Tariffe gas

Le tariffe del gas non sono fisse, ma variano a seconda della regione di residenza. Per poter comprendere il valore, ossia il costo del gas, bisogna sapere che esso viene misurato in Smc (Standard metro cubo). Il prezzo di un Smc può variare a seconda di una serie di parametri che, oltre alla regione di residenza, dipendono dal gestore con il quale si ha il contratto del gas e dalla destinazione del gas, ossia se si sta prendendo in considerazione gas per uso domestico o industriale. Per l'uso domestico, il costo delle tariffe varia inoltre a seconda che si consideri il mercato libero o il servizio di tutela. Quanti hanno scelto di aderire al servizio di tutela, devono sapere che le tariffe del gas vengono regolamentate dall’AEEGSI (Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico), che, ogni tre mesi, effettua aggiornamenti sui costi. L'aggirnamento può portare a valori anche molto differenti tra di loro, come è successo ad esempio negli due trimestri luglio-settembre 2017 e ottobre-dicembre 2017 in cui si è registrata una variazione dei costi del 5.3%. Quando si valuta invece la tariffa del gas nel mercato libero, si deve allora ricordare che essa viene definito esclusivamente dal gestore che, tuttavia, deve tenere conto del prezzo del gas sul mercato. Questo significa che le variazioni di prezzo possono essere definite dal fornitore a seconda dei periodi, delle offerte e dei diversi servizi inclusi all'interno del contratto.

Per comprendere al meglio quali siano le tariffe specifiche per Smc, ossia quelle relative al proprio consumo di gas, per prima cosa bisogna valutare la regione di residenza. Il costo del gas, infatti, dipende dall'area geografica in cui si risiede, ossia dalla posizione climatica in cui viene richiesta la fornitura. In base a questo parametro, l'Italia viene suddivisa in sei differenti aree in cui il costo del gas è differente, perché differente è il coefficiente che viene preso in considerazione per calcolare le tariffe del gas. Tale coefficiente, detto coefficiente C, ossia di adeguamento altimetrico-climatico, influenza il prezzo finale del gas in maniera non eccessiva ma tuttavia riconoscibile. Oltre al coefficiente C, il costo del gas deriva anche da altri parametri, che vengono riportati regolarmente in bolletta. Per comprendere quindi da cosa è composto il costo finale del gas, bisogna prendere in considerazione i costi sostenuti dai gestori per l'acquisto del gas, che si compone di tra voci: il costo all'ingrosso, il costo per la commercializzazione al dettaglio e gli oneri per la distribuzione. Sono questi ultimi i valori che rendono differenti le tariffe del gas a seconda delle località e dei gestori. Ancora, vanno considerati le spese relative al trasporto, alla gestione dei contatori, agli interventi sulla rete, e le imposte statali, ossia l'IVA. Quest'ultima varia a seconda dei consumi essendo del 10% per consumi fino a 480 metri cubi e pari al 22% per consumi superiori ai 480 metri cubi. Si può quindi facilmente comprendere il motivo per cui, quando si parla di bollette di gas, i costi sono altamente variabili a seconda dei periodi, delle aree geografiche e dei fornitori.

Le diverse aree, ossia le sei zone di costi per la distribuzione del gas, possono essere definite come raggruppamento nord occidentale o zona 1 (Valle d'Aosta, Liguria e Piemonte), nord orientale o zona 2 (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia), centrale o zona 3 (Marche, Toscana e Umbria), Sud Orientale o zona 4 (Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia), Sud Occidentale o zone 5 (Lazio e Campania), Meridionale (Calabria e Sicilia). Va sottolineato che la Sardegna non è inclusa in nessuna di queste aree perché essa ancora non è soggetta alla fornitura di gas metano. Indipendentemente dalla zona in cui si vive è sempre possibile valutare i propri consumi e, quindi, conoscere le proprie tariffe di spesa legate all'utilizzo del gas. In tal modo, sarà possibile decidere se la propria tariffa è conveniente oppure se può essere più indicato cambiare gestore per avere un risparmio maggiore. Per questo motivo bisogna prima conoscere il proprio consumo annuo, che viene riportato in bolletta. Per meglio valutare quale gestore e che tipo di mercato possa essere più conveniente al proprio caso specifico, ci si può aiutare con dei comparatori di tariffe, presso i quali è possibile paragonare non solo le tariffe relative al prezzo di gas (ossia il costo a metro cubo), ma anche i costi legati ai servizi di vendita, che sono quelli maggiormente variabili a seconda dei gestori. Un interessante modo per avere sotto controllo tutte le differenti tariffe offerte dai vari gestori, è quella di utilizzare la scheda di confrontabilità, sulla quale sono riportati sia i costi del gas nel mercato libero che in quello di maggior tutela. Per ogni gestore, quindi, si possono confrontare le diverse voci di spesa rispetto alle condizioni economiche offerte dalle tariffe in maggior tutela. Le varie voci riportano sia la differenza di spesa netta, che i costi in percentuale per determinati intervalli di consumi. Ogni volta che si deve valutare la spesa relativa al gas, infatti, non bisogna mai dimenticare che queste variano non solo in base alle zone di residenza ma anche in base agli intervalli, ossia ai volumi di gas consumato. Tali intervalli predono in considerazione, nella maggior parte dei casi, consumi fino a 120, 480, 700, 1400, 2000 e 5000 Smc. Inoltre, quando si effettua la valutazione delle tariffe del gas, vanno tenute in forte considerazione eventuali bonus, promozioni e servizi aggiuntivi offerti dai diversi gestori. In molti casi, le promozioni possono essere realmente convenienti e permettono interessanti risparmi, soprattutto quando si utilizzano servizi congiunti come, ad esempio, quello di gas ed energia elettrica.