In inverno, il riscaldamento domestico rappresenta un elemento fondamentale per poter trascorrere al caldo le proprie giornate in casa ma, tuttavia, questo piacere ha un costo, spesso anche molto elevato. Mantenere i riscaldamenti accesi infatti porta a un consumo di gas che può essere maggiore o minore a seconda di una serie di elementi, che vanno dalle dimensioni della casa alla sua posizione geografica, dalle condizioni degli infissi alla classe energetica. Poter ottimizzare i costi del riscaldamento significa risparmiare su una voce consistente di spesa per cui è importante poter conoscere tutte le possibili tariffe energetiche per cercare quella che meglio soddisfa le proprie esigenze. L'utilizzo dei riscaldamenti, infatti, non è uguale per tutte le famiglie per cui non necessariamente tariffe convenienti per un nucleo famigliare possono essere altrettanto convenienti per un altro. Proprio per questo motivo, quando si parla ad esempio di riscaldamento centralizzato o autonomo, non sempre si può affermare quale risulti migliore dal punto di vista dei consumi e delle rese. Anche in questo caso, infatti, sono sempre i diversi contesti a definire quale delle due scelte possa essere più conveniente. Infatti, se nella maggior parte dei casi il riscaldamento centralizzato garantisce costi annui meno elevati, la rigida impostazione sugli orari e i periodi di accensione o spegnimento in alcuni casi rende poco pratica questa soluzione, soprattutto per quanti fanno uno stile di vita con orari diversi da quelli che possono essere definiti dalle esigenze del condominio. Ecco perché sempre più spesso, i consumatori scelgono di installare un riscaldamento autonomo, tramite il quale poter liberamente impostare gli orari di accensione e spegnimento a seconda degli orari e delle giornate in cui si sta a casa e, soprattutto, valutando le proprie esigenze termiche. 
 

I costi del riscaldamento con impianto centralizzato
 

Quando si deve valutare una tariffa per il gas, nello specifico una tariffa per il riscaldamento domestico, vanno presi in considerazione diversi aspetti relativi alla convenienza della tariffa in base al tipo di utilizzo che si fa del riscaldamento. Per trovare con maggiore facilità le tariffe che meglio possono soddisfare le proprie esigenze, i consumatori possono rivolgersi ai siti comparatori di tariffe che permettono di confrontare tutte le proposte ed offerte attive in quel determinato periodo. Tuttavia, se una persona vuole sapere quali siano i costi relativi a un contratto condominiale potrà avere maggiore difficoltà a trovare tali informazioni, soprattutto se si cercano informazioni relative al mercato libero. I fornitori, infatti, puntano a trattare le diverse strutture condominiali in maniera differente, a seconda del numero di condomini, delle caratteristiche della caldaia, della classe energetica dell'immobile o ancora della zona di residenza. Questo significa che i contratti per i condomini sono quasi personalizzati, pur avendo caratteristiche comuni a quelli autonomi. Anche in un condominio, infatti, si può optare per un prezzo bloccato per dodici o ventiquattro mesi oppure scegliere un prezzo flessibile, si possono scegliere contratti online con fatturazione elettronica e diverse modalità di pagamento. Un particolare che differenzia i due tipi di contratto è dato spesso dai software di gestione dei consumi nei diversi immobili che costituiscono il condominio. Il differente tipo di contratto è strettamente connesso anche a un diverso tipo di contatore, solitamente di classe G10, a differenza dei contatori domestici che sono di classe G4.  La principale conseguenza di tutto quanto riguarda i contratti condominiali di gas è che difficilmente si possono paragonare in maniera semplice e lineare le tariffe previste per il riscaldamento centralizzato con quelle per l'impianto autonomo. Tuttavia, tramite l'amministratore del condominio, si potranno avere informazioni sulle spese relative ai consumi, in modo da poter avere un'idea di quali siano i consumi e i costi del condominio specifico in cui si vive.

  

I costi del riscaldamento per l'impianto autonomo
 

Quando invece si deve valutare la spesa per il riscaldamento autonomo, tutto diventa molto più semplice. Tuttavia, anche in questo caso è bene fare attenzione ad alcuni fattori: il primo è che spesso il consumo di gas quando si ha un riscaldamento autonomo è maggiore rispetto a quello che si utilizzerebbe con il riscaldamento centralizzato. La piena autonomia negli orari di accensione e spegnimento, infatti, porta spesso ad attivare il riscaldamento alle prime oscillazioni di temperatura, senza aspettare che arrivino realmente le giornate fredde. Il secondo importante elemento da prendere in considerazione è che quando si fa il conteggio dei propri consumi per cercare la tariffa più conveniente alle proprie esigenze, non si può avere la certezza degli effettivi consumi futuri che, come si può immaginare, dipendono molto dalle temperature invernali di ogni singolo anno.  Tuttavia, nonostante questi fattori che non possono essere valutati preventivamente, quando si parla di impianto autonomo il consumatore ha una maggiore possibilità di valutare quali siano le offerte dei fornitori e, quindi, calcolare al meglio le possibili spese e il risparmio permesso dalle singole scelte.
 

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