DEFINIZIONE
Regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009 relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale e che abroga il Regolamento (CE) n. 1775/2005.
 


 

Il Regolamento CE/715/2009 del Parlamento e del Consiglio Europeo è un atto legislativo comunitario emanato il 13 luglio 2009 e concernente la disciplina relativa all'accesso delle reti di trasporto del gas naturale: vista la sua natura giuridica, esso è vincolante per tutti gli Stati membri, che hanno adottato relative discipline di attuazione delle prescrizioni in esso contenute.

I piani per lo sviluppo della rete europea

Il Regolamento 715/2009 è intervenuto nella delicata materia dell'interconnessione e sviluppo dei sistemi di distribuzione trans-europei, prevedendo appositi meccanismi volti ad incentivare ed intensificare le relazioni commerciali tra gli Stati membri sul fronte della distribuzione dell'energia. Dal punto di vista dello sviluppo della rete comunitaria, il Regolamento in questione ha previsto specifici piani di investimento nazionali, creati sulla base di apposite consultazioni regionali (basate a loro volta sui cosiddetti "GRIP - Piani di investimento regionali"). Sulla scorta di tali raggruppamenti, viene affidata ad una nuova Autorità di vigilanza europea la verifica e il coordinamento relativo alle infrastrutture energetiche trans-europee, che rientrano all'interno dei Progetti di Interesse Comune ("PIC") ai diversi Stati membri. A tal fine, il Regolamento, rinviando per le specifiche applicative ad apposito Allegato, ha emesso disposizioni in tema di gestione delle assegnazioni della capacità di trasporto, in particolare in ipotesi di congestione contrattuale dovuta a fenomeni di over-subscription e buy-back.

Gli obiettivi del Regolamento 715/2009

Dal punto di vista dei risultati mirati con questo atto normativo, il Regolamento ha inteso introdurre norme per la disciplina delle condizioni di accesso al sistema di trasporto del metano, calibrando le specifiche regole alle caratteristiche peculiari di ogni mercato nazionale e regionale. Questo obiettivo è stato perseguito introducendo condizioni non discriminatorie che concernono anche gli impianti di rigassificazione e stoccaggio, il tutto al fine di semplificare lo sviluppo di un mercato unico trasparente ed efficiente e favorire l'approvvigionamento di materia prima da parte dei paesi a più alto accesso all'importazione (tra cui, ovviamente, anche l'Italia).

La cooperazione dei gestori del trasporto

Per meglio addivenire allo sviluppo di un mercato integrato e di un'infrastruttura comune, il Regolamento ha previsto che tutti gli enti, pubblici o privati, attivi nel campo del trasporto di energia siano obbligati a cooperare con i propri concorrenti comunitari mediante un'apposita Autorità (la REGST): si tratta di un'Agenzia volta ad introdurre e verificare il rispetto di procedure applicabili a tutti gli operatori del mercato del gas. Il sistema di controlli in questione prevede anche il necessario intervento della Commissione europea: tutte le proposte tese alla realizzazione di collegamenti infrastrutturali, punti di interconnessione e creazione di nuovi impianti sono sottoposte al parere sui progetti in questione, d'intesa con l'Agenzia medesima. L'autorità in questione ha, tra i propri compiti principali, quello di elaborare i codici di rete relativi alle infrastrutture trans-europee identificate nei progetti di cooperazione. Questi codici di rete possono essere presentati su iniziativa delle singole imprese partecipanti o, in assenza, da parte della Commissione medesima. Oltre a ciò, l'Autorità ha il potere di adottare strumenti per la gestione della rete, finalizzati ad assicurare il coordinamento delle operazioni affidate agli enti dei singoli Stati Membri per i punti di interconnessione di interesse; può promuovere interventi mirati o procedere all'emanazione di raccomandazioni volte a favorire la risoluzione di crisi o contrasti tra gestori di sistemi di trasporto infra-europei o relativi a Paesi Terzi.

Gli interventi sulle infrastrutture comuni

Relativamente alle porzioni di infrastruttura che ricadono sotto l'applicazione del Regolamento 715/2009, l'Autorità ha il potere di disciplinare con il proprio codice di rete numerosi settori, con l'obbligo di assicurare, tuttavia, la parità di trattamento e di tenere ragionevolmente in conto le specificità regionali. Tra gli interventi programmabili in materia si possono individuare la redazione di norme concernenti la sicurezza e affidabilità della rete, il collegamento e l'individuazione di nuovi punti di interconnessione, l'accesso dei terzi all'infrastruttura comune, la fissazione di procedure operative in caso di emergenza, con la conseguente attribuzione ad uno o più attori regionali, competenti territorialmente, di adottare le relative condotte. Ancora, il codice di rete può disciplinare in modo compiuto l'assegnazione di capacità di trasporto, riconoscere priorità di approvvigionamento e di assegnazione, ma anche intervenire con direttive apposite sugli scambi commerciali tra fornitori ed operatori che accedono alla rete; da ultimo, può definire le norme che attengono al sistema di bilanciamento, individuando tutte le procedure concernenti i programmi di trasporto, sia per quanto riguarda le immissioni che per quanto concerne le asportazioni sulla rete comune.

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Il presente documento è aggiornato al 23 ottobre 2018.

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