Le tariffe del gas non sono fisse, ma variano a seconda della regione di residenza. Per capire il valore, ossia il costo del gas, bisogna sapere che viene misurato in Smc (Standard metro cubo). Il prezzo di un Smc può variare a seconda di una serie di parametri che, oltre alla regione di residenza, dipendono dal gestore e dalla destinazione del gas, per uso domestico o industriale.

Per l'uso domestico, il costo delle tariffe varia tra mercato libero e servizio di tutela. Chi ha scelto di aderire al servizio di tutela deve sapere che le tariffe del gas vengono regolamentate dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) che, ogni tre mesi, aggiorna i costi. L'aggiornamento può portare a valori anche molto differenti, come successo nei trimestri luglio-settembre 2017 e ottobre-dicembre 2017, quando si è registrata una variazione dei costi del 5.3%. Dopo il blocco degli oneri elettrici applicato dall'ARERA nel secondo semestre 2018, invece, il prezzo della luce si è mantenuto stabile nel primo trimestre 2019 (-0,08%). Per il gas dal 1° gennaio 2019 si è registrata una crescita del +2,3%.

La tariffa del gas nel mercato libero, invece, viene stabilita esclusivamente dal gestore che deve tenere conto del prezzo del gas sul mercato. Le variazioni di prezzo possono essere definite dal fornitore a seconda dei periodi, delle offerte e dei diversi servizi inclusi nel contratto.

Per capire meglio quali sono le tariffe del gas per Smc, ossia quelle relative al proprio consumo di gas, per prima cosa bisogna valutare la regione di residenza. L'Italia, infatti, è stata suddivisa in sei aree climatiche e in ognuna il costo del gas varia in base a un coefficiente di adeguamento altimetrico-climatico, detto coefficiente C.

Queste sono le sei zone di costi per la distribuzione del gas:

  • Zona 1, nord occidentale (Valle d'Aosta, Liguria e Piemonte)

  • Zona 2, nord orientale (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia)

  • Zona 3, centrale (Marche, Toscana e Umbria)

  • Zona 4, sud orientale (Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia)

  • Zona 5, sud occidentale (Lazio e Campania)

  • Zona 6, meridionale (Calabria e Sicilia)

La Sardegna non è inclusa in nessuna di queste aree perché non è ancora collegata alla rete di gas metano.

Oltre al coefficiente C il costo del gas dipende anche da altri parametri, riportati regolarmente in bolletta. Per capire come si compone il costo finale, bisogna prendere in considerazione i costi sostenuti dai gestori per l'acquisto del gas. Questo si compone di tre voci: costo all'ingrosso, costo per la commercializzazione al dettaglio e oneri per la distribuzione. Sono questi ultimi i valori che differenziano le tariffe del gas a seconda delle località e dei gestori.
Vanno inoltre considerate le spese relative al trasporto, alla gestione dei contatori, agli interventi sulla rete e alle imposte statali.
L'IVA varia a seconda dei consumi. Equivale al 10% per consumi fino a 480 metri cubi e al 22% per quelli superiori ai 480 metri cubi.
Ecco perché, quando si parla di bollette del gas, i costi sono molto variabili a seconda dei periodi, delle aree geografiche e dei fornitori.

Indipendentemente dalla zona in cui si vive è possibile valutare i propri consumi e, quindi, conoscere le proprie tariffe di spesa legate all'utilizzo del gas. Si può capire così se la propria tariffa sia conveniente oppure se sia meglio cambiare gestore per risparmiare.

Bisogna innanzitutto conoscere il consumo annuo, riportato in bolletta. Per capire quale siano il gestore e il tipo di mercato più conveniente ci si può affidare ai comparatori di tariffe. Questi mettono a confronto non solo le tariffe relative al prezzo di gas (ossia il costo a metro cubo), ma anche i costi legati ai servizi di vendita, che sono quelli maggiormente variabili a seconda dei gestori.

Un modo per avere sotto controllo le tariffe offerte dai vari gestori è quello di utilizzare la scheda di confrontabilità, sulla quale sono riportati sia i costi del gas nel mercato libero che in quello di maggior tutela. Per ogni gestore, quindi, si possono confrontare le diverse voci di spesa rispetto alle condizioni economiche offerte dalle tariffe in maggior tutela.

Le voci riportano sia la differenza di spesa netta sia i costi in percentuale per determinati intervalli di consumi. Ogni volta che si deve valutare la spesa relativa al gas, infatti, non bisogna mai dimenticare che queste cambiano non solo in base alle zone di residenza ma anche in base agli intervalli, ossia ai volumi di gas consumato. Questi intervalli prendono in considerazione, nella maggior parte dei casi, consumi fino a 120, 480, 700, 1400, 2000 e 5000 Smc.

Quando si effettua la valutazione delle tariffe del gas, inoltre, bisogna considerare eventuali bonus, promozioni e servizi aggiuntivi offerti dai gestori. Spesso le promozioni sono davvero convenienti e permettono grossi risparmi, soprattutto quando si utilizzano servizi congiunti come quello di gas ed energia elettrica.

 

N.B. Fonti: I contenuti pubblicati nel presente articolo sono liberamente reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, wikipedia.it ed i principali organi d'informazione giornalistici.

Il presente documento è aggiornato al 10 marzo 2019.

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