Quando parliamo di fonti energetiche, uno degli aspetti meno considerati fra i non addetti al settore è quello che attiene al costo di creazione (o produzione) dell'energia in base alla fonte considerata. Si tratta, invece, di un parametro molto importante che può determinare l'incentivazione al ricorso all'una o all'altra fonte, a prescindere dalla portata ambientale, ma tenendo conto unicamente della sua efficienza produttiva.

Quali fattori considerare per i costi di creazione dell'energia?

Per poter calcolare correttamente i costi relativi alla produzione dell'energia è necessario tenere in considerazione alcuni fattori che incidono su tale aspetto. Tra questi un primo elemento da considerare è senz'altro quello relativo ai costi di capitale necessari all'implementazione degli impianti necessari alla produzione e/o allo sfruttamento della fonte energetica: tali costi saranno certo diversi per le tecnologie tradizionali, come per le centrali a combustibili fossili, e per altre tipologie di fonti, come il nucleare, il solare o le altre fonti alternative. Tenendo in considerazione questo parametro, l'energia più costosa per investimenti richiesti è, allo stato attuale, quella solare-termica. Oltre ai costi iniziali, vanno però tenuti in considerazione anche quelli operativi, legati cioè al funzionamento degli impianti e alla loro manutenzione: in questo caso, si tratta di costi particolarmente elevati per l'approvvigionamento della materia prima (come nel caso del carbone o del materiale fissile usato per il nucleare) e, invece, particolarmente bassi per le fonti che non necessitano ulteriori approvvigionamenti (come il fotovoltaico e l'eolico, in cui, invece, sono presenti solo costi di manutenzione). Ne deriva, in questo caso, che i costi più bassi sono quelli delle energie rinnovabili e del gas naturale. Nel computo dei costi, inoltre, possono rientrare altre voci, come quelli relativi allo smaltimento degli eventuali scarti produttivi (elevati nel caso del nucleare e dei combustibili fossili, bassi nel caso del geotermico e dell'idraulico, assenti nel caso del solare e dell'eolico). Per altro verso, va anche considerata una voce che attiene all'efficienza energetica prodotta che, allo stato attuale, può compensare gli elevati costi di operatività: da questo punto di vista l'aspettativa di funzionamento su base annua è molto alta nel caso del nucleare e medio-bassa nel caso dell'eolico e del solare.

Come calcolare i costi in base ai fattori considerati

Un problema ulteriore che si pone in questa analisi, una volta considerati i fattori da valutare, attiene alla metodologia di calcolo che, visti i diversi parametri esistenti da Paese a Paese, rende particolarmente difficile il ricorso ad un criterio omogeneo. Per questo motivo, a partire dagli anni '80 si segue uno standard (creato dalla IEA americana), che permette di calcolare il costo per kWh di energia elettrica partendo dalla rispettiva fonte (solare, nucleare, fossile, e così via). Tale metodologia di calcolo tiene in considerazione sia i profili finanziari (intesi come la somma degli investimenti e dei costi sostenuti per l'avvio dell'impianto), sia quelli gestionali e di approvvigionamento (ivi compresi i costi di smantellamento e quelli assimilati, come la gestione delle scorie nel caso del nucleare), sia, infine, i livelli di immissioni di CO2, valutati come costi a spese della collettività.

I costi dell'energia per fonte

Una volta presi in considerazione i fattori giusti e un metodo di calcolo univoco è possibile dare credito alle stime che vengono effettuate. In questo caso, possiamo riportare i seguenti dati. Per quanto concerne le centrali che producono elettricità attraverso la combustione del gas, il costo per chilowattora prodotto è pari a circa 7 centesimi di euro. Nel caso del solare fotovoltaico, questo costo triplica a oltre 23 centesimi di euro, mentre tra le energie più economiche si pone il nucleare, che si ferma a poco più di 8 centesimi di euro. Venendo ai dettagli di queste voci, nel caso degli impianti a gas naturale i più elevati costi si registrano per l'acquisto della materia prima sul mercato (il metano). Viceversa, nel caso del nucleare, il costo del combustibile (l'uranio) ha un'incidenza inferiore sul totale, mentre i costi maggiori attengono alla fase di costruzione delle centrali, ai costi di manutenzione e a quelli di stoccaggio delle risorse. Nel caso del solare, infine, il costo di approvvigionamento è assente, ma sono molto elevati i costi di costruzione (dato l'elevato prezzo del silicio con cui sono costruiti i pannelli), di installazione e di manutenzione degli impianti, che pesano totalmente sul costo dell'energia prodotta.

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Il presente documento è aggiornato al 5 dicembre 2018.

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