Il servizio di maggior tutela nel mercato dell'elettricità italiano

Cos’è la Maggior Tutela

Il Decreto Legge numero 73 del 2007, convertito nella Legge del 03/08/2007, numero 125, ha introdotto dal 1° luglio 2007 la completa liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. La normativa ha stabilito anche misure urgenti indispensabili per l’attuazione del passaggio, come previsto dalle disposizioni comunitarie in materia. Nasce così il Servizio di Maggior Tutela per il passaggio al mercato libero dell’energia, definito regime tariffario stabilito dall’:Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico.

Grazie alla liberalizzazione del mercato, il consumatore ha diritto di scegliere a quale fornitore di energia vuole rivolgersi, approfittando delle varie tipologie di offerte e promozioni, abbandonando il regime precedente che imponeva delle precise regole alla base della fornitura di energia. Per i cittadini che non hanno deciso, oppure non vogliono passare ad altro fornitore, il servizio di maggior tutela consente di evitare il mercato libero. Riassumendo, possiamo affermare che il consumatore che rimane nel marcato tutelato può non cambiare fornitore, agevolarsi delle condizioni economiche così come regolamentate dall’autorità preposta e sapere che il produttore e distributore dell’energia coincidono nello stesso soggetto. Il servizio di maggior tutela consente garanzie di fornitura di energia elettrica a determinati clienti, che sono:

  • Utenze domestiche
  • Utenze per usi diversi dall’abitazione. In questo caso parliamo di imprese in bassa tensione, con meno di 50 dipendenti ed un fatturato annuo che non supera i 10 milioni di euro
  • Illuminazione pubblica

Da rammentare che l’eventuale scelta di entrare nel mercato libero non impedisce all’utente di tornare indietro, egli può cioè nuovamente siglare un successivo accordo commerciale per sfruttare le agevolazioni della normativa riguardo il mercato tutelato. Nell’ambito della maggior tutela i maggiori fornitori erano il Servizio Elettrico Nazionale, l’ACEA Energia, A2A Energia e Iren Mercato. Queste aziende detenevano quasi la totalità della fornitura di energia, lasciando un misero 1% agli altri numerosi fornitori, che operano ad oggi soprattutto nel mercato libero. Ricordiamo che dal 2019 il mercato di Maggior Tutela verrà meno, spingendo gli utenti a doversi rifare alle varie offerte presentate con la liberalizzazione.

Aspetti positivi del Mercato Libero

Quali sono i motivi che possono spingere a modificare l’offerta commerciale sulla fornitura elettrica? Innanzitutto la condizione che nel mercato tutelato i prezzi che l’utente deve corrispondere riguardo i propri consumi sono stabiliti dall’Autorità preposta. Significa che vengono influenzati dagli aumenti disposti periodicamente, con la conseguenza di ritrovarsi i relativi costi nella bolletta senza avere alcuna possibilità di intervenire. Questo non accade nel mercato libero, dove le offerte e promozioni possono presentare precisi costi in corrispondere di determinati periodi di consumo. Molti operatori nel settore presentano contratti commerciali che prevedono il prezzo fisso normalmente per 12 o 24 mesi, in questo modo l’utente può risparmiare evitando gli aumenti imposti dall’Autorità. Ciò comporta evidenti vantaggi che a livello annuo possono divenire molto convenienti, inoltre il cliente può ricorrere alle offerte monorarie. Esse consentono di avere un preciso prezzo dell’energia a prescindere dall’ora del consumo, consentendo di non doversi preoccupare delle differenze tra giorno e notte. Ad esempio offerte dell’Enel, Edison e Sorgenia presentano questo vantaggio che per molti utenti è risultato allettante, convincendolo a passare al mercato libero.

Il dibattito in materia di mercato libero

Così come esistono considerazioni favorevoli al mercato libero, sono anche presenti valutazioni negative a riguardo che mettono in luce aspetti sfavorevoli, frutto soprattutto di politiche commerciali propense solamente ad accrescere i guadagni. Dobbiamo subito stabilire che un mercato è libero quando esistono più operatori del settore a prestare il servizio richiesto, così che il servizio offerto sia vantaggioso per riuscire ad essere concorrenziale. A questo dobbiamo aggiungere una adeguata normativa emanata per tutelare il consumatore, il quale può rimanere facilmente vittima delle condizioni contrattuali presenti in promozioni commerciali poco chiare.

La prima considerazione negativa consiste nella decisione del Governo Italiano sull’inevitabile passaggio nel 2019 unicamente al mercato libero, affermando che è conseguenza di precise richieste provenienti dalla UE. Tuttavia è da sottolineare che la Comunità Europea ha indicato precise disposizioni riguardo le tariffe amministrative che presentano agevolazioni concesse dallo Stato, senza mai avere imposto la cessazione del mercato di maggior tutela. Anzi, la Commissione UE per l’Energia ha sollevato pesanti critiche nei confronti del Governo Italiano riguardo la sua decisione, indicando come non esistesse alcuna normativa europea che imponesse la cessazione del mercato tutelato.

La seconda importante critica, mossa specialmente dalle associazioni dei consumatori, si concentra sull’esistenza di un controllo sul mercato libero ad opera di precisi operatori. Difatti esiste un oligopolio che individua in poche aziende che operano nel settore un elevato potere economico e possono imporre la propria volontà organizzandosi in un vero e proprio cartello e facendo sì che i vantaggi derivanti dall’aspetto concorrenziale vengano meno. Come da dati rilevati, l’energia nel mercato libero è più cara del 15 % rispetto alla maggior tutela, in quanto chi ha sfruttato le promozioni iniziali ha poi visto lievitare eccessivamente il costo delle proprie bollette.

Infine in molti affermano che si avranno sul mercato della fornitura di elettricità le stesse conseguenze che si sono avute nel caso della RC Auto, con tariffe che in tanti casi hanno aggravato di molto il costo delle polizze. Una situazione che mette il consumatore in una situazione di eccessivo sfavore, obbligandolo a sottostare ad aggravi eccessivi, come prospettano coloro i quali considerano il mercato libero unicamente un vantaggio per i produttori e i fornitori.