È ormai comune essere contattati da società energetiche che ci propongono contratti per la fornitura di gas, oppure vederne la pubblicità sui principali media o notare che sponsorizzano eventi sportivi o culturali. Ma chi sono queste società che si pongono come intermediari per alimentare il gas dei fornelli o della caldaia di casa? Vale a dire, chi può operare nel mercato libero del gas? Per rispondere a questa domanda è necessario dapprima fare luce sulla filiera del gas che, dagli impianti di produzione esteri, porta il gas sino al contatore di casa.

L’importazione del gas in Italia
 

L’Italia dipende per quasi il 90% dall’importazione di gas dall’estero. La maggior parte del gas arriva dalla Russia, dal Nord Africa (Libia e Algeria) e dal Qatar e in misura minore dai rigassificatori di LNG del nord Europa. Sono le grandi major ed i grandi trader internazionali ad estrarre il gas e a trasportarlo tramite i gasdotti o navi metaniere sino ai nostri confini. Nel nostro paese queste società spesso non operano su tutta la filiera ed il consumatore finale non le vede apparire tra i soggetti che offrono gas al dettaglio. È ad esempio il caso di Gazprom (Russia) e Sonatrach (Algeria).

L’importazione del gas in Italia avviene per mezzo dei soggetti denominati shipper, cioè coloro i quali sono abilitati ad operare sulla rete nazionale di trasporto ad alta pressione e ad utilizzare le infrastrutture di stoccaggio del gas. Tra questi compaiono società italiane ed estere più note al pubblico come Eni, Sorgenia, E.On, ecc. La lista degli shipper che di fatto animano il mercato all’ingrosso del gas naturale non coincide né esaurisce l’elenco di chi può operare nel mercato libero del gas naturale.

Le società che possono gestire la fornitura ai clienti finali nel libero mercato sono definite “società di vendita”. Alcune di queste svolgono anche il ruolo di shipper, mentre altre operano soltanto sull’ultimo tratto della filiera del gas naturale, che corrisponde alle reti urbane a bassa pressione. Le società di vendita, tuttavia, non vanno confuse con i distributori locali: le prime si occupano della fornitura della materia prima, mentre le seconde gestiscono le infrastrutture per la distribuzione del gas; la loro remunerazione è fissata dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti (ARERA) e non dipende dal costo del gas naturale trasportato.

L’attività svolta dalla società di vendita è quella di acquistare il gas all’ingrosso e rivenderlo al dettaglio al cliente finale. A tale scopo la società di vendita ha bisogno di utilizzare la capacità di trasporto sulle reti dei distributori di cui paga il servizio. La società di vendita proporrà al cliente il contratto per la fornitura di gas e nei confronti del cliente stipula il contratto per l’acquisto di gas e, normalmente, intrattiene i rapporti con il distributore per le attività propedeutiche alla fornitura.

La figura della società di vendita di gas naturale è conseguenza diretta degli interventi normativi volti a liberalizzare il mercato dell’energia elettrica e del gas. In particolare, con il decreto legislativo 23 maggio 2000 n. 164 che recepisce la direttiva comunitaria 98/30/CE, si diede inizio alla liberalizzazione del settore, permettendo ai consumatori più grandi di svincolarsi dal prezzo-tariffa del regime monopolistico e di scegliere le offerte del libero mercato proposte dalle società di vendita. Il processo negli anni è continuato ed ora è normale anche per i consumatori domestici far ricorso al libero mercato per ottenere un risparmio sulla bolletta e servizi maggiormente personalizzati.

 

Il mercato libero del gas
 

Abbiamo finora parlato di mercato libero senza però addentrarci nella sua definizione. Di fatto, per offerte del mercato libero si intendono tutte le offerte di fornitura di gas naturale operate dalle società di vendita che non rientrano all’interno del regime del servizio di tutela. Il servizio di tutela, strettamente regolato dall’ARERA, consiste in una fornitura le cui condizioni contrattuali ed il prezzo di acquisto del gas sono definiti dall’Autorità. Esso si rivolge a tutti i clienti domestici che non hanno scelto di passare al mercato libero. Hanno perciò diritto ad un contratto a condizioni tutelate i clienti finali domestici e i condomini con consumi annuali che non superano i duecentomila metri cubi di gas. Da notare che la Legge Concorrenza 2017 ha stabilito l’abolizione del regime tutelato a partire dal 1° luglio 2019. Da tale data, infatti, tutti i clienti avranno la possibilità di fruire di contratti luce e gas con tariffe fissate dagli operatori di libero mercato.

I soggetti abilitati dall’Autorità alla vendita del gas naturale ai clienti finali sono raccolti dal Ministero dello Sviluppo Economico in un apposito elenco, che al 1° Gennaio 2018 conta ben 589 società di vendita. La loro dimensione è estremamente diversa e varia dalla piccola società di rivendita di gas, alla multiutility territoriale, sino alla grande società di capitali integrata verticalmente su tutta la filiera dell’energia. Se la piccola società svolge per via diretta poco più dell’attività di procacciamento clienti e si affida a soggetti terzi per l’operatività legata alla fornitura, le grandi società svolgono invece tutte le attività internamente, spesso con un incremento dell’efficienza, dell’affidabilità, nonché della varietà dei servizi offerti.

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