in cui si sostanziano le attività che devono essere compiute dall'ente che gestisce il sistema di trasporto dell'energia. Questo servizio mira a far sì che sussista un rapporto costante tra quantità di gas immesso nel sistema attraverso i Punti di Entrata ed estratto dal medesimo attraverso i Punti di Uscita: questo punto di equilibrio permette, infatti, di poter assicurare efficacemente il servizio di trasporto, garantendo l'occupazione costante di tutta la capacità di trasporto disponibile. Materialmente, il bilanciamento si compone di due distinte operazioni: - il bilanciamento fisico del sistema, che attiene propriamente alle operazioni effettuate dal trasportatore circa il controllo dei parametri di flusso, al fine di garantire la migliore e più efficiente movimentazione della materia prima tra immissioni e prelievi; - il bilanciamento commerciale del sistema, che indica invece le attività di contabilizzazione e distribuzione: si tratta, in altri termini, della misurazione della quantità di materia prima immessa e prelevata ai fini del calcolo delle tariffe dovute dagli utenti del gestore sia per il trasporto medesimo che per l'occupazione di capacità di trasporto presente sul sistema. Il bilanciamento è espressamente regolato dalla legge (prime fra tutte le norme europee e il Decreto Letta) ed è considerato tra i compiti precipui del trasportatore, cui compete l'obbligo di esercizio corretto della rete al fine di soddisfare le richieste di trasporto degli utenti (tutela del mercato) e l'efficienza del sistema di fornitura agli utenti finali (tutela dei consumatori).

Le attività connesse al bilanciamento

Peraltro, il bilanciamento non si esaurisce in un'attività di monitoraggio da parte dell'ente che gestisce le infrastrutture di trasporto. Infatti, anche gli utenti sono tenuti ad effettuare immissioni o prelievi dal sistema coerenti con gli obiettivi del bilanciamento: questo perché il trasportatore non è proprietario della materia prima e compete agli utenti prelevare esattamente la medesima quantità di gas immesso. Ciò comporta, a carico delle società di fornitura, di effettuare previsioni in ordine al fabbisogno atteso dai propri utenti: in altri termini, una società fornitrice di gas dovrà sapere, in un dato torno temporale, di quanta materia prima avranno bisogno i propri clienti e parametrare, conseguentemente, le richieste di capacità per valori commisurati e congrui. Dal punto di vista dell'azienda di distribuzione, inoltre, esistono strumenti da adottare nel caso in cui si verifichi una condizione di sbilanciamento del sistema. Ad esempio, Snam Rete Gas (responsabile della rete di distribuzione nazionale) ha la possibilità di poter ricorrer alle riserve di materia prima presenti nei siti di stoccaggio ove si verifichi un deficit di materia prima disponibile oppure per modulare la richiesta oraria di gas in determinati momenti o, infine, per far fronte a modifiche nel livello di tensione che richiedono un apporto maggiore o minore di afflusso di materia prima.

Le operazioni connesse all'SCS

Tra le numerose attività previsionali di cui deve farsi carico l'azienda di distribuzione, la Delibera dell'Autorità energetica 45/2011 ha stabilito che il trasportatore, in quanto responsabile del servizio di bilanciamento, è tenuto a determinare lo Sbilanciamento Complessivo del Sistema e di approntare gli opportuni rimedi di ricorso allo stoccaggio per coprire lo sbilanciamento riscontrato. Se si considera, come anticipato, il valore SCS come quantità accertata in deficit o in surplus sul sistema rispetto ai valori attesi, ne consegue che il responsabile del bilanciamento dovrà ricorrere alle riserve in stoccaggio in presenza di valori inferiori a quelli attesi, oppure ridurre conseguentemente la capacità disponibile fino al rientro a valori normali (o, viceversa, incrementare il flusso in uscita per riportare la situazione ad una fase di bilanciamento). Per potersi verificare la condizione di SCS è naturalmente necessario ricorrere ad un sistema previsionale, che prende il nome di Sbilanciamento Previsionale di Sistema: in altri termini, il gestore della distribuzione provvede all'elaborazione di modelli teorici con i quali prevedere, con la massima accuratezza, possibili situazioni di sbilanciamento, includendo tra i fattori da considerare tutti quelli che possono provocare un'alterazione del livello di flusso ordinario. A tal fine è necessario che tutti gli utenti della rete forniscano al gestore le informazioni concernenti l'immissione e il prelievo di gas dalla rete.

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Il presente documento è aggiornato al 25 ottobre 2018.

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