Il funzionamento dell' impianto di riscaldamento nei mesi invernali è una spesa capace di incidere in maniera importante sul bilancio di una famiglia: i costi del carburante e delle forniture aumentano costantemente, e a far lievitare la bolletta contribuisce anche la presenza di imposte pesanti. Il miglior modo per tentare un risparmio consiste prima di tutto nell'evitare gli sprechi: no alle finestre aperte mentre i termosifoni sono accesi, no alle temperature eccessive. In questo senso, tanti piccoli accorgimenti dettati dal buon senso possono fare la differenza. Risulta molto importante poi, al fine di ridurre le spese per il riscaldamento, anche far sì che la caldaia e l'impianto non consumino in modo eccessivo: scegliere prodotti con una buona classe energetica e installare dei contabilizzatori di calore possono rappresentare, in questo senso, delle valide iniziative. Infine, qualunque sia il carburante scelto per alimentare il riscaldamento, è sempre opportuno richiedere più preventivi alle società di fornitura. Sul libero mercato ormai le possibilità sono numerose: sarà sufficiente un po' di pazienza e buona volontà per trovare quella giusta per le proprie esigenze. Sorgenia, ad esempio, fa delle ottime promozioni per i nuovi clienti, e offre un buon servizio a un prezzo concorrenziale.
 

I costi di alimentazione della caldaia a gasolio
 

Fatta questa premessa, analizziamo i costi legati a un tipo di alimentazione della caldaia ancora abbastanza diffusa: quella a gasolio. Sono soprattutto le abitazioni di montagna a usufruire di questo mezzo per far funzionare l'impianto di riscaldamento. Questo accade perché la rete che distribuisce il metano non è diffusa ovunque e alcune zone ne restano tuttora escluse. La materia prima, di per sé, non costerebbe molto, ma finisce per raddoppiare quasi il suo prezzo a causa delle imposte che vi vengono applicate. È la stessa cosa che accade, in proporzioni un po' diverse, su tutti gli altri carburanti, compresi quelli con cui alimentiamo le nostre autovetture (sui quali le imposte risultano ancora più pesanti): al costo base della materia prima vanno applicate l'imposta sul valore aggiunto (IVA) - che ha ormai raggiunto un'aliquota del 22% - e le tasse sul consumo, le cosiddette "accise". In questo modo, da un costo di partenza di circa 50 centesimi di euro, si arriva a oltre 1 euro e 10 centesimi. Al momento attuale la situazione è questa, ma il prezzo del gasolio - così come accade per tutti gli altri carburanti - è soggetto a forti oscillazioni dovute a una serie piuttosto complessa di fattori. Negli ultimi tempi, si sono avuti In Italia aumenti di prezzo che hanno anche superato il 5%: una pessima notizia per le tasche dei cittadini. La situazione non è molto diversa in altri paesi europei. Esistono degli organi competenti che vigilano e che, con cadenza settimanale, aggiornano i prezzi dei carburanti, compreso il gasolio da riscaldamento. Le procedure di rilevazione dei prezzi sono definite a livello europeo e si tratta di un prezzo medio rispetto a quello proposto dall'insieme delle compagnie petrolifere operanti in Italia. In rete, è possibile consultare il prezzo aggiornato e fare raffronti con quelli delle delle settimane e nei mesi precedenti. Volendo, si trovano anche archivi che risalgono indietro nel tempo di alcuni anni.

Guardando quindi al dettaglio della struttura del costo del gasolio per riscaldamento , vediamo che c'è un costo della materia prima che dipende da fattori economici internazionali e dalle procedure di import/export. Poi c'è una percentuale di rincaro - che può essere più o meno elevato - operato dall'azienda che distribuisce il carburante. Infine, c'è una componente fiscale composta da IVA e accise che pesa complessivamente per circa il 50% sul prezzo finale per litro. Va notato che l'IVA viene applicata anche sul valore dell'accisa. Detto questo, è semplice intuire come le aziende che distribuiscono il gasolio hanno un margine di manovra abbastanza ridotto per quanto riguarda la possibilità di tenere bassi i prezzi delle forniture. Non potendo agire né sul costo della materia prima, né sulle imposte, hanno a disposizione solo la possibilità di ridurre la loro percentuale di margine, che incide solo in piccola parte sul prezzo finale che il consumatore si trova a dover pagare. Chi desidera cominciare a risparmiare dovrebbe sapere che esistono bandi, nazionali e in alcuni casi anche locali, che prevedono rimborsi sotto forma di sgravi fiscali per coloro che rinnovano il loro impianto di riscaldamento rendendolo più efficiente o sostituiscono la vecchia caldaia con una di ultima generazione, in grado di garantire consumi minori e un più basso impatto ambientale. Per chi abita in zone che non sono servite dalla presenza di una rete di distribuzione del gas metano - che tra l'altro risulta meno inquinante del gasolio - c'è la possibilità di sostituire il gasolio con il GPL: anche questo può essere un modo per risparmiare un po' sulla bolletta del riscaldamento.

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