La stagione invernale presenta, annualmente, il problema del riscaldamento domestico: sebbene la temperatura ideale in casa possa variare in base alle abitudini e alle preferenze di ciascuno, è necessario rispettare sempre quanto previsto dalla normativa vigente.  

Temperatura ideale in casa in inverno

Nel 2018 l’OMS - Organizzazione Mondiale per la Sanità - ha definito quale dovrebbe essere la temperatura ideale in casa durante il periodo invernale: secondo gli studi, un’abitazione gode di un riscaldamento ottimale se la sua temperatura varia tra i 18°C e i 24°C, dove 20°C o 21°C costituiscono la media consigliata. Rimanere all’interno di queste indicazioni permette di proteggere chi vive all’interno dell’ambiente domestico (soprattutto se neonati o bambini piccoli) da malattie causate da un ambiente troppo caldo o troppo freddo.

Pur tenendo presente queste indicazioni, è opportuno sottolineare come la temperatura confortevole a casa non sia un parametro assoluto e uguale per tutti, ma possa variare in base a:

  • Funzioni svolte: è opportuno regolare la temperatura in un determinato ambiente domestico in base alle attività che qui vengono svolte. Ad esempio, in cucina è preferibile mantenere al massimo 18°C a causa della presenza di fornelli e forno che possono aumentare la temperatura della stanza. In soggiorno e negli ambienti in cui si trascorre più tempo durante la giornata è invece opportuno mantenere una temperatura di 20°C. Infine, nella zona notte si può scendere fino ai 16°C, dato che una stanza più fredda porta benefici al sonno.
  • Collocazione geografica: è opportuno aumentare o abbassare la temperatura nelle singole stanze in base a dove si trovano gli immobili. Secondo due decreti di legge, il 412/93 e il 551/99, il territorio della Penisola italiana è diviso in sei zone climatiche, classificate in base alla differenza di temperatura tra ambiente interno ed esterno e al clima diviso per stagioni.
  • Esposizione delle stanze: è possibile che la temperatura domestica debba essere regolata a seconda che l’ambiente si trovi esposto a nord o a sud. Infatti, la disposizione della stanza rispetto al riscaldamento dei raggi del sole può incidere significativamente rispetto alla temperatura percepita al suo interno.
  • Condizione di salute degli inquilini: un elemento da considerare quando si regola la temperatura all’interno dell’abitazione riguarda l’età anagrafica e le condizioni di salute di chi vi abita. Nel caso in cui l’appartamento sia frequentato da anziani, ad esempio, è preferibile che la temperatura minima sia superiore ai 18°C.

Temperatura del riscaldamento per legge

L'utilizzo del riscaldamento sul territorio italiano è regolamentato dal d. lgs. n. 412/93 e dal d. lgs. n. 551/99, che individuano sei zone diverse nella penisola sulla base delle condizioni termiche medie dell’atmosfera, il tutto secondo un parametro definito “gradi-giorno”.

I “gradi-giorno”, registrando la differenza di temperatura media esterna rispetto a quella interna ad un ambiente domestico, determinano il momento dell’accensione degli impianti di riscaldamento.

Ad ognuna delle sei zone climatiche - identificate da una lettera dalla A alla F - è associato un periodo di 3-6 mesi e il numero massimo di ore giornaliere in cui il riscaldamento può essere in funzione:

Zona Climatica Periodo Numero ore
A 1/12 - 15/03 6 ore/giorno
B 1/12 - 31/03 8 ore/giorno
C 15/11 - 31/03 10 ore/giorno
D 1/11 - 15/04 12 ore/giorno
E 15/11 - 15/04 14 ore/giorno
F 15/11 - 14/4 Non ci sono limitazioni

Nel caso in cui si verifichino dei repentini cambiamenti di temperatura atmosferica i singoli Comuni possono decidere, in via straordinaria, di accendere gli impianti di riscaldamento.

La normativa stabilisce la temperatura massima che deve essere mantenuta nelle abitazioni e in tutti gli edifici, ad eccezione di quelli industriali e/o artigianali: per esempio durante la giornata la temperatura massima consentita negli appartamenti non dovrebbe superare i 20°C (anche se vengono lasciati due gradi di tolleranza), pena l’applicazione di sanzioni.

È opportuno sottolineare come questa normativa sia valida soprattutto per i riscaldamenti centralizzati, presenti maggiormente nei condomini; al contrario, per quanto riguarda i riscaldamenti autonomi la legislazione non prevede alcuna limitazione. Nonostante questo, anche se si possiede un impianto indipendente, è preferibile considerare le indicazioni suggerite per evitare bollette particolarmente onerose.

Temperatura ideale per dormire

La temperatura della camera da letto è uno degli elementi che può incidere sulla qualità del sonno: è stato infatti dimostrato che la temperatura ideale in casa di notte dovrebbe essere tra i 16°C e i 18°C. Secondo una ricerca dell’AASM - American Accademy of Sleep Medicine - dormire in una stanza con più di 19°C non permette al corpo di abbassare la propria temperatura, un procedimento fondamentale per il benessere dell’organismo. Infatti, il raffreddamento corporeo permette di produrre:

  • melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola pituitaria responsabile, tra l’altro, del processo di addormentamento;
  • somatotropina, detta comunemente ormone della crescita, fondamentale per i bambini ma anche per gli adulti, perché permette di sembrare più giovani.

Infine è opportuno ricordare che, nella maggior parte dei casi, è possibile regolare la temperatura all’interno di una determinata stanza grazie alle valvole termostatiche.

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 30 aprile 2020.

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