DEFINIZIONE
Periodo di 6 (sei) mesi intercorrente tra il 1° maggio ed il 31 ottobre di ciascun anno.
 


Periodo Fuori Punta: di che si tratta?

Il mercato del gas, ossia la compravendita e i consumi di questa risorsa energetica, presenta dei momenti di maggiore o minore richiesta in base ai periodi dell'anno. Se si pensa che il gas naturale viene utilizzato, dalle utenze domestiche, soprattutto per la produzione di acqua calda e per il riscaldamento, si può facilmente comprendere come esso sia maggiormente richiesto durante il periodo invernale. Proprio per questo motivo, si può parlare della suddivisione delle esigenze di gas domestico in due periodi, il Periodo di Punta e il Periodo Fuori Punta . Il primo va dal primo novembre al 30 aprile mentre il Periodo Fuori Punta corrisponde all'intervallo di tempo che va dal primo maggio all'ultimo giorno di ottobre. Il sito dell'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) riporta con chiarezza il significato e la durata di queste due fasce temporali che, tuttavia, non influenzano i costi del gas, ma sono solo rappresentative dei consumi medi dei consumatori. Il Periodo Fuori Punta può portare a registrare consumi inferiori rispetto alla media annua: naturalmente, i quantitativi di gas utilizzato, anche durante il periodo tardo primaverile e di inizio autunno, dipendono molto dalle zone climatiche.

Le zone climatiche e gli orari per l'accensione e lo spegnimento del riscaldamento

Quando si parla di consumi di gas sulla penisola italiana, non si può non fare riferimento alle zone climatiche. In Italia, infatti, le temperature medie possono essere molto differenti, non solo tra il Sud e il Nord, ma anche tra le aree di pianura e le vicine zone montuose. Per meglio regolare la distribuzione e i consumi del gas, in ottica di una migliore gestione dell'energia, nel 1993 sono state introdotte, con il DPR 412, le zone climatiche. Le zone climatiche italiane sono sei e vengono indicate con le lettere che vanno dalla A alla F. Nella zona climatica A rientrano solo tre comuni, che presentano temperature medie annue mediamente elevate. La differenza nella gestione del riscaldamento e, quindi, nel consumo di gas nelle diverse zone, si basa soprattutto sui periodi e le ore in cui viene autorizzata l'accensione del riscaldamento. Contrariamente a quanto si può pensare, questo problema non riguarda solo il periodo invernale. La zona climatica F, ad esempio, ossia la zona più fredda, non presenta limiti di orario o tempo per l'accensione del riscaldamento. Pertanto, in caso di una primavera o un autunno più freddi del solito, vi potrà essere una maggiore richiesta di gas naturale nonostante ci si trovi in Periodo Fuori Punta.

Costo del gas, zone climatiche e Periodo Fuori Punta

Quando si parla della distribuzione del gas per uso domestico, è importante saper distinguere una serie di parametri che permettono di comprendere meglio come migliorare la gestione energetica e, quindi, risparmiare sui consumi. Per prima cosa, va sottolineato che il costo del gas non varia a seconda che ci si trovi nel Periodo di Punta o nel Periodo Fuori Punta. La differenza sui consumi è l'unico principale elemento che porta a pagare costi differenti in bolletta. Se, tuttavia, parlando con parenti o amici che abitano in città differenti ci si trova a notare delle differenze anche accentuate sui costi del gas, allora è probabile che ci si sta confrontando con persone che vivono in zone climatiche diverse. Le varie zone climatiche, infatti, presentano differenti prezzi del gas. Un altro elemento che porta a differenziare i costi del gas tra un consumatore e un altro riguarda i consumi. Indipendentemente dal fornitore scelto, infatti, il prezzo del gas presenta variazioni di prezzo in base alle soglie di consumo. Tutte le informazioni relative alle zone climatiche, ai costi e alle soglie di consumo, possono essere trovate sul sito dell'ARERA (https://www.arera.it/) oppure sul sito del venditore con il quale si intende stipulare il contratto per la fornitura di gas.

Conoscere la propria zona climatica

Come già evidenziato, le sei zone climatiche non sono state definite solo tenendo conto della latitudine alla quale si trova un determinato comune, ma anche della sua altezza sul livello del mare. Questo comporta che, anche in alcune zone montuose del Sud Italia si possono trovare zone climatiche che autorizzano un maggiore utilizzo dei riscaldamenti. Per sapere in quale zona climatica si trova il proprio Comune di appartenenza basterà controllare il sito dell'ARERA o rivolgersi agli uffici del proprio Comune.

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, wikipedia.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 18 ottobre 2018.

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