L'energia geotermica è una fonte di produzione di energia elettrica (e termica)che sfrutta l’energia accumulata sotto forma di calore sotto la superficie terrestre. Si tratta di una fonte rinnovabile "classica" il cui sfruttamento, tuttavia, è rimasto finora in secondo piano rispetto, ad esempio, all'idroelettrico: vediamone pro e contro.

L'energia geotermica

Si tratta, come anticipato, di una fonte rinnovabile utilizzabile per la produzione di energia elettrica che, come suggerisce il nome di derivazione greca, sfrutta il calore naturalmente prodotto dalla terra (o, meglio, dalla crosta terrestre attraverso i movimenti tettonici o le caldere para-vulcaniche)come fonte per la produzione di energia elettrica in un ciclo termodinamico. È una fonte nota da molti anni, tanto che l'Italia detiene il primato nella costruzione della prima centrale geotermica, costruita a Larderello (provincia di Pisa) già nel 1913, sull'idea del principe Piero Ginori Conti che aveva sperimentato nel 1904 il primo generatore geotermico, sfruttando il calore di una caldera (da cui derivava la produzione dei "fuochi fatui") per accendere delle lampadine. Nonostante la sua nascita precoce, di molto anteriore ad altre forme di energia rinnovabile quali l'eolico e il solare, la geotermia non è ampiamente sfruttata, tanto che, limitando l'analisi all'Italia, secondo uno studio del CNR del 2012 soltanto lo 0,70% dell'energia complessivamente prodotta in un anno deriva da questa fonte. Tuttavia, secondo i dati diffusi da Legambiente nel 2013, il numero di impianti sta crescendo progressivamente, andando ad incrementare la produzione relativa e sottraendola alle fonti non rinnovabili. Ma quali sono le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi legati alla geotermia?

Caratteristiche e vantaggi della geotermia

Come intuibile, l'energia geotermica sfrutta l'energia del sottosuolo,ovvero l'energia termica rilasciata dai processi di decadimento nucleare naturale degli elementi radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all'interno della Terr. La quantità di energia così prodotta è potenzialmente illimitata, anche se soltanto una minima parte di essa può giungere all'uomo per il suo sfruttamento. Non a caso, lo sfruttamento dell'energia geotermica è limitato a quelle aree in cui le condizioni geologiche permettono il trasferimento del calore interno della terra verso la superficie, come avviene in presenza di corsi d'acqua sotterranei, caldere o geyser che arrivano in superficie. La potenza termica ottenuta dai vapori e dalle altre risorse geotermiche di questo tipo, è utilizzata come fonte per un ciclo termodinamico, elemento che permette la produzione dell'energia elettrica. Peraltro, molte applicazioni prevedono la produzione combinata di energia elettrica e termica (CHP) e lo stesso calore così prodotto può essere utilizzato direttamente per il calore domestico, attraverso l'installazione di pompe di calore elettroniche, o in mille altri campi, quali l'irrigazione in agricoltura, il riscaldamento in serra, l'acquacoltura e molto altro. Il vantaggio principale connesso a questo tipo di impianti è senza dubbio quello legato alla quasi assente capacità impattante sull'ambiente: trattandosi di una fonte al 100% naturale, essa non residua alcuno scarto, né i processi di produzione dell'elettricità determinano emissioni di alcun tipo. Peraltro, i costi di produzione sono molto bassi, paragonabili a quelli dell'energia fotovoltaica: il che, se si incrementasse la produzione, potrebbe portare ad un taglio delle bollette fino al 50%.

I contro dell'energia geotermica

Accanto a queste caratteristiche, tuttavia, va detto che esistono alcuni effetti negativi, soprattutto dal punto di vista ecologico, che non possono essere trascurati. In primo luogo, la necessità di perforare il terreno e di intervenire a livello geologico per indirizzare e quindi sfruttare le fonti di calore: tutti interventi che hanno una discreta capacità di intervenire sul dissesto idrogeologico del territorio. Da non trascurare, inoltre, che una parte degli effluvi provenienti dal sottosuolo possono conservare alcuni gas accumulati, quali anidride carbonica, metano e ammoniaca, che attraverso i processi di sfruttamento e produzione vengono rilasciati nell'atmosfera. Né si può sottovalutare l'inquinamento termico derivante dallo scarto delle acque utilizzate per la produzione di energia, che sono normalmente molto più calde di quelle dei fiumi e dei mari in cui vengono sversati.

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Il presente documento è aggiornato al 23 novembre 2018.

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